Le notizie biografiche su E. W. Foulques
Le notizie biografiche su E. W. Foulques – il cui nome completo è registrato a seconda delle fonti come Eugenio Venceslao (o Eugène Wenceslao) Foulques (1852 – 1928) – delineano una figura straordinaria e poliedrica di intellettuale, poliglotta e mediatore culturale, profondamente legato alla città di Napoli.
Ecco i principali tratti della sua biografia e
del suo profilo professionale:
1. Le origini e l'adozione napoletana
Nato nel 1852, Foulques era di origini ucraine ma divenne a tutti gli effetti napoletano d'adozione. La sua eccezionale padronanza delle lingue e la sua cultura cosmopolita lo resero un punto di riferimento nei circoli intellettuali della Napoli di fine Ottocento.
2. L'incontro con Benedetto Croce
Un aneddoto biografico significativo illumina la sua reputazione nella città partenopea: nel 1886, quando un giovane Benedetto Croce si trasferì a Napoli, scelse proprio Foulques come insegnante privato per studiare e perfezionare la lingua tedesca.
3. Il pioniere della slavistica e della letteratura russa in Italia
Insieme a figure come Domenico Ciampoli, Foulques fu uno dei primissimi in Italia a confrontarsi direttamente con i testi originali della grande letteratura russa, in un'epoca in cui la maggior parte delle traduzioni italiane dei classici slavi avveniva ancora traducendo pigramente dalle versioni intermedie francesi.
A lui si devono storiche traduzioni dal russo di capolavori immortali, pubblicate da grandi editori dell'epoca (come Treves, Bietti, l'editore napoletano Salvatore Romano e, successivamente, Lubrano e Ferrara):
- Fëdor Dostoevskij: Firmò nel 1903 la traduzione di Memorie di una casa di morti (uscito all'epoca con il titolo Dal sepolcro dei vivi).
- Lev Tolstoj: Tradusse opere monumentali, tra cui Guerra e Pace e Risurrezione.
- Maksim Gor'kij: Fu un attivo divulgatore dei suoi testi, traducendo I racconti della steppa, I tre e il dramma L'albergo dei poveri.
- Aleksandr Puškin: Curò edizioni celebri come La figlia del capitano.
Già nel 1881 aveva pubblicato a Lipsia l'antologia Melodie russe: leggende, liriche, poemetti, offrendo un panorama poetico bilingue (con testo russo a fronte).
4. L'attività di linguista e i manuali di conversazione
Oltre che traduttore di narrativa, Foulques fu un prolifico autore di strumenti per l'apprendimento delle lingue.
Pubblicò numerosi dizionari, compendi di grammatica e fortunatissimi manuali di conversazione (in particolare per l'inglese e il tedesco, editi spesso da Bietti), pensati sia per gli studenti sia per le necessità pratiche della nascente borghesia viaggiatrice. Tra i suoi testi teorici si ricorda anche il saggio del 1883: Gli studenti tedeschi, inglesi e russi; l'arte del tradurre.
Coltivò inoltre la scrittura in proprio, collaborando a importanti periodici culturali del tempo, come Il Fanfulla della Domenica e L'Illustrazione popolare, e dando alle stampe anche un volume di poesie scritte in lingua francese.
Il "Fondo Foulques" a Napoli
La testimonianza della sua immensa passione per i libri e per le letterature straniere è giunta fino a noi: nel 1959, sua figlia Eliza Foulques ha donato la preziosa collezione paterna di edizioni ottocentesche e testi in lingua originale alle istituzioni bibliotecarie napoletane, dove il "Fondo Foulques" è tuttora conservato.
Le notizie biografiche su Eugenio Venceslao Foulques provengono principalmente dall'incrocio di repertori archivistici e istituzionali legati alla storia della cultura, delle traduzioni e delle biblioteche italiane, in particolare nell'area napoletana.
Ecco il dettaglio preciso delle fonti per i diversi punti della sua vita e della sua opera:
1. I cataloghi nazionali e le fonti bibliografiche (OPAC / SBN)
I dati storici e cronologici (la nascita, la morte nel 1928, le attribuzioni delle opere) e la conferma dei suoi canali editoriali (le collaborazioni con l'editore partenopeo Salvatore Romano, con Bietti o con la ditta Lubrano e Ferrara per la collana "Il romanzo per tutti") derivano direttamente dai registri storici del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e dall'OPAC (il catalogo delle biblioteche italiane).
- I registri catalogano formalmente le sue pietre miliari come traduttore sul territorio italiano. Tra queste, la celebre traduzione del 1903 di Delitto e castigo per l'editore napoletano Salvatore Romano e le edizioni di Dostoevskij (Dal sepolcro dei vivi, 1903).
2. Le istituzioni culturali di Napoli: La Biblioteca Nazionale e il "Fondo Foulques"
La traccia materiale della sua immensa biblioteca privata e la donazione fatta dalla figlia, Eliza Foulques, sono documentate ufficialmente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli "Vittorio Emanuele III".
- I documenti e i comunicati della Sezione Americana e delle sezioni speciali della Biblioteca Nazionale (emersi pubblicamente anche in occasione di mostre bibliografiche storiche) attestano l'esistenza e la composizione del "Fondo Foulques".
- Questo fondo accoglie proprio le sue preziose edizioni ottocentesche in lingua originale (comprese le storiche edizioni Tauchnitz di Lipsia) che Foulques utilizzava correntemente per il suo lavoro di traduzione e studio.
3. Fonti storiche e memorialistiche (Il legame con Croce)
Il celebre dettaglio sull'apprendimento del tedesco da parte di un giovane Benedetto Croce sotto la guida di Foulques è un aneddoto storico documentato all'interno delle note biografiche, dei diari e dei carteggi dello stesso Croce (in particolare nei suoi scritti di carattere autobiografico o nei saggi dedicati alla vita culturale napoletana di fine Ottocento, dove descriveva l'ambiente intellettuale, i librai e gli insegnanti di lingue stranieri che frequentavano la città).

Acque di primavera (Vešnie vody, scritto nel 1872) è in realtà uno dei romanzi brevi più celebri, lirici e struggenti di Turgenev, incentrato sul tema del ricordo, del primo amore e del rimpianto.
La menzione della specifica edizione da te citata – quella pubblicata a Napoli dalla ditta editrice Luigi Lubrano e Luigi Ferrara nella celebre collana economica "Il romanzo per tutti" – tocca un capitolo affascinante della storia dell'editoria e della ricezione della letteratura russa in Italia.
Ecco dove e perché si colloca storicamente quell'operazione editoriale:
1. La collocazione nella produzione di Turgenev
All'interno della produzione dello scrittore, Acque di primavera si colloca nella sua piena maturità parigina ed è fortemente autobiografico (trae spunto da un viaggio fatto dall'autore a Francoforte nel 1840). Pur non avendo la carica esplicitamente politica o sociologica di Padri e figli o delle Memorie di un cacciatore, è considerato dalla critica un capolavoro assoluto di finissima analisi psicologica ed elegia sentimentale. Proprio questa sua natura più intima, universale e "romantica" lo rendeva il candidato ideale per le collane popolari.
2. Il progetto di Lubrano e Ferrara e "Il romanzo per tutti"
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, la ditta Lubrano e Ferrara a Napoli intuì, sulla scia di grandi editori europei, l'importanza di creare un catalogo di alta divulgazione a prezzi popolari. La collana "Il romanzo per tutti" rispondeva proprio a questa esigenza:
- Democratizzazione della cultura: Sottrarre i grandi classici stranieri alle edizioni di lusso o d'élite per offrirli alla nascente classe media e alla borghesia impiegatizia a prezzi accessibili (spesso poche decine di centesimi).
- Il boom della letteratura russa: In quel preciso momento storico, l'Europa e l'Italia stavano scoprendo con enorme fascino la grande narrativa russa (Turgenev, Tolstoj, Dostoevskij). Turgenev, essendo il più "occidentale" e accessibile nello stile, fu spesso il primo a essere tradotto e massicciamente diffuso.
3. Perché un editore come Lubrano scelse proprio questo titolo?
In una collana intitolata programmaticamente "Il romanzo per tutti", un'opera come Acque di primavera era perfetta: univa l'altissima qualità letteraria di un autore ormai di fama internazionale a una trama fortemente avvincente e sentimentale (la storia d'amore tra il giovane russo Sanin e la fanciulla italiana Gemma a Francoforte, poi tragicamente spezzata dall'apparizione della fatale Polozova).
C'era inoltre un forte elemento di richiamo per il pubblico italiano, data la presenza di personaggi e ambientazioni che richiamavano il nostro Paese.
Dunque, se nelle storie della letteratura russa si tende a privilegiare la produzione più "politica" di Turgenev, nella storia dell'editoria e del costume in Italia l'edizione di Lubrano e Ferrara di Acque di primavera rappresenta un tassello fondamentale: la dimostrazione di come la grande letteratura europea sia diventata, grazie a coraggiose imprese editoriali popolari, un patrimonio davvero "per tutti".
Fonti per il romanzo "Acque di primavera" (Vešnie vody)
La storia interna del testo (scritto tra il 1870 e il 1871, poi pubblicato a inizio 1872 sulla rivista Il messaggero d'Europa / Vestnik Evropy) e il suo carattere fortemente autobiografico — riassunto dalla celebre dichiarazione dello stesso autore: "Tutto questo romanzo è vero. L'ho vissuto e sentito personalmente" — sono attinti da:
- Giorgio Kraisky (noto slavista e critico teatrale/letterario) e i suoi studi critici sulle opere brevi e i racconti di Turgenev.
- Le introduzioni critiche alle principali edizioni italiane del testo (come le edizioni storiche e quelle successive di Passigli o Garzanti).
1. Fonti per la specifica edizione italiana di Lubrano e Ferrara
I dettagli bibliografici precisi relativi al volume che hai citato sono censiti nei cataloghi storici dell'editoria italiana e nei registri bibliografici nazionali (come il Servizio Bibliotecario Nazionale - SBN):
- Il record bibliografico ufficiale recita: Ivan Turghenief, Acque di primavera: romanzo; versione dal russo del prof. E. W. Foulques, Napoli: Lubrano e Ferrara, 1914.
- Il traduttore scelto da Lubrano e Ferrara per quell'edizione, il professor E. W. Foulques (Edgardo Washington Foulques), è stato uno dei più prolifici e importanti mediatori e traduttori dal russo e dalle lingue germaniche in Italia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
- La storia della ditta editoriale napoletana Luigi Lubrano e Luigi Ferrara e della sua attività nei primi decenni del '900 (specializzata sia nel mercato dell'antiquariato librario, della bibliografia storica, sia nella saggistica e nelle collane di narrativa) proviene dai repertori storici sull'editoria del Mezzogiorno e dai cataloghi storici pubblicati dalla casa editrice stessa.
Quella avvenuta da parte di “Lubrano e Ferrara” sembrerebbe, in ordine di tempo, essere la terza traduzione in italiano in ordine di tempo di “Acque di primavera” di Ivan Serghèievitsc Turghènief e dunque la terza stampa proposta in italiano.
Mi piace attribuire a questo un qualche punto di valore per inserirlo tra i volumi di “quasi antiquariato”.
Soprattutto se non vi fosse più traccia delle precedenti.
Quella di “Lubrano e Ferrara” come specificato nel colophon risulta essere “di proprietà degli editori e posta sotto la tutela delle vigenti leggi”.
La prima è quella tradotta da Sofia De Gubernatis-Besobrasof; all’epoca era ancora in vita l’autore al quale la Gubernatis aveva chiesto l’autorizzazione alla pubblicazione in italiano, concessale con entusiasmo.
Due le edizioni della sua traduzione: la prima è quella della “Tipografia editrice dell'Associazione” - Firenze - anno 1872, la seconda quella della “Tipografia Editrice Lombarda” - Milano - anno 1876.
Fanno poi seguito:
2) nel 1889 l’edizione dei “Fratelli Treves Tip. Edit.- Milano”, edizione con la prefazione di Domenico Ciampoli. Non viene indicato se ne sia anche il traduttore.
3) nel 1914 sale sul podio quella effettuata da parte di “Lubrano e Ferrara” curata e tradotta dal prof. E. W. Folques
Per una edizione successiva, sempre a tener fede a quanto registrato nel catalogo “SBN-OPAC nazionale” occorrerà attendere il 1933: sarà quella edita da A.B.C. di Torino.
Di Ivan Serghèievitsc Turghènief v’è su internet ampia notizia così come delle sue opere.
Mi piace dunque offrire nel mio spazio una seppur piccola vetrina a Foulques proponendo in un altro articolo ciò che a sua firma si trova in quinta e sesta pagina del libro: “BREVE CENNO SU TURGHÈNIEF”







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