NOTIZIE INDICI ILLUSTRAZIONI DI LIBRI A STAMPA E MANOSCRITTI
PUBBLICAZIONE MENSILE DIRETTA DA
VOLUME PRIMO
MCMXVIII - MCMXIX
Siamo nel primo dei due volumi del “Bollettino bibliografico”, che raccoglie i numeri pubblicati nel 1919 della pubblicazione mensile pubblicata da Luigi Lubrano che presenta notizie, indici e illustrazioni di libri a stampa e manoscritti, con in aggiunta un eventuale elenco dei libri rari messi in vendita dallo stesso Luigi Lubrano.
"Con la pubblicazione del presente periodico s’intende recare un utile contributo alla conoscenza del materiale bibliografico esistente sia nelle biblioteche, e sia in private raccolte.
Oltre ai Cataloghi ed Inventarli di libri e manoscritti, saranno in esso pubblicati: Illustrazioni di cimeli i paleografici e tipografici - Indici e Notizie di codici, pergamene, incunabuli, autografi, stampe, legature - Articoli e Monografie circa la biblioteconomia, la storia della scrittura, della miniatura, della cartografia, dei neumi e note musicali, della tipografia e delle arti grafiche.
Vi saran pure accolte : Bibliografie generali, regionali, individuali; e non mancheranno indicazioni desunte da periodici italiani e stranieri, di scritti attinenti alle materie trattate nel nostro. Delle opere di consimili argomenti si daranno Annunzii e Recensioni.
In fine dei fascicoli verranno inseriti Notiziarii del movimento librario internazionale, alla cui pubblicazione la Direzione del periodico rimarrà estranea; pur riconoscendo l'utilità che da siffatte informazioni possono trarre, non i soli amatori di libri; ma quanti per ragioni di studio o di ufficio ne fan ricerca.
Nell'iniziarsi la presente pubblicazione il sottoscritto confida non abbia a mancargli la preziosa autorevole collaborazione, già in parte assicurata, di coloro pei quali la bibliografia, intesa nel più ampio senso, forma l'oggetto preferito di ricerche, di studii e di lavori.
A. MIOLA"
"Il Bollettino del bibliofilo diretto dal Bibliotecatio Cav. Uff. Alfonso Miola, senza pomposità di programma, e senza ausilio di pubblicità, è stato apprezzato ed appoggiato da tutto il pubblico colto e bibliofilo, fin dal suo primo apparire, ed ha preso degnamente il suo posto tra le più importanti Riviste italiane e straniere.
L'indice dell'annata 1918-19 ora completata, dimostra esaurientemente il suo programma con i nomi dei più noti bibliografi e storiografi che vi collaborano. Tale programma sarà mantenuto non solo, ma sarà ampliato di tutte le notizie o articoli che possono sempre più interessare il pubblico bibliofilo."




Dunque questo documento è un bollettino bibliografico mensile che presenta notizie, indici e illustrazioni di libri a stampa e manoscritti, curato da Alfonso Miola.
Esso rappresenta una ricca raccolta di manoscritti, pubblicazioni storiche e studi critici riguardanti la storia, la cultura e l'arte delle regioni meridionali d'Italia, con particolare attenzione alla provincia di Avellino e all'Irpinia. Include descrizioni dettagliate di manoscritti provenienti da prestigiose biblioteche e archivi, come la Biblioteca Brancacciana e l'Archivio Oratoriano di Napoli, e presenta una vasta gamma di pubblicazioni storiche, tra cui bibliografie ragionate, studi storici, cataloghi di manoscritti, ricerche numismatiche, biografie, studi di storia locale e regionale, folklore, geologia, arte e medicina. Un'opera preziosa per studiosi e appassionati di storia e cultura del Mezzogiorno italiano.
Manoscritti descritti nel documento:
- Contarenus Caspar. De Republica Veneta - Cartaceo del XVI secolo, 51 carte, scrittura tonda, legatura in pergamena.
- Visitationes Personales - Visitatio Tusculanae Dioecesis - Cartaceo del XVII secolo, 43 carte, legatura in pergamena.
- Istoria Fiorentina - Cartaceo del XVI secolo, 732 carte, legatura in pergamena.
- Andrea (D') Francesco. Risposta a Benedetto Aletino - Cartaceo del XVIII secolo, 303 carte, legatura in pergamena.
- Oliva Fabio. Vita di Caterina Sforza - Cartaceo del XVII secolo, 218 carte, legatura in pergamena.
- De Libertate Florentiae - Cartaceo del XVIII secolo, 100 carte, legatura in pergamena.
- Trattati di Giurisdizione - Cartaceo del XVII secolo, 65 carte, legatura in pergamena.
- Quesnel Petrus. Summa Directoria Juris - Membranaceo del XIV secolo, 273 carte, scrittura gotica, legatura in pergamena.
- Indice dei libri della Biblioteca Brancacciana - Cartaceo del XVII secolo, 286 carte, legatura in pergamena.
- Pico Giovan Francesco. Vita di Girolamo Savonarola, altra vita dello stesso, Vita di Cola di Rienzi - Cartaceo del XVI secolo, 162 carte, legatura in pergamena.
- Quistioni Giuridiche - Cartaceo del XVI-XVII secolo, 437 carte, legatura in pergamena.
- Relazioni e lettere - Lettere e decreti di cardinali e papi riguardanti eventi storici del 1808 e 1809.
- Cose diverse - Poesie, discorsi, relazioni e scritti vari del XVI secolo.
- Relazioni di Nunzi Apostolici e Ambasciatori Veneti - Relazioni diplomatiche e politiche di ambasciatori e nunzi apostolici.
- Repertorium Juris - Manoscritto giuridico di Joannes Antonius Lanarius.
- Liber Votorum S. R. Consilii Neapolitani - Raccolta di voti e decisioni del Sacro Regio Consiglio di Napoli.
- Annali di Napoli - Scritti di Antonino Castaldo sulle vicende di Napoli dal 1526 al 1571.
- Documenti e disegni relativi alla fabbrica del porto e molo di Napoli - Progetti e disegni relativi alla costruzione del porto e del molo di Napoli.
- Index Monasteriorum - Elenco di monasteri e scritti relativi alla Basilica di S. Agnese.
- Chronicon Episcoporum Neapolitanorum - Cronaca degli episcopi napoletani di Joannes Diaconus e scritti vari di Camillo Tutini.
- Antiphonarius notatus (numero 173).
- Humiliarus (numero 57).
- Responsorium liber notatus (numero 137).
- Liber de arte cantandi (numero 83).
- Libellus incipiens: Ecce dies veniunt (numero 20).
- Libellus incipiens: Formula vite honeste (numero 35).
- Ordinarius (numero 28).
- Libellus regularum grammaticalium (numero 30).
- Libellus de vita sanctae mare (numero 100).
- Tre quinterni incipientes propter illos (numero 33).
- Manoscritti della R. Biblioteca Brancacciana di Napoli - Catalogo topografico descrittivo (8ª puntata).
- Manoscritti musicali dell'Archivio Oratoriano di Napoli.
- Manoscritti riguardanti la Storia dei Tre Abruzzi.
- Manoscritti della Biblioteca dei Girolamini in Napoli.
- Epistolario del Cardinale Alfonso Capecelatro.
- Manoscritti di Pasquale Baffi, bibliotecario della Reale Biblioteca Napoletana.
Pubblicazioni storiche incluse nel bollettino:
- La produzione stenografica napoletana di Giuseppe Aliprandi.
- Saggio di bibliografia ragionata della Provincia di Avellino di Antonio D'Amato.
- Descrizione di 22 ignote legature adespote erroneamente dette Canevari di Antonio Bellucci.
- La cronaca delle infestazioni sataniche nella casa dei Girolamini di Napoli.
- Elenco delle pubblicazioni numismatiche riguardanti le zecche delle provincie meridionali d'Italia di Memmo Cagiati.
- La librairie d'Anne de Polignac Comtesse de La Rochefoucauld di A. De Laborde.
- I Curiales di Amalfi di Filangieri di Candida.
- Inventario di Pomposa del 1459 di D. Mauro Inguanez.
- Catalogo topografico-descrittivo dei Manoscritti della R. Biblioteca Brancacciana di Napoli di Alfonso Miola.
- La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni (1799-1820-1848-1860) di Lorenzo Rocco.
- Spigolature umanistiche Abruzzesi (Inventari di Codici e Mss. dei Sec. X-XV) di Giovanni Pansa.
- Recensioni di edizioni cinquecentine e manoscritti.
- Archivio storico per le province napoletane: Elenco delle pergamene della famiglia Fusco e altre notizie storiche.
- P. Gioacchino Taglialatela: Studi su Atripalda e S. Amato.
- Nicola Santorelli: Scritti su S. Maria della Sanità in Caposele.
Tipi di pubblicazioni storiche incluse:
Il documento include una vasta gamma di pubblicazioni storiche, tra cui:
- Bibliografie ragionate e saggi bibliografici: Analisi e catalogazione di opere storiche e manoscritti, come il "Saggio di bibliografia ragionata della Provincia di Avellino".
- Studi storici e critici: Approfondimenti su eventi storici e figure illustri, come la stampa periodica napoletana delle rivoluzioni e biografie di santi e vescovi.
- Cataloghi e inventari di manoscritti e codici: Elenchi e descrizioni di manoscritti e pubblicazioni antiche, come il catalogo della Biblioteca Brancacciana e l'inventario della biblioteca di Pomposa del 1459.
- Studi numismatici: Analisi delle monete e delle zecche delle province meridionali d'Italia.
- Storia ecclesiastica: Opere su santi, vescovi e leggende religiose, come "Vita di S. Guglielmo da Vercelli".
- Storia locale e regionale: Monografie e saggi sulla storia delle province meridionali d'Italia, con particolare attenzione all'Irpinia e al Sannio.
- Folklore e tradizioni popolari: Raccolte di canti, fiabe e leggende popolari.
- Geologia e geografia: Studi sul territorio e le risorse naturali delle regioni meridionali.
- Storia dell'arte: Analisi di dipinti, sculture e opere d'arte, con particolare attenzione a opere religiose e artistiche.
- Storia della medicina e della religione: Opere che trattano di medicina antica e documenti ecclesiastici.
- Ricerche su legature storiche: Descrizioni di legature antiche e rare.
Provenienza dei manoscritti descritti:
I manoscritti descritti nel documento provengono principalmente da:
- Biblioteca Brancacciana di Napoli: Cataloghi e descrizioni di manoscritti storici e musicali.
- Archivio Oratoriano di Napoli: Manoscritti musicali e storici.
- Biblioteca dei Girolamini di Napoli: Manoscritti e incunaboli rari.
- Archivio storico di Benevento: Documenti sulla storia locale e regionale.
- Archivio Capitolare del Duomo di Benevento: Statuti e documenti ecclesiastici.
- Archivio di Montecassino: Documenti storici e codici relativi alla Badia di Pomposa e altre opere religiose.
- Biblioteca Vaticana: Scritti relativi alla Basilica di S. Agnese e altri documenti religiosi.
- Archivio della famiglia Fusco: Pergamene storiche relative a eventi e personaggi della provincia di Avellino.
- Tropea e diocesi calabresi: Inventari di beni ecclesiastici e descrizioni di chiese e monasteri.
Importanza dei manoscritti descritti:
I manoscritti descritti nel documento sono di grande valore storico, culturale e scientifico per diverse ragioni:
- Offrono una testimonianza unica su eventi, personaggi e contesti storici, contribuendo alla ricostruzione della storia locale e regionale, in particolare delle province meridionali d'Italia.
- Conservano il sapere di epoche passate in ambiti come diritto, teologia, filosofia, arte, scienza, medicina e letteratura.
- Documentano la storia ecclesiastica, con scritti sacri, vite di santi, cronache religiose e documenti relativi alla Chiesa e alle sue istituzioni.
- Rappresentano un patrimonio culturale unico, preservando tradizioni, leggende, folklore e conoscenze che altrimenti sarebbero andate perdute.
- Contengono opere d'arte, miniature, illustrazioni e legature artistiche, che testimoniano l'evoluzione delle tecniche artistiche e artigianali.
- Offrono fonti primarie per ricerche interdisciplinari, dalla storia dell'arte alla religione, dalla geografia alla medicina, dalla numismatica alla letteratura.
- Molti manoscritti sono unici o estremamente rari, rendendoli indispensabili per la ricerca accademica e la conservazione del patrimonio culturale.
“pagina 241 del Volume Primo - estratto da”

La bibliografia ed i Cataloghi librari.
La mia esperienza commerciale di 20 anni mi ha appreso che i cataloghi librarii sono apprezzati bibliograficamente dai soli librai. Pochissimi sono quegli studiosi che danno importanza ad un catalogo qualsiasi, e la maggior parte - tra i più eruditi specialmente - mandano continuamente al macero l'infinità di cataloghi pervenuti dalle varie parti del mondo, moltissimi di essi senza averli neanche letti.
Poiché sembrami un errore profondo un simile procedimento da parte degli studiosi, notato in particolar modo nel mezzogiorno d'Italia, ho creduto di farne materia di articolo per la presente Rivista.
È troppo noto alla generalità che i cataloghi libraii sono redatti, prima di ogni cosa, con la maggiore o minore capacità tecnica del compilatore, ed, in ogni caso, ad uso e consumo della propria clientela. Così, salvo pochissime eccezioni di cataloghi speciali o di cataloghi di librai di primo ordine, che li fanno pagare anziché darli gratuitamente, tutto il resto è destinato alla distruzione.
Qualunque catalogo si legga della minore o maggiore importanza che ne sia il compilatore, si troverà sempre un accenno a qualche cosa, a qualche materia, persona, o fatto di cui la generalità delle persone non sa rendersi ragione… ma il compilatore sapeva il fatto suo e con quella noticina è riuscito a vendere quell'opuscolo o libro che altrimenti non avrebbe venduto, se non altro a quel prezzo!
Ancora è troppo generalizzata l'idea che i libri migliori, a prezzo vantaggioso, sono quelli che prima si vendono, ed è quindi inutile richiedere o leggere un catalogo dopo anche un mese solo dalla sua pubblicazione.
È così che i librai, per soddisfare la propria clientela col maggiore vantaggio personale, pubblicano continuamente cataloghi, e molti di essi non sono che la ripetizione degli stessi libri, con prezzi uguali o magari ribassati. Alcuni librai più esperti, nel ripetere la pubblicazione dello stesso libro, ne alterano il prezzo, e danno così l'impressione di un altro esemplare.
Ma oggi che la pubblicazione continua di tali cataloghi importa una spesa enorme, ed i minori librai vedonsi nella impossibilità di continuare in un simile sistema, occorre si sfati un po' la leggenda che il catalogo librario è una pubblicazione puramente momentanea, come un catalogo di moda, di ferramenta o di cartoline illustrate! E che sono inutili per il riscontro dei prezzi, appunto perché redatti ad uso e consumo della propria clientela!
Il catalogo librario antiquario, sia della maggiore o minore importanza, sia redatto bene o male, è e resterà sempre un contributo di bibliografia, ed il più grande errore da parte degli studiosi è non tenerne il giusto conto, peggio ancora buttarlo via forse senza leggerlo.
Sopra ogni cosa occorre pensare che la bibliografia non è la conoscenza del valore del libro, cosa assurda di tutti i tempi, perché il prezzo è stabilito dal mercato momentaneo e dalla quantità delle richieste per lo stesso libro che ne rialza o ribassa il prezzo.
In Francia, in Inghilterra sono stabilite delle Case di vendita all'asta per libri antichi, con bollettini dei risultati, pubblicati mensilmente, ed essendo una istituzione antichissima ed onesta, viene a formare la vera base delle richieste e del valore dei libri, cui si attengono senza tema di errare i compratori ed i librai.
Ma qui in Italia la vendita all'asta, come sistema, e fatte in quella maniera onesta da stabilire un vero prezzario, non esiste ancora, ed ecco che i privati si attengono ai cataloghi dei librai più importanti e per questa sola ed unica ragione molte volte conservano cataloghi lussuosi, non tenendo in alcun conto tutti gli altri.
Invece, ripeto, il catalogo librario non deve essere conservato per il prezzario, ma per le notizie dei libri che esso contiene.
Come si spiega che si vende ad un vecchio cliente un libro, dopo averlo messo in catalogo forse dieci volte e che forzosamente questo stesso cliente ha dovuto leggere prima di quel giorno in cui l'ha richiesto? Il più strano ancora è vederselo richiedere con interesse e se non lo riceve se ne dispiace e scrive a mille altri per ottenerlo!! - È facile: perché in quel giorno in cui gli è venuto sott'occhio quel libro, elencato per la decima volta, questo cliente faceva uno studio per cui quella libro gli era utilissimo.
Io personalmente potrei citare dei casi infiniti di disgusto del pubblico verso i cataloghi minori, obbligando addirittura il piccolo commerciante a pubblicare dei cataloghi lussuosi per avere l'onore di essere letto.
Sembra quasi una vergogna, per una bibliofilo erudito, ed una cosa inutile per uno studioso, conservare dei cataloghi redatti male e da cui abitualmente si cerca il libro "per l'affare".
Invece ogni notizia, ogni nome può interessare uno studioso e se oggi un libro è utile domani può essere utilissimo. - Perché non fare addirittura una campagna a favore dei librai che non pubblichino più tanti cataloghi con gli stessi libri? Sarebbe un'economia da parte del commercio ed un grande vantaggio pei compratori. Ma possono questi dare affidamento che i cataloghi verranno riscontrati ad ogni occasione?!!
In quest'ultimo tempo ho riunito una collezione di libri ed opuscoli su Napoli e l'antico Reame delle due Sicilie e nell'approntare il catalogo speciale, ho riscontrato molte volte quelli pubblicati dal Dura e dal Prass. Ebbene non debbo riconoscere che moltissimi opuscoli che non ho trovato notato in alcuna bibliografia sono invece in uno di quelli?
Quanti privati studiosi possono dire di tenere conservati quei cataloghi?
Debbo quindi insistere, e per la mia esperienza personale di libraio, e per gli studii da me stesso seguiti, che il Catalogo librario, sia pure il più misero, può assurgere ad un'importanza enorme in un momento in cui si può dare valore (dico valore scientifico) ad un opuscolo descritto forse male e segnato anche Una lira soltanto!
Che le biblioteche li conservino e che gli studiosi li riscontrino ad ogni inizio di studio, perché certamente vi troveranno materia utile, non solo, ma renderanno più corrente il commercio, con grande vantaggio personale.
Il màcero in questi ultimi anni ha assorbito quel poco di patrimonio librario rimasto da parte ancora pel commercio. Se non si riuniscono gli studiosi a trovare il massimo rendimento bibliografico dalla produzione rimasta, ed a lasciarne almeno la memoria ai posteri verrà un giorno in cui gli studi saranno difficilissimi e il commercio impossibile.
Luigi Lubrano






















