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GIORGIO OHNET - MILIONARIO! - I quattro racconti di P. Zaccone e C. Dickens

02/06/2025 14:42:00

Paolo

Luigi Lubrano, Narrativa, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Il Romanzo per tutti, Narrativa Straniera, Miei testi,

GIORGIO OHNET - MILIONARIO! - I quattro racconti di P. Zaccone e C. Dickens

Il romanzo “Milionario!” è uno dei volumi da me definiti “Matrioska” perché al termine del racconto principale sono inseriti altri racconti in aggiunta. In ques

Il romanzo “Milionario!” è uno dei volumi da me definiti “Matrioska” perché al termine del racconto principale sono inseriti altri racconti in aggiunta. 

In questo volume i racconti sono quattro di due autori: 

Pierre “Pietro” Zaccone e Charles Dickens.

 

Il motivo ho ritenuto possa essere stato quello di raggiungere un numero minimo ed essenziale di pagine per la pubblicazione, ma la verità potrebbe essere un'altra e a questa data, non mi è più possibile indagare circa quale possa essere stata.


Il primo dei racconti è

“Il Selam”

di Pietro Zaccone.


"Pietro Zaccone" autore del racconto "Il Selam" è  un romanziere francese nato nel 1817 e deceduto nel 1895.

 

Pierre Zaccone è stato un prolifico scrittore, conosciuto principalmente per i suoi romanzi di genere poliziesco e feuilleton, molto popolari nell'Ottocento. 

Molte delle sue opere sono state tradotte e pubblicate anche in Italia.

 

Sebbene non sia uno scrittore italiano, le sue opere hanno avuto una diffusione significativa nel nostro paese, e per questo motivo il suo nome è spesso associato al panorama letterario italiano del tempo.

 

Alcune delle sue opere tradotte in italiano includono 

"Le piovre di Parigi", "La vendetta del forzato" e "I miserabili di Londra".

 

Chi ha letto "Il Selam" in italiano, può essere certo che si tratti di una traduzione di un'opera originale di questo autore francese.


Prima di un  riassunto dettagliato di questo racconto ecco quali sono protagonisti di questo racconto.

 

1.    Giorgio di Rainoy: Un giovane pittore francese, avventuriero e amante dell'arte, che si trova a Ispahan e viene coinvolto in una serie di eventi legati al linguaggio dei fiori e all'harem del sultano.

2.    Rokneddin Karschah: Il sultano di Ispahan, descritto come un uomo saggio e generoso, che ama le arti e protegge i suoi sudditi. ​

3.    Kamil: Una giovane donna dell'harem del sultano, bella e innocente, che cerca di fuggire per amore. ​

4.    Alkendi: Un giovane persiano, servitore di Giorgio, innamorato di Kamil e disposto a tutto per salvarla.

Questi personaggi sono al centro della trama, che ruota attorno al linguaggio dei fiori, l'amore e la generosità.


La novella "Il Selam" di Pietro Zaccone esplora l'amore, la bellezza dei fiori e le complicazioni delle relazioni in Persia.

 

Natura e Fiori

  • La primavera risveglia la natura, simboleggiando fecondità e amore.
  • I fiori sono celebrati dai poeti e rappresentano ricordi e emozioni. ​
  • Il linguaggio dei fiori, o Selam, permette di esprimere sentimenti senza parole.

 

Il Sultano Rokneddin

  • Rokneddin Karschah è un sultano benevolo e filosofo, amato dai suoi sudditi.
  • Nonostante la sua indolenza, protegge le arti e i letterati.
  • La sua vita è segnata da una poligamia controllata e dalla riservatezza.

 

Giorgio di Rainoy

  • Giorgio è un giovane artista francese in cerca di avventure in Persia.
  • Si innamora di Kamil, una giovane prigioniera dell'harem del sultano.
  • La sua arte e il suo talento lo portano a guadagnarsi la fiducia del sultano.

 

Kamil e Alkendi

  • Kamil è una giovane donna rapita e rinchiusa nell'harem, innamorata di Alkendi.
  • Alkendi, un servitore, ama Kamil e trama per fuggire con lei.
  • La loro relazione si complica quando il sultano scopre il piano di fuga.

 

Conflitto e Risoluzione

  • Giorgio si trova coinvolto in un intrigo amoroso e deve affrontare le conseguenze.
  • Il sultano scopre la verità e decide di perdonare i colpevoli.
  • Alla fine, Giorgio ottiene Kamil come ricompensa, mentre Alkendi e Kamil partono insieme.

 

Ecco un riassunto dettagliato di questo racconto.

 

Il racconto "Il Selam" di Pietro Zaccone narra una storia ambientata nella città di Ispahan, dove il sultano Rokneddin Karschah, noto per la sua saggezza e generosità, accoglie un giovane pittore francese, Giorgio di Rainoy, nella sua corte.

 

Giorgio, spinto dalla passione per l'arte e l'avventura, si ritrova a dipingere i ritratti delle donne dell'harem del sultano, tra cui la giovane e bellissima Kamil.

 ​

Kamil, rapita dalla sua famiglia e rinchiusa nell'harem, utilizza il linguaggio dei fiori, il "Selam", per comunicare con Giorgio. Attraverso un mazzolino di fiori, gli trasmette un messaggio di amore e richiesta di protezione. ​ Giorgio, inizialmente affascinato da Kamil, scopre che il vero destinatario del suo affetto è Alkendi, un giovane persiano che si era infiltrato al servizio del pittore per avvicinarsi a Kamil. ​ Alkendi, innamorato di Kamil, aveva composto i mazzolini per lei, ingannando Giorgio.

 

Quando il piano di fuga di Kamil e Alkendi viene scoperto, il sultano Rokneddin interviene. Giorgio, sentendosi tradito ma mosso da generosità, confessa al sultano la verità e intercede per salvare i due innamorati. Rokneddin, impressionato dalla nobiltà d'animo di Giorgio, perdona Kamil e Alkendi, permettendo loro di partire insieme.

 

Giorgio, pur ferito nell'orgoglio, si dedica con rinnovato entusiasmo alla sua arte, completando la galleria di ritratti dell'harem. La storia si conclude con un accenno alla bellezza delle donne dell'harem e al linguaggio dei fiori, che Giorgio ora conosce grazie ad Alkendi.

 

Il racconto esplora temi come l'amore, la generosità, il tradimento e la cultura orientale, con particolare attenzione al simbolismo dei fiori e al loro utilizzo come mezzo di comunicazione segreto.

 

Nel racconto "Il Selam" di Pietro Zaccone, emergono diversi elementi della cultura persiana, tra cui:

 

  1. Il linguaggio dei fiori (Selam): Un aspetto centrale della narrazione è il "Selam", il linguaggio simbolico dei fiori, utilizzato per trasmettere messaggi segreti. ​ Questo elemento riflette una tradizione persiana che attribuisce significati specifici ai fiori, rendendoli strumenti di comunicazione discreta, soprattutto in contesti amorosi. ​
  2. L'harem: L'harem è descritto come un luogo di lusso e mistero, popolato da donne bellissime, spesso rapite dalle loro famiglie. ​ Questo elemento richiama la struttura sociale e culturale delle corti persiane, dove l'harem rappresentava uno spazio riservato e simbolo di potere e ricchezza. ​
  3. La figura del sultano: Rokneddin Karschah incarna l'immagine del sovrano persiano, con tratti di saggezza, generosità e autorità. La sua vita è descritta come circondata da lusso, ma anche da responsabilità e dilemmi morali.
  4. L'architettura e i giardini: La descrizione dei giardini del sultano, con laghi, fontane, chioschi e palazzi di marmo e oro, riflette l'estetica persiana, famosa per i suoi giardini paradisiaci e l'attenzione alla bellezza e armonia. ​
  5. La cucina persiana: Viene menzionata la cucina locale, con piatti come riso, carne, frutta e dolci, oltre a bevande tipiche come acqua di rose e sorbetti. Questi dettagli offrono uno spaccato della tradizione culinaria persiana.
  6. La poligamia e il ruolo delle donne: Sebbene il sultano Rokneddin scelga di vivere con una sola moglie, il racconto accenna alla poligamia, pratica comune nella cultura persiana dell'epoca, e al ruolo delle donne nell'harem. ​
  7. La poesia e l'arte: La Persia è celebrata per la sua tradizione poetica e artistica, e il racconto sottolinea l'importanza delle arti, con il sultano che protegge poeti e artisti e Giorgio che si dedica alla pittura.
  8. La simbologia dell'amore e della lealtà: L'amore tra Kamil e Alkendi, così come il sacrificio e la generosità di Giorgio, riflettono valori universali spesso celebrati nella letteratura persiana.

 

Questi elementi contribuiscono a creare un'atmosfera esotica e affascinante, che richiama la ricchezza culturale e storica della Persia.


A quello di Pietro Zaccone seguono i tre racconti di Charles Dickens:

 

·      “Il velo nero”

·      “La morte del beone”

·      “Un’avventura alle varietà”

 

Charles John Huffam Dickens (1812-1870) è stato uno dei più importanti e popolari romanzieri dell'età vittoriana.

La sua vita fu segnata da un'infanzia difficile, con il padre incarcerato per debiti e lui costretto a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe all'età di soli dodici anni. Questa esperienza formativa ebbe un profondo impatto sulla sua sensibilità sociale e sulle tematiche affrontate nelle sue opere.

Dickens iniziò la sua carriera come giornalista e ben presto si dedicò alla scrittura, diventando celebre per la sua capacità di creare personaggi indimenticabili e di denunciare le ingiustizie sociali dell'Inghilterra vittoriana. Le sue opere sono caratterizzate da un mix di umorismo, pathos, realismo e critica sociale.

 

Opere principali: Tra i suoi romanzi più celebri si annoverano:

 

  • Il Circolo Pickwick (The Pickwick Papers)
  • Le avventure di Oliver Twist (Oliver Twist)
  • Canto di Natale (A Christmas Carol)
  • David Copperfield
  • Tempi difficili (Hard Times)
  • Grandi speranze (Great Expectations)
  • Racconto di due città (A Tale of Two Cities)

 

Dickens è sepolto nell'Abbazia di Westminster, nell'"Angolo dei Poeti", a testimonianza del suo immenso contributo alla letteratura mondiale.


“Il velo nero”

 

Questo racconto narra la storia di un giovane medico che, durante una notte tempestosa, riceve la visita di una misteriosa donna in cerca di aiuto per un malato.

Introduzione.

 

  • Ambientato nel 1860, in una notte fredda e piovosa.
  • Il protagonista è un giovane medico alle prime armi.
  • La scena si svolge nel suo salotto, vicino al fuoco.

 

La visita della sconosciuta

  • Una donna misteriosa si presenta al medico.
  • È in preda all'angoscia per la salute di un uomo malato.
  • Il medico si offre di accompagnarla immediatamente.

 

La situazione disperata

  • La donna esprime la sua paura che il malato sia in condizioni critiche.
  • Il medico cerca di ottenere informazioni dettagliate sulla malattia.
  • La donna è visibilmente agitata e in lacrime.

 

L'arrivo alla casa del malato

  • Il medico si dirige verso una casa sinistra e isolata.
  • Incontra un uomo pallido e immobile, apparentemente morto.
  • La donna insiste che non è morto e chiede aiuto.

 

La scoperta della verità

  • Il medico scopre che l'uomo è in realtà in uno stato critico.
  • La donna rivela che l'uomo è suo figlio, coinvolto in cattive compagnie.
  • Il medico si rende conto che la situazione è più complessa di quanto sembri.

 

Conclusione

  • Il giovane dottore riflette sull'impatto della sua prima visita.
  • La storia si conclude con il medico diventato celebre, ma segnato dall'esperienza.
  • La figura del velo nero rimane un simbolo di dolore e mistero.

Prima di un  riassunto dettagliato di questo racconto ecco quali sono protagonisti di questo racconto.

 

  1. Il giovane medico: Un uomo appena iniziato nella sua professione, che viene coinvolto in una vicenda misteriosa e inquietante.
  2. La donna dal velo nero: Una figura enigmatica che chiede aiuto al medico per un uomo moribondo, ma che nasconde il volto e mantiene un comportamento strano e disperato.
  3. L'uomo sul letto: Un individuo morto, che si scopre essere il figlio della donna dal velo nero, giustiziato per i suoi crimini.
  4. L'uomo altissimo e feroce: Un personaggio che accoglie il medico nella casa misteriosa e lo conduce all'appartamento dove si svolge la scena principale.

 

Questi personaggi sono al centro della trama, che ruota attorno al mistero, al dolore e alla tragedia. ​

 

·       La novella "Velo Nero" di Charles Dickens narra la storia di un giovane medico, appena avviato alla professione, che una sera d'inverno riceve la visita di una misteriosa donna vestita di nero. 

 

La donna, con il volto coperto da un velo, lo supplica di soccorrere un uomo gravemente malato. ​ Nonostante le circostanze insolite e le reticenze della donna, il medico accetta di aiutarla. ​

 

·       Il giorno seguente, il medico si reca in una casa isolata e sinistra, dove viene accolto da un uomo dall'aspetto inquietante e condotto in una stanza spoglia. Dopo un'attesa, la donna misteriosa lo guida in una camera buia, dove giace un uomo immobile. ​ Il medico constata che l'uomo è morto, ma la donna, disperata, insiste affinché tenti di salvarlo. Alla fine, si scopre che l'uomo era il figlio della donna, giustiziato per i suoi crimini. La madre, distrutta dal dolore, aveva cercato di recuperare il corpo e di salvarlo, nonostante fosse ormai troppo tardi.

 ​

·       Il medico, profondamente colpito dalla tragedia, si prende cura della donna, facendola ricoverare in un ospizio e visitandola spesso. ​ La donna, però, non recupera mai la ragione, rimanendo prigioniera del suo dolore. Anni dopo, il medico diventa celebre e rispettato, ma non dimentica mai quella prima visita e il velo nero che gli ricorda la sofferenza e la fragilità umana. ​

 

Il velo nero nella storia rappresenta simbolicamente il dolore, il lutto e il mistero.

 

È un elemento che nasconde il volto della donna, celando la sua identità e il suo tormento interiore, ma al tempo stesso diventa un segno tangibile della tragedia che ha vissuto. ​ Il velo nero incarna la separazione tra la vita e la morte, tra la speranza e la disperazione, e diventa un simbolo della sofferenza che segna profondamente sia la donna che il giovane medico. Per quest'ultimo, il velo nero rimane un ricordo indelebile della sua prima esperienza professionale e della fragilità umana. ​


Per concludere si possono evidenziare i temi principali e il messaggio che l'autore vuole trasmettere.

 

Ecco un possibile esempio:

 

Il racconto "Velo Nero" di Charles Dickens è una storia avvolta nel mistero e nella tragedia, che esplora temi come il dolore materno, la disperazione e il senso di responsabilità.

 

Attraverso la figura del giovane medico, l'autore ci mostra il contrasto tra la razionalità della scienza e l'irrazionalità delle emozioni umane. La donna dal velo nero rappresenta il tormento di una madre che, nonostante la condanna del figlio, non riesce ad accettare la sua perdita.

 

La conclusione del racconto lascia il lettore con un senso di inquietudine e riflessione, mostrando come il passato, anche nelle vite più brillanti e di successo, possa continuare a influenzare profondamente l'animo umano. Il velo nero diventa un simbolo di dolore e mistero, che il medico non dimenticherà mai, nonostante gli onori e la fama raggiunti.

 

Questo racconto ci invita a riflettere sulla fragilità della condizione umana e sull'importanza di affrontare il dolore con empatia e compassione.


“La morte del beone”

 

Il racconto narra la tragica vita di un uomo schiavo dell'ubriachezza, che perde tutto, compresa la famiglia.

 

La vita di un ubriacone

  • L'ubriachezza porta alla perdita di dignità e relazioni.
  • La miseria e la sofferenza sono comuni tra i personaggi descritti.
  • La moglie rimane fedele nonostante le difficoltà, ma muore a causa della sofferenza.

La morte della moglie

  • La scena della morte è descritta con grande intensità emotiva.
  • I figli pregano attorno al letto della madre morente. ​
  • Il marito, ubriaco, arriva solo per assistere alla sua morte.

La vita dopo la morte

  • L'uomo continua a bere, trascurando i figli.
  • La figlia lavora duramente per sostenere la famiglia.
  • L'ubriacone diventa sempre più misero e isolato.

Il ritorno del figlio

  • Il figlio, scappato di casa, torna in cerca di aiuto.
  • La famiglia è distrutta dalla perdita e dalla miseria.
  • Il padre rifiuta di accettare la situazione e continua a bere.

La fine tragica

  • L'uomo, in preda alla disperazione, cerca la morte nel fiume.
  • La sua vita si conclude tragicamente, simbolo della sua autodistruzione.
  • Il corpo viene ritrovato e sepolto, ridotto in polvere.

Prima di un  riassunto dettagliato di questo racconto ecco quali sono protagonisti di questo racconto.

 

1.    Il padre ubriacone: Un uomo che, a causa del vizio dell'alcol, ha distrutto la sua vita e quella della sua famiglia. ​ È il personaggio centrale della storia, rappresentando la decadenza morale e fisica causata dall'ubriachezza. ​

2.    La moglie: Una donna che, nonostante la miseria e il dolore, rimane fedele al marito fino alla morte, consumata dalla sofferenza e dalla povertà. ​

3.    I figli:

  • Mary: La figlia che lavora incessantemente per sostenere il padre, ma che alla fine scompare misteriosamente.
  • William: Il figlio maggiore, tornato dopo anni di assenza, coinvolto in crimini e perseguitato dalla legge.
  • Henry: Il figlio minore, morto tragicamente, ucciso da un guardacaccia.

4.    I due uomini: Individui che tradiscono William, portandolo alla cattura e alla condanna.

 

Questi personaggi incarnano le conseguenze devastanti dell'ubriachezza e della miseria, mostrando il degrado morale e sociale che ne deriva. ​

 

Come più sopra scritto, questa è dunque la tragica storia di un uomo che, a causa dell'alcolismo, precipita in una spirale di miseria e disperazione, distruggendo la sua famiglia e la sua stessa vita. ​

 

La storia inizia descrivendo il fenomeno dell'ubriachezza come una forza distruttiva che porta gli uomini alla rovina, all'infamia e alla morte. ​ Il protagonista, un uomo che un tempo aveva una vita rispettabile, è ora un beone abbandonato da tutti, tranne che dalla moglie. ​ La donna, consumata dalla miseria e dal dolore, muore sul letto di morte, circondata dai figli che pregano disperatamente. ​ Il marito, ubriaco e incapace di offrire conforto, assiste alla scena senza alcuna empatia. ​ Dopo la morte della moglie, l'uomo continua a bere e a maltrattare i figli, in particolare la figlia, che lavora incessantemente per sostenere il padre.

 

Uno dei figli, William, ritorna dopo anni di assenza, confessando di essere ricercato per omicidio. ​ Il padre, incapace di resistere al vizio, tradisce il figlio consegnandolo involontariamente alla giustizia, permettendo che venga arrestato. William, prima di essere portato via, maledice il padre, accusandolo di essere la causa della rovina della famiglia.

 

La figlia, malata e debole, scompare misteriosamente, lasciando il padre completamente solo. L'uomo, ormai ridotto a mendicare e dormire per strada, continua a bere fino a cadere nell'ultima fase della miseria. ​ Una notte, disperato e tormentato dai ricordi, decide di togliersi la vita gettandosi nel Tamigi. Tuttavia, nel momento in cui si trova nell'acqua, un istinto di sopravvivenza lo spinge a lottare per la vita. ​ Nonostante i suoi sforzi, la corrente lo trascina via, e il suo corpo viene ritrovato giorni dopo, ormai senza vita. ​

 

Temi principali:

  • Distruzione causata dall'alcolismo: Il racconto mostra come il vizio dell'ubriachezza possa distruggere non solo l'individuo, ma anche la sua famiglia e le relazioni sociali. ​
  • Disperazione e redenzione mancata: Il protagonista è incapace di redimersi, nonostante le numerose opportunità, e la sua vita si conclude in tragedia. ​
  • Rovina familiare: La storia evidenzia il dolore e la sofferenza inflitti ai figli e alla moglie a causa del comportamento irresponsabile del padre. ​
  •  

Conclusione:

La novella è un potente monito contro i pericoli dell'alcolismo e le sue conseguenze devastanti, mostrando come il vizio possa portare alla perdita di dignità, affetti e, infine, alla morte. ​

 

Il conflitto tra il padre e i figli si sviluppa gradualmente, alimentato dall'alcolismo del padre e dalla sua incapacità di prendersi cura della famiglia.

Questo deterioramento delle relazioni familiari è uno dei temi centrali del racconto. ​

 

Sviluppo del conflitto:

 

1.    Distruzione della famiglia: Il padre, consumato dal vizio dell'ubriachezza, trascura la moglie e i figli. ​ La moglie, nonostante la miseria e il dolore, rimane fedele al marito fino alla morte, ma il padre non ricambia il suo amore e la sua dedizione. ​ La sua assenza emotiva e fisica, causata dall'alcol, lo rende incapace di sostenere la famiglia. ​

2.    Abbandono dei figli maschi: I figli maschi, incapaci di sopportare la situazione, abbandonano il padre. John emigra in America, mentre Henry muore tragicamente, ucciso da un guardacaccia. ​ Henry, prima di morire, esprime il suo dolore per il comportamento del padre, ricordando il pugno ricevuto il giorno della fuga. Questo episodio sottolinea la violenza e l'indifferenza del padre verso i figli. ​

3.    Ritorno di William e la maledizione: William, il figlio maggiore, ritorna dopo anni di assenza, confessando di essere ricercato per omicidio. Il padre, incapace di resistere al vizio, tradisce involontariamente il figlio, permettendo che venga arrestato. ​ Prima di essere portato via, William maledice il padre, accusandolo di essere la causa della rovina della famiglia e promettendo che, anche dopo la morte, non lo perdonerà mai. ​

4.    Scomparsa della figlia: ​ La figlia, l'unica rimasta accanto al padre, lavora incessantemente per sostenerlo, ma viene maltrattata e sfruttata. ​ Malata e debole, scompare misteriosamente, lasciando il padre completamente solo. ​ La sua scomparsa rappresenta l'ultimo colpo per il padre, che si ritrova abbandonato da tutti.

5.    Conseguenze del conflitto: Il padre, ormai isolato e consumato dal rimorso, dalla solitudine e dall'alcolismo, precipita nella miseria più assoluta. ​ La maledizione di William e il ricordo dei figli lo tormentano fino alla fine, portandolo a tentare il suicidio nel Tamigi.

 

Conclusione:

Il conflitto tra il padre e i figli è il risultato diretto del comportamento autodistruttivo del padre. ​ La sua incapacità di cambiare e di prendersi cura della famiglia porta alla disgregazione dei legami familiari e alla rovina di tutti i membri. ​ Questo conflitto culmina nella solitudine e nella tragica morte del padre, che rappresenta il fallimento totale della sua vita.


Il messaggio finale del racconto.

 

Il messaggio finale del racconto è un potente monito contro i devastanti effetti dell'alcolismo e delle scelte irresponsabili.

 

 Attraverso la tragica storia del protagonista, Dickens evidenzia come il vizio possa distruggere non solo l'individuo, ma anche la sua famiglia e le relazioni sociali, portando alla solitudine, al rimorso e alla morte. ​

 

Messaggi principali:

 

1.    Distruzione causata dall'alcolismo: L'alcolismo è rappresentato come una forza corrosiva che domina la vita del protagonista, spingendolo a rinnegare moglie, figli e ogni forma di felicità. ​ Il racconto mostra come il vizio possa condurre alla rovina morale, fisica e sociale. ​

2.    Irrecuperabilità delle scelte sbagliate: Il protagonista ha numerose opportunità per redimersi, ma non riesce mai a cambiare. La sua incapacità di affrontare le conseguenze delle sue azioni lo porta a perdere tutto ciò che ha di più caro, inclusa la sua famiglia.

3.    Rovina familiare: La storia sottolinea il dolore inflitto ai figli e alla moglie a causa del comportamento irresponsabile del padre. ​ La disgregazione della famiglia è una conseguenza diretta delle sue scelte autodistruttive. ​

4.    Solitudine e rimorso: ​ Alla fine, il protagonista si ritrova completamente solo, tormentato dai ricordi e dal rimorso per ciò che ha fatto. ​ La maledizione del figlio William e la scomparsa della figlia lo perseguitano fino alla morte.

5.    La lotta tra vita e morte: Nel momento in cui il protagonista tenta il suicidio, emerge un istinto di sopravvivenza che lo spinge a lottare per la vita, anche se ormai è troppo tardi. ​ Questo passaggio sottolinea il valore della vita, anche nelle condizioni più disperate. ​

 

Conclusione:

 

Il racconto è una riflessione sulla fragilità umana e sulle conseguenze delle scelte sbagliate. ​ Dickens invita il lettore a considerare l'importanza di affrontare i propri demoni interiori e di prendersi cura delle relazioni familiari, mostrando che il vizio e l'egoismo possono portare alla distruzione totale. ​


“Un’avventura alle varietà”

 

I protagonisti del racconto sono:

 

  1. Il signor Samuele Wilkins - Falegname e fidanzato della signorina Iemina Evans.
  2. La signorina Iemina Evans - Fidanzata del signor Samuele, stiratrice e figura centrale della storia.
  3. La signora Evans - Madre di Iemina.
  4. Le due sorelle di Iemina - Parte della famiglia Evans.
  5. L'amico della signorina Iemina - Accompagna la coppia durante la serata.
  6. L'amica della signorina Iemina - Presente durante l'avventura.
  7. Il signore dai baffi - Ammiratore impertinente della signorina Iemina.
  8. L'amico dell'amica di Iemina - Coinvolto nella vicenda.

Questi personaggi animano la storia con le loro interazioni e conflitti. ​


Per questo breve racconto composto da sole quattro pagine e cinque righe, mi limito a un breve e dettagliato un riassunto, e a sottolineare la personalità della protagonista principale: La signorina Iemina Evans.

 

Il racconto narra le vicende del signor Samuele Wilkins, un falegname di statura molto bassa, che si innamora della signorina Iemina Evans, una stiratrice. ​ 

Dopo averla conosciuta, ammirata e amata, Samuele le chiede la mano e viene accettato. ​ Una sera, Samuele si reca a casa di Iemina, dove vive con la madre e due sorelle, e propone di portarla alle "Varietà". La famiglia accoglie con entusiasmo l'idea, e Iemina si prepara con un abbigliamento elegante e vistoso. ​

 

Samuele e Iemina, accompagnati da un'altra coppia di amici incontrata per caso, si dirigono alle "Varietà". ​ Prima di entrare, si fermano in un caffè per prendere dei gelati e bevande. ​ Arrivati al luogo, rimangono affascinati dalla bellezza del giardino e dalla sala del concerto, descritta come sfarzosa e piena di spettatori che mangiano e bevono comodamente. ​ 

Tuttavia, la serata prende una piega spiacevole quando due uomini iniziano a corteggiare insistentemente Iemina e la sua amica, attirando l'ira di Samuele e dell'altro giovane. ​

La tensione culmina in una rissa, durante la quale Samuele e il suo amico affrontano i due provocatori.  

Samuele brandendo il suo bastone, affronta uno dei corteggiatori, mentre l'amico di Samuele si scontra con l'altro. ​ La rissa si conclude con i due provocatori sconfitti e scomparsi, mentre Samuele e il suo amico rimangono foschi e taciturni, mentre le signorine, sconvolte dall'accaduto, cadono in convulsioni e si dichiarano offese e sventurate esprimendo il desiderio di non aver mai vissuto una serata simile. ​La serata, che era iniziata con entusiasmo e allegria.​

 

Il racconto si chiude con un senso di dramma e dispiacere per la serata rovinata.


Le caratteristiche di Iemina.

 

La signorina Iemina Evans è descritta come una giovane donna elegante e affascinante. ​ 

Lavora come stiratrice e vive con la madre e due sorelle in una strada remota del quartiere di Camden-town. ​ 

Quando si prepara per uscire con il signor Samuele, indossa un abito bianco, uno scialle rosso, un cappello di paglia con nastri rossi, una collana, braccialetti, calze traforate, scarpette di raso, guanti bianchi e tiene un fazzoletto di battista piegato con cura. ​ 

Questo abbigliamento la rende ammirata e invidiata da tutti nella sua strada.

 

Iemina è anche descritta come una persona che si lascia coinvolgere dalle emozioni della serata, mostrando entusiasmo per lo spettacolo e divertendosi. ​ 

Tuttavia, è sensibile e facilmente turbata, come si vede quando reagisce con convulsioni alla rissa che si verifica durante la serata.


Nel racconto non viene esplicitata una morale chiara, ma si possono trarre alcune riflessioni implicite:

 

1.    Le emozioni e le gelosie possono portare a situazioni spiacevoli: La gelosia del signor Samuele e del suo amico verso gli ammiratori impertinenti sfocia in una rissa, causando disagio e tensione per tutti i presenti. ​

 

2.    Le apparenze e l'ostentazione possono attirare attenzioni indesiderate: L'abbigliamento elegante e l'atteggiamento delle protagoniste attirano ammiratori che finiscono per creare problemi. ​

 

3.    La gestione delle emozioni è importante: La reazione impulsiva dei protagonisti maschili dimostra come la mancanza di controllo possa peggiorare una situazione.

 

Quindi, la morale potrebbe essere un invito alla moderazione, alla gestione delle emozioni e alla prudenza nelle interazioni sociali.

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L’omaggio a Emmanuele Rocco e il breve cenno autobiografico dell'autore, Lorenzo Rocco
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

L’omaggio a Emmanuele Rocco e il breve cenno autobiografico dell'autore, Lorenzo Rocco

Paolo

12/02/2026 12:52:00

Alla fine della sua trattazione pubblicata “a puntate” in più numeri del “Bollettino del Bibliofilo” l’autore racconta in primis del padre “Emmanuele Rocco".

Lorenzo Rocco. La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni - 1799-1820-1848-1860
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Lorenzo Rocco. La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni - 1799-1820-1848-1860

Paolo

10/02/2026 09:41:00

Il documento tratta della stampa periodica napoletana durante le rivoluzioni del 1799, 1820, 1848 e 1860. Si tratta di uno studio storico-bibliografico sulla st

Indice degli “Spunti” suggeriti dal “Bollettino del Bibliofilo” Un percorso di approfondimento tra estratti e nuovi contributi
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Indice degli “Spunti” suggeriti dal “Bollettino del Bibliofilo” Un percorso di approfondimento tra est

Paolo

07/02/2026 12:26:00

l’ “Indice degli Spunti dal Bollettino del Bibliofilo”: uno strumento pensato per raccogliere e organizzare questi contributi e approfondimenti, offrendo così a

Giacinto de' Sivo:
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Giacinto de' Sivo: "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861".

Paolo

07/02/2026 12:08:00

La "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861" di Giacinto de' Sivo è considerata l'opera più importante della storiografia legittimista e borbonica.

PIETRO COLLETTA
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PIETRO COLLETTA "Storia del Reame di Napoli dal 1734 sino al 1825"

Paolo

05/02/2026 11:51:00

La "Storia del Reame di Napoli dal 1734 sino al 1825" non è solo un libro di storia; è il resoconto appassionato, tormentato e talvolta feroce di un u

Nino Cortese: “AGGIUNTE AL SAGGIO DI BIBLIOGRAFIA COLLETTIANA”
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Nino Cortese: “AGGIUNTE AL SAGGIO DI BIBLIOGRAFIA COLLETTIANA”

Paolo

02/02/2026 12:30:00

Nel 1921 Luigi Lubrano pubblica, quale estratto dal “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO – ANNO III – NUMERI 1 – 4”, un opuscolo di Nino Cortese dal titolo AGGI

INDICE DEGLI ESTRATTI “Bollettino del bibliofilo” – Volume Primo e Volume Secondo
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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Paolo

02/02/2026 11:41:00

Questa pagina presenta l’indice degli estratti selezionati dai due volumi del “Bollettino del bibliofilo”. Gli estratti qui raccolti affrontano sia temi di cara

Antonio Bellucci: “La cronaca delle infestazioni sataniche nella Casa dei Girolamini di Napoli”
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Antonio Bellucci: “La cronaca delle infestazioni sataniche nella Casa dei Girolamini di Napoli”

Paolo

31/01/2026 12:19:00

“Bollettino del Bibliofilo”: Lo scritto descrive una cronaca del XVIII secolo riguardante presunte infestazioni sataniche avvenute nella Casa dei Girolamini di

La “biblioteca Oratoriana dei Gerolomini” e lo scultore Giuseppe Sammartino – Sanmartino.
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La “biblioteca Oratoriana dei Gerolomini” e lo scultore Giuseppe Sammartino – Sanmartino.

Paolo

29/01/2026 10:45:00

Giuseppe Sanmartino (o Sammartino; Napoli, 1720 – Napoli, 12 dicembre 1793) è stato il più grande interprete della scultura del Settecento napoletano,

LA “BIBLIOTECA ORATORIANA DEI GIROLAMINI”
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

LA “BIBLIOTECA ORATORIANA DEI GIROLAMINI”

Paolo

28/01/2026 09:58:00

La "Casa dei Girolamini" (o più correttamente il Complesso Monumentale dei Girolamini) non è solo un edificio, ma uno dei poli culturali più densi e a

Il Bollettino del bibliofilo – La bibliografia e i cataloghi librari - Volume Secondo
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Paolo

27/01/2026 11:17:00

Il primo volume ci ha presentato la “Biblioteca Brancacciana”, questo secondo volume volume ci introduce alla “Biblioteca statale Oratoriana dei Girol

ALFONSO MIOLA I BENI DELLA CHIESA VESCOVILE DI TROPEA e di altre Chiese di quella Diocesi nel 1494
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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Paolo

19/01/2026 09:59:00

È, quello seguente, un ulteriore articolo che viene pubblicato all’interno del secondo volume del  “Bollettino del Bibliofilo” - quadrimestre “settemb

Da “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO” – VOLUME PRIMO. LA BIBLIOTECA BRANCACCIANA
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Da “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO” – VOLUME PRIMO. LA BIBLIOTECA BRANCACCIANA

Paolo

17/01/2026 12:38:00

La Biblioteca Brancacciana fu fondata nel XVII secolo, precisamente nel 1673, grazie alla donazione della collezione personale di libri e manoscritti del cardin

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI” INDICE DEGLI ARTICOLI DEGLI ARGOMENTI CHE SONO COLLEGATI.
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Paolo

15/01/2026 12:53:00

Perché predisporre un indice riferito a “Domenico Confuorto – Giornali di Napoli” in cui viene riportato un elenco di 22 articoli, parte dei quali non contengon

Pietro Giannone e
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Pietro Giannone e "La storia civile del regno di Napoli". La scomunica del cardinale Francesco Pignatelli. “

Paolo

15/01/2026 11:56:00

L'Istoria civile del Regno di Napoli (1723) di Pietro Giannone è un'opera monumentale che ha rivoluzionato il modo di scrivere la storia, passando dalla narrazi

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. LA FIGURA DEL “CARDINALE NUNZIO” NELL’AMBITO DEL PROCESSO AGLI ATEISTI.
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. LA FIGURA DEL “CARDINALE NUNZIO” NELL’AMBITO DEL PROCESSO

Paolo

14/01/2026 10:29:00

La domanda: Chi è stato effettivamente il “Cardinale Nunzio” che emise e gestì le sentenze nei confronti di Giacinto De Cristofaro il 21 Dicembre del

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI. LA DESCRIZIONE DELL'ABIURA DEI PRINCIPALI CONDANNATI
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Paolo

14/01/2026 10:07:00

La Pubblica Abiura di Giacinto de Cristofaro L'abiura più famosa e drammatica fu quella dei principali imputati, in particolare Giacinto de Cristofaro

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpirono gli ateisti. Tommaso Cornelio e “Progymnasmata physica”.
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpi

Paolo

13/01/2026 10:22:00

Giambattista Vico, non inserito nelle cronache narrate da Domenico Confuorto per gli anni dal 1679-1699, è di fatto collegato, ideologicamente, alle v

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Paolo Lubrano - Note, suggerimenti e testi vari.

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