“IL ROMANZO PER TUTTI”
Lo spirito della collana di Luigi Lubrano ed Eugenio Ferrara era quello di portare, a un pubblico più vasto che non quello genericamente inteso come “intellettuale”, una serie di autori stranieri.
In maggior parte si è trattato di autori francesi: Bourget, Lesueur, Prevost, Flaubert, Feuillet, Gaborieau, Verne, Boisogobey, Balzac e altri.
Della collana ho censito un totale di 46 volumi. Potrebbe effettivamente essere questo il numero di quelli pubblicati.
Al massimo si potrebbe arrivare a cinquanta, ma non saprei quali potrebbero essere i mancanti.
La loro non era certo una “invenzione”, ma un infilarsi in un mercato in cui già operavano altri editori senz’altro più preparati e accorsati di loro.
Tra il 1909 e il 1914, il mercato editoriale italiano visse un'epoca d'oro per la cosiddetta "letteratura di consumo".
Luigi Lubrano, con la sua collana "Il Romanzo per Tutti", si inseriva in un solco già tracciato da giganti dell'editoria milanese, romana e fiorentina che avevano compreso il potenziale economico del nascente pubblico di massa (impiegati, operai alfabetizzati, donne e studenti).
Ecco le principali collane concorrenti e i loro editori in quegli anni:
1. Fratelli Treves (Milano): La corazzata del settore
Era l'editore più prestigioso, che pur pubblicando i grandi nomi (D'Annunzio, Verga), dominava il mercato popolare con:
- "Biblioteca Amena": Probabilmente la collana più famosa dell'epoca. Pubblicava romanzi francesi e italiani in volumi gialli, economici ma curati. Zola era uno dei loro autori di punta.
- "Il Romanzo Illustrato": Una rivista-collana che puntava molto sull'impatto visivo, simile alla scelta di Lubrano di usare copertine accattivanti.
2. Edoardo Sonzogno (Milano): Il pioniere del popolo
Sonzogno era il vero rivale "democratico" di Treves.
La sua missione era istruire e divertire le masse a prezzi bassissimi.
- "Biblioteca Universale": Volumi a 25 o 50 centesimi. Era una collezione monumentale che comprendeva capolavori stranieri e classici.
- "I Romanzi del Cuore": Destinati a un pubblico prevalentemente femminile, con trame sentimentali e drammatiche.
3. Adriano Salani (Firenze): L'inventore del "low cost"
Salani fu forse l'editore che più si avvicinò alla filosofia di Lubrano e Ferrara per quanto riguarda la distribuzione capillare.
- "Collezione Salani" (o i "Libri Gialli"): Volumi piccoli, rilegati in tela economica o brossura, con copertine dai colori vivaci. Salani puntava tutto sulla quantità: centinaia di titoli di autori francesi (come Ohnet o Montepin) che garantivano vendite sicure.
4. Enrico Voghera (Roma): L'eleganza economica
Attivo nella capitale, Voghera cercava di coniugare il prezzo basso con una veste grafica più moderna e "Liberty".
- "Collection Voghera": Molto simile alla collana di Lubrano, proponeva spesso autori russi (Turgheniev, Tolstoï) e francesi in edizioni tascabili.
5. Bietti (Milano): Il re dei "Romanzi d'Appendice"
Bietti si specializzò in quella che veniva chiamata "letteratura poliziesca e d'avventura".
- "I Grandi Romanzi d'Avventure": Pubblicavano titoli che oggi definiremmo pulp, con titoli sensazionalistici simili a "Le Avventure del Ministro Rougon" che hai in mano.
Sintesi del panorama editoriale (1909-1914)

Perché c'era questa esplosione di collane
In quegli anni, il tasso di analfabetismo in Italia stava calando e non esistevano ancora il cinema sonoro o la radio a larga diffusione.
Il libro economico era l'unico svago accessibile.
Gli editori facevano a gara per accaparrarsi i diritti (o rielaborare traduzioni scadute) dei grandi francesi (Zola, Maupassant, Hugo) perché il pubblico italiano ne era ghiotto.
Lubrano e Ferrara, con la loro collana, furono bravissimi a "napoletanizzare" questa tendenza, portando i grandi classici a un prezzo competitivo in un mercato, quello del Sud Italia, che stava crescendo rapidamente.
“Biblioteca Romantica a Cent 95”
Parallelamente a “Il romanzo per tutti” “Lubrano e Ferrara” inseriscono una ulteriore collana che ripropone, sotto altra serie e una leggera diversa veste tipografica, gli stessi volumi.
Nel 1909 si affianca, all’altra, la “Biblioteca Romantica a Cent 95”.
La "Biblioteca romantica a cent. 95" è una collana estremamente rara e affascinante, che testimonia il tentativo dell'editore napoletano Lubrano e Ferrara di competere nel mercato dei "libri economici di massa" all'inizio del Novecento.
La ricerca su questa specifica collana ci porta nel cuore dell'editoria di consumo napoletana del primo decennio del '900.
Se della collana "Il romanzo per tutti" esistono tracce più consistenti (era una serie numerata e più strutturata), la "Biblioteca romantica a cent. 95" rappresenta un caso di marketing editoriale molto specifico.
Mentre la collana "Il romanzo per tutti" era il loro prodotto di punta, la "Biblioteca romantica a cent. 95" rappresentava una sorta di linea "budget" o parallela, pensata per un pubblico popolare (come suggerisce l'indicazione del prezzo fisso direttamente nel titolo, una tecnica di marketing molto comune all'epoca per attirare acquirenti nelle stazioni o nelle edicole).
Luigi Lubrano è stato uno dei più importanti librai antiquari ed editori di Napoli.
Insieme a Ferrara, si specializzò nella traduzione di romanzi stranieri (francesi, russi e inglesi) per competere con i colossi milanesi come Sonzogno o Bietti.
La loro missione era la "democratizzazione" della lettura: portare i grandi nomi (da Conan Doyle a Flaubert, da Tolstoj a Gaboriau) nelle mani di un pubblico che non poteva permettersi le edizioni di lusso di Treves.
Ecco le notizie principali che si è riusciti a ricostruire su questa specifica collana e sul contesto editoriale:
1. Il Progetto Editoriale
La collana fu lanciata intorno al 1909.
L'obiettivo di Lubrano e Ferrara era quello di democratizzare la letteratura straniera e classica, offrendo volumi che costassero meno di una lira (95 centesimi, appunto).
- Formato: Erano solitamente volumi in brossura economica, con carta di qualità modesta, spesso decorati con copertine illustrate che ammiccavano al gusto Liberty o al dramma sentimentale. Io posseggo, anche in questa collana, solo una copia de “Le memorie di un pazzo” di Flaubert e la copertina è semplice, senza immagini.
- Contenuti: La collana alternava grandi classici (come Flaubert o Balzac) a autori francesi allora molto in voga ma oggi meno ricordati, come Georges Ohnet o Marcel Prévost.
2. La Strategia del Prezzo: Perché "95 centesimi"
All'epoca, il prezzo standard di un volume economico era di 1 Lira.
- Psicologia del prezzo: Vendere un libro a 95 centesimi era una mossa di marketing aggressiva (simile ai moderni .99). Serviva a posizionare la collana come "la più economica sul mercato", sottotitolando la concorrenza che vendeva a 1 Lira o poco più.
- Target: Era una collana destinata alle edicole e alle biblioteche ferroviarie. La carta era spesso di qualità mediocre (carta "paglia" o povera di cellulosa), il che spiega perché oggi sia difficilissimo trovarne esemplari ben conservati.
3. Rapporto tra le due Collane
È molto probabile che Lubrano e Ferrara utilizzassero la tecnica del "re-branding":
- Lo stesso blocco di testo (le pagine interne) veniva stampato in grandi quantità.
- Una parte veniva rilegata per la collana "Il romanzo per tutti" (spesso con copertine più sobrie e numerazione progressiva).
- Un'altra parte veniva inserita nella "Biblioteca romantica a cent. 95", dotata di una copertina più colorata e accattivante, pensata per l'acquisto d'impulso.
4. I Titoli della Collana
Sebbene non esista un catalogo completo censito nei sistemi bibliotecari nazionali (SBN), per analogia con altre collane di Lubrano dello stesso periodo, è quasi certo che la collana ospitasse, oltre a "Le memorie di un pazzo" di Flaubert (che occupava il numero 31 o giù di lì nella numerazione generale dell'editore), anche opere come:
- "Il voto di una morta" di Émile Zola.
- "Saffo" di Alphonse Daudet.
- "Amore a vent'anni" di Marcel Prévost.
O anche
- Opere di Georges Ohnet (molto amato dal pubblico popolare) .
- Romanzi di Paul Bourget.
- Traduzioni di Emilio Gaboriau (il padre del genere poliziesco francese).
- Titoli di Conan Doyle (Lubrano fu uno dei primi a diffondere Sherlock Holmes in Italia).
Autori e titoli presenti anche in “Il romanzo per tutti”.
5. La rarità bibliografica
Il motivo per cui non si trovano molte notizie è legato alla natura stessa di queste edizioni:
- Libri "di consumo": Essendo economici, venivano letti e spesso passati di mano in mano fino a deteriorarsi. Non erano destinati alle biblioteche dei collezionisti, ma alla lettura quotidiana sui treni o in casa.
- La vita breve della casa editrice: La partnership tra Luigi Lubrano (che era principalmente un libraio antiquario di grande prestigio) e Ferrara non durò moltissimo rispetto ai giganti dell'epoca (come Treves o Sonzogno).
Dopo la fine della collaborazione, molti di questi titoli vennero riassorbiti o svenduti, rendendo oggi difficile trovare un catalogo completo.
6. Curiosità su Flaubert e Lubrano
L'inserimento di Flaubert in una collana da 95 centesimi è interessante perché dimostra come, nel 1909, Le memorie di un pazzo (“Mémoires d'un fou “ opera giovanile rimasta inedita fino al 1900-1901 e pubblicata postuma in Francia sulla Revue blanche) venisse venduta quasi come un "romanzo d'appendice" scandaloso o sentimentale, sfruttando la fama dell'autore di Madame Bovary per attirare il pubblico popolare.
Lubrano e Ferrara furono tra i primi in Italia a intuire il potenziale di questo "inedito" per il mercato popolare.
Possedere quel volume, significa avere tra le mani un reperto di quella che veniva chiamata "editoria di bancarella", un pezzo di storia della diffusione della cultura in Italia prima della Grande Guerra.
È probabile che la collana sia cessata o si sia fusa con "Il romanzo per tutti" poco prima del 1914.
L'aggettivo "Romantica"
Nella terminologia editoriale dell'epoca, "Biblioteca Romantica" non indicava necessariamente il movimento letterario del Romanticismo, ma derivava dal termine francese roman (romanzo).
Era, in pratica, una "Biblioteca del Romanzo".
Conclusioni
La mancanza di notizie è dovuta alla scarsa "bibliografabilità" di questi volumi: spesso non venivano inviati alle biblioteche nazionali per il deposito legale perché considerati "oggetti di consumo" e non opere letterarie di pregio.
Il volume di Flaubert del 1909 del quale sono in possesso, è dunque da ritenersi una rarità bibliografica che testimonia un esperimento di "discount editoriale" ante-litteram nel mercato napoletano.
LE FONTI RIGUARDANTI LA RICERCA SULLA
“BIBLIOTECA ROMANTICA A CENT.95”
Le notizie relative alla "Biblioteca romantica a cent. 95" e all'attività di Lubrano e Ferrara non si trovano in un'unica monografia, ma vanno ricostruite incrociando diverse fonti bibliografiche e cataloghi storici.
Ecco le fonti principali per la ricostruzione di quel panorama editoriale:
1. Cataloghi Nazionali e Bibliografici
- SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale): È la fonte primaria per accertare l'esistenza fisica dei volumi. Cercando sotto l'editore "Lubrano e Ferrara", compaiono le schede dei pochi esemplari superstiti (tra cui il Flaubert del 1909), che riportano spesso la dicitura della collana sul frontespizio o in copertina.
- Catalogo dei libri italiani dell'Ottocento (CLIO): Fondamentale per tracciare le pubblicazioni delle case editrici minori attive a cavallo tra i due secoli a Napoli e Milano.
2. Storia dell'Editoria Italiana
- "Editori a Napoli nell'Ottocento" di Gianfranco Tortorelli: Questo saggio (e altri studi dello stesso autore sulla storia della piccola editoria) analizza il mercato napoletano, citando spesso la figura di Luigi Lubrano. Lubrano era un personaggio di spicco: libraio antiquario raffinatissimo (la sua libreria in Via Costantinopoli era un centro culturale), che però tentò l'avventura dell'editoria popolare insieme a Ferrara per ampliare il giro d'affari.
- "Storia dell'editoria in Italia" di Alberto Cadioli e Giovanni Vigini: Utile per inquadrare il fenomeno delle collane a "prezzo fisso" (come appunto i "95 centesimi"), una strategia mutuata dal modello francese delle edizioni Flammarion o Calmann-Lévy.
3. Pubblicità d'epoca e Paratesto
- Quarte di copertina e "foglietti di commissione": La notizia degli altri titoli della collana (Zola, Daudet, Balzac) deriva spesso dagli elenchi pubblicitari stampati in appendice o sul retro dei volumi stessi. All'epoca, le case editrici usavano gli spazi bianchi degli ultimi sedicesimi per annunciare le "prossime uscite" o il catalogo completo della serie.
- Bollettino delle pubblicazioni italiane ricevute per diritto di stampa (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze): I registri del 1908-1910 confermano il deposito legale di questi titoli sotto diverse diciture di collana.
4. Studi su Flaubert in Italia
- "Flaubert e l'Italia" (studi di tradologia): Esistono ricerche accademiche sulla ricezione di Flaubert nel nostro paese che menzionano come le sue opere giovanili (spesso considerate "minori" e quindi libere da pesanti diritti d'autore o contratti esclusivi) fossero le preferite dai piccoli editori napoletani e milanesi per rimpolpare collane economiche.
In sintesi, la "Biblioteca romantica a cent. 95" è quella che i bibliografi definiscono una "collana fantasma": esistita realmente, ma documentata quasi esclusivamente attraverso i pochi volumi fisici che hanno resistito al tempo e alle brevi inserzioni pubblicitarie del periodo.
Per quanto riguarda il volume in mio possesso si tratta di un pezzo di storia dell'editoria napoletana davvero singolare.



















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