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DOMENICO CONFUORTO “Giornali di Napoli”: Il Quietismo e Miguel de Molinos

16/12/2025 11:01:00

Paolo

Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

DOMENICO CONFUORTO “Giornali di Napoli”: Il Quietismo e Miguel de Molinos

Il Quietismo (detto anche Molinosismo, dal nome del suo principale esponente) fu una dottrina mistica e un movimento di spiritualità sorto principalme

Il Quietismo (detto anche Molinosismo, dal nome del suo principale esponente) fu una dottrina mistica e un movimento di spiritualità sorto principalmente nel XVII secolo in Italia, Spagna e Francia.

 

L'obiettivo del Quietismo era indicare la strada per raggiungere la perfezione cristiana e l'unione con Dio, che veniva vista come uno stato di quiete passiva e fiduciosa dell'anima.

I Punti Centrali della Dottrina:

 

  • Quiete Passiva e Abbandono Totale a Dio: L'anima deve raggiungere un completo annichilimento della propria volontà e dei propri desideri, abbandonandosi totalmente e passivamente alla volontà divina.

 

  • Contemplazione sulla Meditazione: Il Quietismo dava la prevalenza alla mistica e alla contemplazione pura sull'ascesi e sulla meditazione attiva (come quella basata sulle immagini della vita di Cristo). L'azione e il pensiero voluti dall'uomo erano visti come un ostacolo all'attività assoluta che spetta solo a Dio.

 

  • Indifferenza alle Opere e alle Tentazioni: In uno stato di perfetta unione con Dio, l'anima non dovrebbe preoccuparsi delle proprie azioni o resistere attivamente alle tentazioni. Queste ultime, o gli stessi atti peccaminosi, sarebbero permessi da Dio per la purificazione dell'anima e andrebbero sopportati con rassegnazione, senza costituire peccato per la volontà umana ormai "morta" in Dio.

Principali Esponenti e la Condanna:

 

  • Il massimo esponente fu il sacerdote spagnolo Miguel de Molinos (1628-1696), autore della "Guida Spirituale" (1675), da cui deriva anche il nome di Molinosismo.

 

  • Altri esponenti furono l'italiano Cardinale Pier Matteo Petrucci e in Francia Madame Guyon e, in misura più sfumata (il cosiddetto semiquietismo), François Fénelon.

 

  • Il Quietismo fu aspramente combattuto dalla Chiesa cattolica (soprattutto perché poteva portare, in alcuni casi, a una licenza morale derivante dall'estrema inattività e indifferenza alle opere). Nel 1687, Papa Innocenzo XI condannò 68 proposizioni di Molinos con la bolla Caelestis Pastor, e il Quietismo fu bollato come eresia.

 

In sintesi, era una forma di misticismo che spingeva all'estremo il concetto di abbandono passivo e disinteresse per le opere e l'attività umana nel cammino verso la perfezione.


Il Quietismo ebbe un impatto significativo anche a Napoli, che fu uno dei centri principali per la diffusione della dottrina in Italia e nel Meridione, in un periodo di grande fermento spirituale e di forte controllo inquisitoriale.

 

Ecco i punti chiave:

 

1. Centro di Diffusione

Napoli giocò un ruolo cruciale nella diffusione del movimento.

L'opera fondamentale del fondatore, lo spagnolo Miguel de Molinos, la "Guida Spirituale" (Guía espiritual que desembaraza al alma y la conduce por el interior camino), fu pubblicata proprio a Napoli nel 1675 nell'edizione italiana, riscuotendo un immediato e vasto successo.

 

2. Le Figure e la Denuncia

La dottrina quietista trovò numerosi sostenitori a Napoli, sia tra il clero che tra i laici.

Si stima che potessero esserci "un migliaio o solo poche centinaia di simpatizzanti" verso la fine del XVII secolo.

  • Bartolomeo de Rossi viene indicato come uno dei principali divulgatori del Quietismo nell'Italia Meridionale.
  • La prima denuncia significativa del movimento a Napoli avvenne nel 1682 per opera dell'arcivescovo Innico Caracciolo, il quale sembra sia stato tra i primi a usare pubblicamente il termine "quietismo" per descrivere queste pratiche.

 

3. La Repressione Inquisitoriale

  • Dopo la condanna e l'abiura di Molinos a Roma nel 1687, la repressione si intensificò anche nel Regno di Napoli, dove le autorità ecclesiastiche avviarono procedure contro i seguaci locali.

 

4. Il Contesto Napoletano e il "Prequietismo"

A Napoli esisteva già un terreno fertile per la mistica che, pur non essendo Quietismo in senso stretto (antecedente alla Guida Spirituale di Molinos), presentava elementi simili di spiritualità estrema:

 

  • Giulia di Marco (inizio XVII sec.): 
    Una figura processata per eresia e simulazione di santità in un contesto di esperienze mistiche che, sebbene precedente a Molinos, rifletteva una tensione spirituale che portava a interpretazioni non ortodosse.

 

  • Serafina di Dio (1621-1699): 
    Religiosa e mistica, fondatrice di monasteri, fu perseguitata dal Sant'Uffizio con l'accusa di eresia e affettata santità.

 

Nonostante fosse condannata a un'abiura de levi, la sua vicenda, come quelle di altre mistiche, si inserisce nel clima di sospetto verso una spiritualità troppo "interiore" e non controllata.

 

In sintesi, Napoli fu un crocevia fondamentale per l'introduzione e la diffusione del Quietismo in Italia, diventando anche teatro di un'intensa repressione da parte della Controriforma, desiderosa di riaffermare il primato dell'azione, dell'ascesi e della mediazione ecclesiastica sulla passività e l'abbandono mistico promossi da Molinos.


Miguel de Molinos (1628 – 1696) 

è una figura storica e teologica di enorme importanza, riconosciuto come il fondatore 

e il massimo esponente del Quietismo.

Miguel de Molinos nacque a Muniesa, in Spagna, nel 1628. Dopo aver studiato in diverse università spagnole, si trasferì a Roma intorno al 1663.

A Roma, si dedicò alla cura d'anime e divenne rapidamente un direttore spirituale molto influente e ammirato, frequentato da cardinali, nobili e membri del clero. Iniziò a diffondere la sua particolare dottrina della perfezione cristiana, che si concentrava sulla preghiera interiore e sulla passività.


La "Guida Spirituale"

 

L'opera che lo rese celebre e che definì la sua dottrina fu la "Guida Spirituale" (Guía espiritual que desembaraza al alma y la conduce por el interior camino), pubblicata per la prima volta in spagnolo a Roma nel 1675.

 

Punti Chiave dell'Opera:

 

  • Il Cammino Interiore: Molinos sosteneva che l'unica via per la perfezione e l'unione con Dio fosse il "cammino interiore", basato sulla contemplazione passiva.

 

  • La Quiete dell'Anima: L'anima deve raggiungere uno stato di completa quiete, abbandonando ogni sforzo attivo, come la meditazione intellettuale e le pratiche ascetiche volontarie. 
    Questo stato è l'annichilimento della volontà umana che si fonde totalmente nella volontà divina.

 

  • L'Indifferenza: In questo stato di quiete perfetta, l'anima è indifferente alle tentazioni e persino al peccato commesso dal corpo, poiché la volontà umana è annullata in Dio. Non è necessario resistere attivamente alle tentazioni né compiere buone opere con sforzo proprio.
     

Questa dottrina era vista dai suoi sostenitori come una semplificazione della via alla santità, mentre i suoi detrattori la vedevano come una pericolosa negazione della libertà morale e dell'importanza delle opere.


Il Processo e la Condanna

 

Il successo e l'influenza di Molinos crebbero enormemente, ma al contempo attirarono l'ostilità di potenti settori della Chiesa e di altre scuole di spiritualità (in particolare i Gesuiti e i Domenicani).

 

  • Arresto (1685): Molinos fu arrestato a Roma per ordine del Sant'Uffizio.
  • Condanna (1687): Dopo un lungo processo, nel 1687, Papa Innocenzo XI emanò la bolla "Caelestis Pastor", con la quale condannò 68 proposizioni tratte dalla Guida Spirituale e dagli scritti di Molinos, etichettando il Quietismo come eresia.
  • Conseguenze: Molinos fu costretto ad abiurare pubblicamente i suoi errori e fu condannato al carcere a vita. Morì in prigione a Roma, probabilmente nel convento di Sant'Uffizio, nel 1696.

 

La sua condanna fu un evento traumatico che scatenò una vasta repressione del Quietismo in tutta Europa, come abbiamo visto anche a Napoli.

 

In sintesi, Miguel de Molinos è ricordato come il teologo che, spingendo all'estremo il concetto di misticismo e passività interiore, provocò una delle crisi spirituali più significative della Chiesa del XVII secolo.


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