“Bollettino del Bibliofilo”: nel volume secondo viene proposto un testo di Antonio Bellucci che ci riporta nuovamente all’interno del “Complesso monumentale dei Girolamini".
Lo scritto descrive una cronaca del XVIII secolo riguardante presunte infestazioni sataniche avvenute proprio nella Casa dei Girolamini.
Siamo a pochi anni dall’inizio del 1700.
Prima di entrare nel merito dello scritto, propongo un breve excursus sulla vita e sulle opere di Antonio Bellucci che fu sacerdote, archeologo e bibliotecario napoletano, evidenziando il suo contributo alla cultura e alla storia ecclesiastica.
Antonio Bellucci (Napoli, 31 maggio 1887 – Napoli, 7 settembre 1971) fu un sacerdote, studioso e bibliotecario.
Laureato in diritto civile e canonico, fu ordinato sacerdote nel 1911.
Inizialmente archivista dell'Archivio storico diplomatico del Tesoro della Cattedrale di Napoli, si dedicò alla ricerca archeologica cristiana e alla storia ecclesiastica, contribuendo a ritrovamenti e scavi delle catacombe napoletane.
Fu membro di diverse commissioni e accademie, tra cui la Pontificia Accademia romana di archeologia e l'Accademia Pontaniana di Napoli.
Durante la Prima e la Seconda guerra mondiale servì come cappellano militare, ricevendo la croce di guerra al valore per il suo impegno durante l'esplosione di una nave nel Porto di Napoli nel 1943.
Antonio Bellucci si dedicò fin da giovane alla Biblioteca Oratoriana (o Biblioteca dei Gerolamini) di Napoli, frequentata da importanti intellettuali come Benedetto Croce e Salvatore Di Giacomo.
Divenne di fatto il direttore della biblioteca, dove si occupò della protezione delle raccolte durante la guerra, della ricostruzione e della riapertura al pubblico, anche se fu nominato formalmente Prefetto solo nell'ottobre 1945.
Negli anni Venti, allestì la terza sala della Biblioteca con scaffalature antiche e vi collocò la sua libreria privata, arricchita di opere antiche e di pregio, rendendola accessibile agli studiosi.
Durante la Seconda guerra mondiale, collaborò con la soprintendente Guerriera Guerrieri per proteggere le raccolte dai rischi della guerra e si occupò della ricostruzione e riapertura della biblioteca dopo i danni subiti dai bombardamenti. Inoltre, curò i restauri dei quadri e la sistemazione della Pinacoteca dei Girolamini.
Fu nominato conservatore onorario del Monumento dei Girolamini nel 1946.
Bellucci insegnò archeologia classica, storia dell'arte antica e religione in istituti di Napoli.
Pubblicò numerosi studi su antichità cristiane, storia ecclesiastica, agiografia e arte sacra, collaborando con vari periodici.
Fu ispettore bibliografico onorario e ricevette la medaglia d'argento di benemerito della cultura nel 1954.
Ha tenuto diverse conferenze “Associazione italiana Biblioteche” per la Sezione della Campania e della Calabria e ha partecipato quasi sempre ai congressi nazionali negli anni Cinquanta e Sessanta.
Antonio Bellucci ha avuto un impatto significativo sulla storia ecclesiastica a Napoli attraverso le sue ricerche e attività, si dedicò con particolare attenzione agli scavi e ai ritrovamenti delle catacombe napoletane, contribuendo alla loro scoperta e studio e contribuì alla storia ecclesiastica di Napoli attraverso le sue ricerche e pubblicazioni.
Allievo di monsignor Gennaro Aspreno Galante, si dedicò particolarmente all'archeologia cristiana e alla storia ecclesiastica.
A lui si devono ritrovamenti e scavi delle catacombe napoletane.
Fu inoltre rappresentante per Napoli della Pontificia commissione di archeologia sacra e membro di diverse commissioni e accademie legate alla conservazione dei monumenti e alla storia ecclesiastica. Le sue pubblicazioni e studi hanno arricchito la conoscenza del patrimonio storico e religioso della città.
La sua attività come rappresentante della Pontificia commissione di archeologia sacra e il suo impegno nella ricerca archeologica cristiana hanno permesso di portare alla luce importanti testimonianze storiche e religiose legate alle catacombe.
A lui si devono importanti ritrovamenti e scavi delle catacombe napoletane.
Ha anche pubblicato numerosi studi in questo campo, contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico e religioso della città.
Principali ritrovamenti di Bellucci in archeologia:
Va sottolineato il suo ruolo fondamentale negli scavi e nei ritrovamenti delle catacombe napoletane, che rappresentano una parte significativa del patrimonio archeologico cristiano della città.
Per ulteriori dettagli sui ritrovamenti specifici, sarebbe necessario consultare le sue pubblicazioni o documenti relativi ai suoi studi.
Opere d'arte studiate e collezioni curate
Antonio Bellucci si dedicò allo studio di opere d'arte sacra e antichità cristiane.
Nella Biblioteca Oratoriana (o Biblioteca dei Gerolamini) di Napoli, curò le raccolte, proteggendole durante la guerra e contribuendo alla loro ricostruzione.
Fece allestire la terza sala della biblioteca con scaffalature antiche e vi collocò la sua libreria privata, arricchita di opere antiche e di pregio.
Inoltre, si occupò dei restauri dei quadri e della sistemazione della Pinacoteca dei Girolamini.
Antichità cristiane studiate da Bellucci
Antonio Bellucci si dedicò particolarmente alla ricerca archeologica cristiana e alla storia ecclesiastica. Contribuì a ritrovamenti e scavi delle catacombe napoletane, studiando i resti e le testimonianze legate alla cristianità antica.
Pubblicò numerosi studi su argomenti come antichità cristiane, storia ecclesiastica, agiografia e arte sacra.
Opere curate nella Biblioteca Oratoriana
Nella Biblioteca Oratoriana di Napoli (nota anche come Biblioteca dei Gerolamini), Bellucci gestì la Biblioteca Oratoriana con grande dedizione.
Si occupò di:
- Protezione delle raccolte durante la guerra, ricostruzione e riapertura al pubblico dopo i bombardamenti.
- Allestimento della terza sala della biblioteca con scaffalature antiche provenienti dalla Biblioteca Nazionale.
- Bellucci arricchì la Biblioteca Oratoriana con la sua libreria privata, arricchita di opere antiche e di pregio, destinate alla biblioteca e rese accessibili agli studiosi.
- Restauro di quadri e sistemazione della Pinacoteca dei Girolamini.
- Gestione e direzione della biblioteca, di cui fu formalmente nominato Prefetto nel 1945.
Antonio Bellucci ha contribuito alla protezione della Biblioteca Oratoriana di Napoli durante la Seconda guerra mondiale collaborando attivamente con la soprintendente Guerriera Guerrieri, con cui aveva un rapporto di grande stima reciproca.
Insieme si dedicarono alla protezione delle raccolte della Biblioteca Oratoriana salvaguardandole dai rischi dei bombardamenti su Napoli.
Si impegnò personalmente per salvaguardare le raccolte della biblioteca dai rischi legati ai bombardamenti su Napoli. Questi eventi mettevano in pericolo sia la struttura della biblioteca che le preziose raccolte conservate al suo interno.
Dopo la guerra lavorarono alla ricostruzione dell'edificio gravemente danneggiato dedicandosi alla sua ricostruzione e alla riapertura al pubblico.
La Biblioteca Oratoriana subì gravi danni all'edificio a causa dei bombardamenti su Napoli durante la Seconda guerra mondiale. Bellucci si impegnò nella ricostruzione e nella protezione delle raccolte per preservare il patrimonio culturale.
Inoltre, si occupò dei restauri dei quadri e della sistemazione della Pinacoteca dei Girolamini, contribuendo alla conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della biblioteca.
Fonte testo e immagine: Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo. Testo a cura di Alberto Petrucciani
Gli eventi storici narrati nello scritto includono
Eventi storici descritti:
- Infestazioni sataniche: Si racconta di manifestazioni di spiriti maligni che avrebbero tormentato il novizio Carlo Maria Vulcano tra il 1696 e il 1698. Questi eventi includono lanci di pietre, rottura di mobili, furti di oggetti, colpi alle porte, scritture in pessimo latino e dialoghi con esorcizzatori.
- Esorcismi: I Padri Oratoriani avrebbero tentato di esorcizzare il novizio, coinvolgendo anche figure di alto rango ecclesiastico, come il Cardinale Orsini (poi Papa Benedetto XIII).
- Pellegrinaggi e spostamenti: Il novizio Vulcano sarebbe stato inviato a Sorrento, Capri e Napoli per cercare di liberarsi dalle presunte infestazioni.
- Interventi straordinari del diavolo: Si narra di fenomeni soprannaturali, come la ricostruzione istantanea di una camera crollata, l'apparizione di un padre morto sotto il letto, e il diavolo che avrebbe scagliato oggetti e scritto motti in latino.
Credenze popolari menzionate
- Esistenza di spiriti maligni e del diavolo: La cronaca si basa sulla credenza che il diavolo possa infestare luoghi e persone, causando fenomeni soprannaturali.
- Esorcismi e poteri religiosi: Si fa riferimento alla pratica degli esorcismi come metodo per liberare le persone dalle influenze demoniache.
- Manifestazioni diaboliche: La cronaca descrive eventi come lanci di pietre, apparizioni spettrali, dialoghi con il diavolo e fenomeni fisici inspiegabili, che riflettono credenze popolari dell'epoca.
- Protezione divina e reliquie: Si menzionano l'uso di reliquie sacre e del Santissimo Sacramento per contrastare le presunte manifestazioni diaboliche.
- Leggende popolari: Il documento cita altre storie popolari simili, come quelle di case infestate e diavoli che interagiscono con gli esseri umani.
In sintesi, il documento intreccia eventi storici con credenze popolari, evidenziando la percezione del soprannaturale e del diabolico nella cultura del tempo.
Chi è Carlo Maria Vulcano nella cronaca.
Carlo Maria Vulcano è il protagonista della cronaca, un giovane novizio della Congregazione dell'Oratorio dei Girolamini di Napoli.
Secondo il racconto, egli sarebbe stato vittima di presunte infestazioni sataniche che si sarebbero manifestate con fenomeni soprannaturali e inquietanti, come lanci di pietre, apparizioni spettrali, dialoghi con il diavolo e altri eventi straordinari.
Questi episodi avrebbero avuto luogo tra il 1696 e il 1698, portando i Padri Oratoriani a tentare di liberarlo attraverso esorcismi e a trasferirlo in diverse località per cercare di porre fine alle manifestazioni.
Le conseguenze per Carlo Maria Vulcano
Le conseguenze per Carlo Maria Vulcano furono significative e influenzarono profondamente la sua vita:
- Allontanamento dalla comunità: Dopo quasi due anni di manifestazioni spiritiche, i Padri Oratoriani decisero di allontanare Carlo Maria Vulcano dalla comunità. Questo fu ritenuto l’unico modo per porre fine alle presunte infestazioni.
- Peregrinazioni: Vulcano fu trasferito in diverse località, tra cui Sorrento, Capri e Napoli, ma le manifestazioni spiritiche continuarono a seguirlo ovunque.
- Abbandono dell’abito religioso: Alla fine, Vulcano decise di abbandonare l’abito filippino e tornare alla vita laica, ritenendo che fosse l’unico modo per liberarsi dalle vessazioni del diavolo.
- Ritorno alla vita mondana: Dopo aver lasciato la comunità, Vulcano tornò alla sua famiglia e alla vita nel mondo, abbandonando definitivamente il percorso religioso.
I metodi di esorcismo utilizzati
I metodi di esorcismo descritti nella cronaca includono:
- Preghiere e rituali liturgici:
Gli esorcismi furono condotti seguendo le forme liturgiche più solenni. - Uso di reliquie sacre:
I Padri Oratoriani portarono nella stanza del novizio il Santissimo Sacramento e reliquie sacre, come la Croce, la Spina di Nostro Signore e la costola di San Filippo Neri. - Processioni religiose:
I Padri Oratoriani avrebbero organizzato processioni per portare le reliquie nella stanza del novizio. - Intervento di figure religiose di alto rango:
Si fa riferimento a esorcismi condotti dal Cardinale Orsini, Arcivescovo di Benevento e futuro Papa Benedetto XIII. - Consultazioni con figure religiose:
Il novizio fu portato a visitare il corpo di Sant'Antonino a Sorrento e la miracolosa immagine della Vergine a Montecassino. Inoltre, furono consultati religiosi esperti in materia, come la Venerabile Serafina da Capri e il Padre Monaco di San Lorenzo.
Nonostante questi sforzi, secondo la cronaca, gli esorcismi non ebbero successo nel liberare il novizio dalle presunte infestazioni.
Cosa accadde il 4 maggio 1696.
La cronaca narra che la notte del 4 maggio 1696, Carlo Maria Vulcano fu svegliato bruscamente da un grande fracasso nella sua celletta.
Gli apparvero delle ombre orribili che lo spaventarono a tal punto da farlo scappare fuori, invocando aiuto.
Accorsero il Padre Niccolò Squillante, Maestro dei novizi, e altri membri della comunità. Tuttavia, si pensò inizialmente che il Vulcano si fosse ingannato e fu invitato a tornare a dormire.
Da quella notte, però, le manifestazioni di spiriti maligni si sarebbero ripetute con insistenza, dando origine agli eventi narrati nella cronaca.
Le manifestazioni spiritiche seguirono il 4 maggio 1696.
Dopo il 4 maggio 1696, la situazione si aggravò con il ripetersi delle manifestazioni spiritiche.
La cronaca descrive un periodo di quasi due anni in cui gli eventi soprannaturali continuarono con intensità.
I Padri Oratoriani tentarono di gestire la situazione attraverso:
- Esorcismi e preghiere:
Furono condotti rituali religiosi per cercare di liberare il novizio. - Trasferimenti:
Carlo Maria Vulcano fu spostato in diverse località, tra cui Sorrento, Capri e Napoli, nel tentativo di interrompere le manifestazioni. - Consultazioni con esperti religiosi:
Furono coinvolti il Cardinale Orsini, la Venerabile Serafina da Capri e altri religiosi esperti in esorcismi. - Allontanamento dalla comunità:
Alla fine, i Padri decisero di allontanare il novizio dalla comunità, ritenendo che fosse l’unico modo per porre fine alle manifestazioni.
Dopo la notte del 4 maggio 1696 una serie di manifestazioni spiritiche si sarebbero ripetute fino al 30 marzo 1698.
Tra queste, si segnalano:
- Lancio di pietre:
Pietre di colori strani sarebbero state scagliate misteriosamente. - Rottura di mobili:
Oggetti e mobili nella stanza del novizio venivano distrutti. - Furti di oggetti:
Alcuni oggetti sarebbero stati rubati e poi restituiti in modi insoliti, come all'interno di frutti. - Colpi alle porte:
Rumori e colpi improvvisi alle porte della stanza. - Scritture in pessimo latino:
Frasi e motti sarebbero stati scritti dal presunto spirito maligno. - Dialoghi interminabili:
Il diavolo avrebbe intrattenuto lunghe conversazioni con gli esorcizzatori, talvolta protratte per ore. - Fenomeni fisici inspiegabili:
Tra cui la ricostruzione istantanea di una camera crollata, apparizioni spettrali e movimenti di oggetti.
La cronaca si conclude con l’uscita di Carlo Maria Vulcano dalla comunità e il cessare delle manifestazioni spiritiche. Tuttavia, la veridicità di molti dettagli della cronaca è stata messa in discussione da studiosi successivi, che hanno evidenziato incongruenze e mancanza di prove dirette.
La reazione dei Padri Oratoriani alle manifestazioni.
I Padri Oratoriani reagirono alle presunte manifestazioni spiritiche con una serie di azioni e decisioni, cercando di gestire la situazione e proteggere la comunità.
Le loro reazioni principali furono le seguenti:
- Esorcismi: Furono condotti rituali di esorcismo secondo le forme liturgiche più solenni.
- I Padri Oratoriani tentarono di liberare Carlo Maria Vulcano dalle presunte infestazioni sataniche attraverso rituali di esorcismo e preghiere. Questi furono condotti seguendo le forme liturgiche più solenni, ma si rivelarono inefficaci.
- Furono utilizzati il Santissimo Sacramento e reliquie sacre, come la Croce, la Spina di Nostro Signore e la costola di San Filippo Neri, portate processionalmente nella stanza di Vulcano.
- Trasferimenti del novizio: Per cercare di interrompere le manifestazioni, il novizio fu trasferito in diverse località, tra cui Sorrento, Capri e Napoli. Tuttavia, le manifestazioni continuarono a seguirlo.
- Consultazioni religiose: I Padri si rivolsero a figure religiose di alto rango e a esperti in materia di esorcismi, come il Cardinale Orsini, a Venerabile Serafina da Capri e il Padre Monaco di San Lorenzo, esperto in esorcismi. Tuttavia, nessuno di loro riuscì a risolvere il caso.
- Uso di reliquie sacre: Reliquie come la Croce, la Spina di Nostro Signore e la costola di San Filippo Neri furono portate nella stanza del novizio.
- Processioni religiose: Organizzarono processioni per portare il Santissimo Sacramento nella stanza del novizio.
- Allontanamento del novizio: Alla fine, i Padri decisero di allontanare Carlo Maria Vulcano dalla comunità, ritenendo che fosse l’unico modo per liberarsi delle manifestazioni.
- Decisione di espulsione: Dopo quasi due anni di tentativi infruttuosi, i Padri decisero di allontanare definitivamente Carlo Maria Vulcano dalla comunità. La decisione fu presa il 2 ottobre 1697, quando accettarono la richiesta di Vulcano di lasciare la comunità e tornare alla vita laica.
- Silenzio nei documenti ufficiali: Sebbene la cronaca descriva dettagliatamente gli eventi, i documenti ufficiali della comunità Oratoriana, come i "Decreta", si limitano a menzionare l’allontanamento di Vulcano per le presunte infestazioni, senza entrare nei dettagli delle manifestazioni spiritiche. Questo silenzio potrebbe indicare una certa prudenza o scetticismo da parte dei Padri riguardo alla veridicità dei fenomeni.
In generale, le reazioni dei Padri Oratoriani furono improntate alla prudenza e alla ricerca di soluzioni religiose, ma alla fine optarono per l’allontanamento di Vulcano, ritenendo che fosse l’unico modo per ristabilire la tranquillità nella comunità.
Gli esorcizzatori coinvolti nel caso di Vulcano
Secondo la cronaca, gli esorcizzatori coinvolti furono:
- Padre Niccolò Squillante: Maestro dei novizi, che avrebbe avuto un ruolo centrale negli esorcismi e nei dialoghi con il presunto spirito maligno.
- Padre Vincenzo Avinatri: Un altro Padre Oratoriano che avrebbe partecipato agli esorcismi.
- Padre Pietro Galisio: Zio di Carlo Maria Vulcano, anch’egli coinvolto negli eventi.
- Cardinale Orsini: Arcivescovo di Benevento e futuro Papa Benedetto XIII, che avrebbe eseguito esorcismi sul novizio.
- Venerabile Serafina da Capri: Una figura religiosa consultata per il caso.
Si tratta senz’altro di “Serafina di Dio” della quale si è scritto a proposito in “DOMENICO CONFUORTO: “Giornali di Napoli” – Il Prequietismo - Giulia Di Marco e Serafina di Dio. - Padre Monaco di San Lorenzo: Un esperto in materia di esorcismi, che avrebbe dichiarato che solo Dio poteva liberare il novizio.
Nonostante il coinvolgimento di queste figure, la cronaca afferma che gli esorcismi non ebbero successo e che il novizio continuò a essere tormentato fino alla sua uscita dalla comunità.
I testimoni delle manifestazioni spiritiche
I testimoni delle manifestazioni spiritiche descritte nella cronaca furono principalmente i Padri Oratoriani e alcuni membri della comunità religiosa dei Girolamini.
Tra i testimoni citati nella cronaca vi sono:
- Padre Niccolò Squillante: Maestro dei novizi, che accorse la notte del 4 maggio 1696 e fu coinvolto negli esorcismi.
- Padre Vincenzo Avinatri: Partecipò agli esorcismi e fu testimone di alcuni eventi.
- Padre Pietro Galisio: Zio di Carlo Maria Vulcano, presente durante alcune manifestazioni.
- Padre Domenico D’Afflitto: Citato come vittima di un attacco del diavolo, sebbene la sua presenza sia contestata da documenti storici.
- Altri novizi e membri della comunità: Alcuni di loro accorsero la notte del 4 maggio e furono testimoni di eventi successivi.
- Padre Filippo Mastrilli: Maestro dei novizi nel periodo successivo agli eventi, ma non direttamente coinvolto.
Altri eventi significativi che
si verificarono nella cronaca
La cronaca descrive numerosi eventi straordinari, tra cui:
- Dialoghi con il diavolo: Il diavolo avrebbe intrattenuto lunghe conversazioni con gli esorcizzatori, talvolta per ore, mostrando una personalità spavalda e sarcastica.
- Fenomeni fisici inspiegabili:
- Ricostruzione di una camera crollata: Dopo che una stanza era crollata, il diavolo avrebbe ricostruito il soffitto e le mura in modo istantaneo.
- Movimenti di oggetti: Piatti ridotti in cocci, casse di legno che attraversavano le stanze e chiavi che si ricomponevano da sole.
- Attacchi fisici: Il diavolo avrebbe colpito alcuni membri della comunità, incluso un Cardinale e il Padre Domenico D’Afflitto.
- Fenomeni bizzarri: Quaglie che si attaccavano alla sottana di un sacerdote, grani d’incenso di dimensioni straordinarie, e apparizioni di animali come lucertole e scorpioni.
Oltre agli eventi già citati, la cronaca descrive altre manifestazioni spiritiche:
- Scritture misteriose: Il diavolo avrebbe lasciato scritte in latino sulle pareti della stanza di Vulcano.
- Apparizioni spettrali: Ombre orribili e spaventose sarebbero apparse nella stanza del novizio.
- Fenomeni di levitazione e movimento: Oggetti come chiavi e mobili si sarebbero mossi autonomamente.
- Attacchi fisici: Il diavolo avrebbe colpito alcuni membri della comunità, causando ferite e spavento.
- Fenomeni naturali estremi: Lampi, tuoni e grandinate violente avrebbero colpito la casa dei Girolamini durante le manifestazioni.
- Eventi bizzarri: Tra cui quaglie che si attaccavano alla sottana di un sacerdote, grani d’incenso di dimensioni straordinarie e apparizioni di animali come lucertole e scorpioni.
Questi eventi, descritti in modo dettagliato nella cronaca, sono stati oggetto di dibattito tra gli studiosi, con alcuni che li considerano frutto di fantasia o esagerazione.
Cosa accadde a Carlo Maria Vulcano
dopo le reazioni dei Padri Oratoriani
Dopo le reazioni dei Padri Oratoriani e il suo definitivo allontanamento dalla comunità, Carlo Maria Vulcano affrontò una serie di cambiamenti significativi nella sua vita:
- Abbandono della vita religiosa:
- Carlo Maria Vulcano decise di abbandonare l’abito filippino e rinunciare al percorso religioso. Questo fu considerato l’unico modo per liberarsi dalle presunte vessazioni del diavolo.
- Carlo Maria Vulcano decise di abbandonare l’abito filippino e rinunciare al percorso religioso. Questo fu considerato l’unico modo per liberarsi dalle presunte vessazioni del diavolo.
- Ritorno alla vita laica:
- Dopo aver lasciato la comunità, Vulcano tornò alla sua famiglia e alla vita mondana. La cronaca suggerisce che questa scelta fosse dettata dalla necessità di porre fine alle manifestazioni spiritiche che lo tormentavano.
- Dopo aver lasciato la comunità, Vulcano tornò alla sua famiglia e alla vita mondana. La cronaca suggerisce che questa scelta fosse dettata dalla necessità di porre fine alle manifestazioni spiritiche che lo tormentavano.
- Fine delle manifestazioni:
- Secondo la cronaca, le manifestazioni spiritiche cessarono definitivamente dopo che Vulcano abbandonò la comunità e tornò alla vita laica. Questo potrebbe indicare che il contesto della comunità religiosa fosse percepito come il luogo principale delle presunte infestazioni.
- Secondo la cronaca, le manifestazioni spiritiche cessarono definitivamente dopo che Vulcano abbandonò la comunità e tornò alla vita laica. Questo potrebbe indicare che il contesto della comunità religiosa fosse percepito come il luogo principale delle presunte infestazioni.
- Rientro nel "bel mondo":
- La cronaca descrive Vulcano come un giovane nobile e cadetto, e il suo ritorno alla vita laica fu accolto favorevolmente dalla sua famiglia e dalla società. La sua decisione di abbandonare la vita religiosa fu interpretata come una scelta involontaria, dettata dalle circostanze.
- La cronaca descrive Vulcano come un giovane nobile e cadetto, e il suo ritorno alla vita laica fu accolto favorevolmente dalla sua famiglia e dalla società. La sua decisione di abbandonare la vita religiosa fu interpretata come una scelta involontaria, dettata dalle circostanze.
- Scomparsa dalla documentazione ufficiale:
- Dopo il suo allontanamento dalla comunità, Carlo Maria Vulcano non è più menzionato nei documenti ufficiali della Congregazione Oratoriana. Questo potrebbe indicare che la comunità preferì non approfondire ulteriormente il caso o che Vulcano si distaccò completamente dalla vita religiosa.
In sintesi, Carlo Maria Vulcano abbandonò la vita religiosa e tornò alla vita laica, dove le presunte manifestazioni spiritiche cessarono. La sua storia rimase un caso controverso, alimentando dibattiti tra studiosi e storici, ma non ci sono ulteriori informazioni su ciò che accadde a lui dopo il ritorno alla vita mondana.



















