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LUIGI, ALDO E PAOLO LUBRANO

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LEGGI L'ARTICOLO

Lorenzo Rocco. La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni - 1799-1820-1848-1860

10/02/2026 09:41:00

Paolo

Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Lorenzo Rocco. La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni - 1799-1820-1848-1860

Il documento tratta della stampa periodica napoletana durante le rivoluzioni del 1799, 1820, 1848 e 1860. Si tratta di uno studio storico-bibliografico sulla st

Il “Bollettino del Bibliofilo” ideato ed edito da Luigi Lubrano con la collaborazione e principalmente la cura e la preziosa collaborazione di Alfonso Miola, nel primo volume pubblicato nel 1919, alle pagine 211-242, 297-328 e 405-436 e nel secondo volume, pubblicato nel 1920, alle pagine 33-64, 237-252, 289-316 riporta uno scritto di Lorenzo Rocco suddiviso in sei parti dal titolo

“La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni

1799-1820 1848-1860”

Il documento tratta della stampa periodica napoletana durante le rivoluzioni del 1799, 1820, 1848 e 1860, evidenziando il ruolo dei giornali e dei giornalisti nel contesto storico e politico dell'epoca.

 

Si tratta di uno studio storico-bibliografico sulla stampa napoletana durante le rivoluzioni del 1799, 1820-21, 1848-49 e 1860, elaborato, per l’appunto, da Lorenzo Rocco figlio di un grande filologo e giornalista napoletano: Emmanuele Rocco.

 

Di questo estratto ne è stata edita da Luigi Lubrano una pubblicazione a sé stante – per l’appunto quale “estratto da” - nel 1921, e secondo quanto presente nel catalogo “OPAC-SBN” è posseduto da 26 Biblioteche pubbliche in Italia.


L’autore analizza il ruolo della stampa periodica e degli opuscoli in questi periodi, evidenziando come abbiano contribuito a mantenere vivo il sentimento patriottico e a sostenere le lotte per l'indipendenza e la libertà.

 

Viene descritta la nascita del giornalismo politico a Napoli nel 1799, con la proclamazione della Repubblica Partenopea, e il ruolo centrale del "Monitore napoletano", fondato da Eleonora Pimentel Fonseca. 


Inoltre, il documento esamina la produzione di opuscoli e fogli volanti, caratterizzati da un linguaggio audace e contenuti vari, e sottolinea l'importanza della stampa come strumento di lotta politica e di diffusione delle idee rivoluzionarie. 


Include un elenco dettagliato dei giornali e delle riviste pubblicati durante la Repubblica Partenopea, con descrizioni e note bibliografiche, e riflessioni sull'importanza della stampa come mezzo di propaganda e formazione dell'opinione pubblica.

 

Il testo si conclude con un omaggio a Emmanuele Rocco e un breve cenno autobiografico dell'autore, Lorenzo Rocco, che ripercorre la sua carriera nel giornalismo.

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Gli eventi storici coperti dalla stampa periodica.

 

  1. Rivoluzione del 1799: La proclamazione della Repubblica Partenopea, la caduta del regime borbonico, la fuga del re Borbone e l'arrivo del generale Championnet. ​
  2. Rivoluzione del 1820-21: La concessione dello statuto costituzionale da parte di Ferdinando IV in risposta ai fermenti popolari e il successivo ritorno al regime assoluto. ​
  3. Rivoluzione del 1848-49: Le rivoluzioni liberali, la concessione dello statuto costituzionale da parte di Ferdinando II, la repressione e il ritorno al regime assoluto.
  4. Rivoluzione del 1860: La caduta della dinastia borbonica, la spedizione dei Mille di Garibaldi, il plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia e l'entrata di Vittorio Emanuele II a Napoli. ​

I principali editori durante le rivoluzioni:

 

  1. 1799: Eleonora Pimentel Fonseca (Monitore napoletano), Gennaro Ciaccio (Monitore napoletano), Angelo Coda (Corriere di Europa), Aniello Nobile (Giornale letterario), Michelangelo Cicconi (La Reprubeca spiegata co lo santo Evangelio), Gregorio Mattei e Pietro Natale Alethy (Veditore repubblicano), Marcilly e Cantigona (Corriere di Napoli e di Sicilia). ​
  2. 1820-21: Carlo Troya, Raffaele Liberatore e Giuseppe Ferrigni (Minerva napoletana).
  3. 1848-49: Vincenzo Torelli (Omnibus), Emmanuele Melisurgo (Arlecchino e Libertà italiana), Tommaso Arabia (Opinione nazionale), Ruggiero Bonghi (Nazionale), Francesco Rubino (Italia), Angelo Santilli, Emmanuele Rocco.
  4. 1860: Alessandro Dumas (Indipendente), Leone Fortis e Jacopo Comin (Pungolo), Ruggiero Bonghi (Nazionale), Tommaso Arabia (Opinione nazionale), Rubino (Italia).

Gli eventi che hanno preceduto la 

pubblicazione del “Monitore

  1. La proclamazione della Repubblica Napoletana nel 1799, sostenuta dall'armata francese guidata dal generale Championnet. ​
  2. La caduta del regime borbonico e la fuga di Ferdinando IV, che lasciò Napoli sotto il controllo dei francesi e dei patrioti locali. ​
  3. La proclamazione della libertà di stampa da parte del governo provvisorio della Repubblica Partenopea, che incentivò la nascita di giornali e scritti rivoluzionari. ​
  4. La fondazione del Monitore Napoletano da parte di Eleonora de Fonseca Pimentel il 2 febbraio 1799, ispirata dai giornali cisalpini come il Termometro Politico di Lombardia.
  5. Il Monitore fu il principale organo di stampa della Repubblica Napoletana, utilizzato per promuovere le idee rivoluzionarie e informare il popolo sui decreti e le azioni del governo. ​
  6. La Repubblica Partenopea ebbe vita breve e il Monitore cessò le pubblicazioni l'8 giugno 1799, poco prima della restaurazione borbonica.

Principali editori della stampa nel 1848.

 

Nel 1848, i principali editori della stampa napoletana erano figure di spicco del panorama culturale e politico dell'epoca:

 

  1. Filippo Cirelli: Editore del Poliorama Pittoresco e del Lucifero. ​
  2. Gaetano Nobile: Fondatore de Il Lampo, noto per il suo impegno liberale e patriottico. ​
  3. Silvio Spaventa e Ruggiero Bonghi: Fondatori de Il Nazionale, giornale liberale e risorgimentale.
  4. Tommaso Arabia: Editore de L'Opinione Nazionale, sostenitore dell'unità d'Italia.
  5. Gaetano Somma: Fondatore de Il Lume a Gas, giornale umoristico e liberale.
  6. Carlo Troya, Raffaele Liberatore e Giuseppe Ferrigni: Direttori de La Minerva Napoletana, rivista culturale e politica.
  7. Angelo Santilli: Fondatore di Critica e Verità, con focus su temi politici e morali. ​
  8. Pasquale Stanislao Mancini: Fondatore de Il Riscatto Italiano, impegnato per il Risorgimento. ​
  9. Domenico Anzelmi: Redattore del Giornale ufficiale del Regno delle Due Sicilie, trasformato in Giornale Costituzionale.
  10. Gaetano Valeriani: Fondatore del Costituzionale e dell'Inferno, giornali di orientamento liberale. ​
  11. Francesco Rubino: Fondatore della Minerva Napoletana, rivista culturale e politica.
  12. Giuseppe Orgitano: Fondatore di L'Arlecchino, giornale satirico e antidinastico.
  13. Emmanuele Rocco: Collaboratore di numerosi giornali e riviste, tra cui il Lucifero e il Poliorama Pittoresco.

I principali giornali del 1848 includevano:

 

  1. Il Monitore Napoletano: Fondato da Eleonora Pimentel Fonseca, simbolo della Repubblica Napoletana del 1799, con orientamento rivoluzionario. ​
  2. Il Lampo: Fondato da Gaetano Nobile, noto per la sua diffusione capillare e il focus su notizie politiche e militari. ​
  3. Il Lume a Gas: Fondato da Gaetano Somma, giornale umoristico e liberale. ​
  4. Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto: Giornale satirico in dialetto napoletano, con posizione antidinastica. ​
  5. Il Nazionale: Fondato da Silvio Spaventa e Ruggiero Bonghi, giornale liberale e unitario, impegnato per la causa risorgimentale e l'unità d'Italia.
  6. L'Opinione Nazionale: Fondato da Tommaso Arabia, sostenitore della causa unitaria e della lotta contro il regime borbonico.
  7. Il Vapore: Giornale moderato e scherzoso, con focus su temi letterari e culturali.
  8. La Voce del Popolo: Giornale di opposizione, critico verso il regime borbonico. ​
  9. Il Caffè di Buono: Giornale politico e letterario, legato al caffè frequentato dai liberali napoletani. ​
  10. Il Mondo Vecchio e Mondo Nuovo: Giornale popolare e scandalistico, noto per le sue polemiche. ​
  11. Il Costituzionale: Fondato da Gaetano Valeriani, sostenitore del regime costituzionale.
  12. L'Arlecchino: Giornale satirico con posizione antidinastica.
  13. Critica e Verità: Fondato da Angelo Santilli, con focus su temi politici e morali.
  14. Il Riscatto Italiano: Fondato da Pasquale Stanislao Mancini, impegnato per la causa risorgimentale e l'unità d'Italia. ​
  15. La Forbice: Giornale satirico critico verso il regime borbonico.
  16. La Minerva Napoletana: Diretta da Carlo Troya, Raffaele Liberatore e Giuseppe Ferrigni, rivista culturale e politica che sosteneva il regime costituzionale.
  17. Il Giornale delle Due Sicilie: Organo ufficiale del regime borbonico, rappresentava la stampa conservatrice e monarchica.
  18. Il Tuono: Giornale satirico in dialetto napoletano, critico verso il regime borbonico.
  19. La Patria: Giornale patriottico che promuoveva libertà e democrazia. ​
  20. Il Progresso: Giornale liberale che sosteneva riforme politiche e sociali.
  21. L'Albanese d'Italia
  22. L'Amico del Popolo
  23. L'Araldo
  24. L'Aurora
  25. Il Banditore
  26. Il Censore
  27. La Concordia
  28. La Costituzione
  29. Il Tempo
  30. La Nazione
  31. La Sentinella
  32. Il Veterano

 

Questi giornali, molti dei quali di breve durata a causa della repressione del regime borbonico, trattavano temi legati alla libertà, alla democrazia, alla critica del regime borbonico e alla promozione dell'unità d'Italia. 

La satira politica e il linguaggio accessibile erano strumenti fondamentali per mobilitare il popolo. ​

Temi trattati dai giornali clericali nel 1848

 

I giornali clericali del 1848 si concentravano su:

 

  1. Difesa della religione: Protezione della Chiesa cattolica e dei suoi valori contro le idee rivoluzionarie e liberali. ​
  2. Sostegno a Pio IX: Esaltazione del Papa come simbolo di libertà e guida spirituale dell'Italia. ​
  3. Critica ai movimenti rivoluzionari e al Risorgimento: Condanna delle idee repubblicane e delle azioni contro la Chiesa e il clero. ​
  4. Moralità e ordine sociale: Promozione dei valori cristiani come base per la società e la politica. ​
  5. Opposizione alla licenza: Denuncia della confusione tra libertà e licenza, sostenendo un ordine basato sulla religione e sulla moralità. ​

Unità nazionale sotto la guida della Chiesa: Sostegno a un'Italia unita, ma con un ruolo centrale della Chiesa cattolica.

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“ Gaetano Valeriani” e il ruolo avuto.

Gaetano Valeriani viene citato nel contesto della rivoluzione del 1848 per il suo ruolo di giornalista e fondatore di due giornali.

 

Era un romagnolo esule in Francia dopo la rivoluzione di Bologna del 1831. ​ 
Nel 1836 si trasferì a Napoli, dove si dedicò al giornalismo e alla letteratura. ​

 

Durante la rivoluzione del 1848, fondò due giornali, Il Costituzionale fondato il 1° febbraio 1848, si concentrava sulla difesa della libertà costituzionale, e L'Inferno fondato il 18 aprile 1848; quest’ultimo era caratterizzato da un linguaggio più aggressivo e polemico, attaccando il governo e le figure politiche con toni violenti; entrambi sostennero la causa rivoluzionaria e la lotta contro il regime borbonico.

​ 
Entrambi i giornali ebbero vita breve e furono soppressi dopo la giornata del 15 maggio 1848 ​ segnando la fine della loro attività.

 

Valeriani è ricordato per il suo spirito irrequieto e la sua instancabile attività giornalistica, sebbene non abbia avuto un ruolo significativo dopo la rivoluzione del 1848.
Continuò la sua attività giornalistica e politica, ma non ebbe un ruolo significativo dopo quell’anno. ​

L’evoluzione della stampa durante il 1848

 

  1. La concessione dello statuto costituzionale da parte di Ferdinando II il 29 gennaio 1848 portò alla libertà di stampa e alla nascita di numerosi giornali. ​
  2. I giornali trattavano temi politici, sociali e culturali, con un forte accento sulla lotta per la libertà e la costituzione.
  3. La stampa divenne uno strumento fondamentale per la diffusione delle idee rivoluzionarie e per la mobilitazione popolare. ​
  4. Dopo la giornata del 15 maggio 1848, la reazione borbonica impose restrizioni alla stampa, portando alla chiusura di molti giornali. ​

Le caratteristiche del giornale Costituzionale

 

  1. Fondato da Gaetano Valeriani il 1° febbraio 1848, subito dopo la concessione dello statuto costituzionale.
  2. Si concentrava sulla difesa della libertà costituzionale e sulla promozione di idee liberali. ​
  3. Era un giornale di medio formato, pubblicato tre volte a settimana, con un costo di 3 grana per numero. ​
  4. Utilizzava un linguaggio moderato rispetto ad altri giornali rivoluzionari, con articoli dottrinali e seri. ​
  5. Fu soppresso dopo la giornata del 15 maggio 1848, insieme al suo giornale gemello, L'Inferno.

Trattamento dei temi politici nei giornali del periodo

 

  1. I giornali si dividevano tra liberali, rivoluzionari e reazionari, riflettendo le tensioni politiche del periodo. ​
  2. Prima del 15 maggio 1848, la libertà di stampa permise una discussione aperta sui temi politici, ma dopo la reazione borbonica, la censura limitò fortemente la libertà di espressione.
  3. I giornali liberali e rivoluzionari attaccavano il regime borbonico, denunciando la tirannide e sostenendo la causa della libertà e della costituzione. ​
  4. I giornali reazionari e militari difendevano il regime borbonico, esaltando l'ordine e la supremazia militare. ​
  5. Durante i momenti di maggiore tensione, il linguaggio dei giornali divenne estremamente violento e polemico, spesso controproducente per la causa rivoluzionaria. ​

Le caratteristiche dei giornali militari.

 

I giornali militari nacquero nel novembre 1848, durante la reazione borbonica, come strumenti di propaganda per l'esercito napoletano.

 

  1. Difendevano il prestigio dell'esercito e rivendicavano la supremazia militare, sostenendo la reazione borbonica. ​
  2. Esaltavano l'onore militare e promuovevano propaganda contro i liberali e i rivoluzionari.
  3. Utilizzavano uno stile retorico, autoritario e spesso impregnato di clericalismo.
  4. Erano stampati nella stessa tipografia e includevano frequenti articoli di elogio reciproco. ​
  5. I principali giornali militari furono L'Araldo, La Sentinella e Il Veterano, diretti rispettivamente da Michele Rota, Antonio Fabri e Mauro Musei.
  6. Ebbero vita breve e non influirono significativamente sugli eventi politici.

Quale fu l'evoluzione della stampa dopo il 1860

 

Dopo il 1860, con l'annessione delle Due Sicilie al Regno d'Italia, la stampa napoletana subì una trasformazione:

  1. La fine della censura permise una maggiore varietà di opinioni e una crescita del numero di giornali.
  2. I giornali rivoluzionari declinarono con la fine della rivoluzione e l'istituzione del Regno d'Italia. ​
  3. Sorsero nuovi giornali più moderati e istituzionali, come Il Pungolo e Il Roma, che si concentrarono su temi di attualità, cultura e politica nazionale.
  4. La centralizzazione della stampa portò molti giornalisti e giornali napoletani a spostarsi al nord, con esempi come il Nazionale di Ruggiero Bonghi, che divenne La Stampa a Torino. ​
  5. Il Giornale ufficiale del Regno delle Due Sicilie fu abolito nel 1876 dal ministro Nicotera. ​
  6. La stampa si concentrò su temi nazionali, culturali e sociali, abbandonando il linguaggio rivoluzionario e adattandosi al nuovo contesto politico del Regno d'Italia.

Gli eventi che hanno influenzato 

la stampa dopo il 1860

 

  1. L'annessione delle Due Sicilie al Regno d'Italia portò alla fine del regime borbonico e alla scomparsa della stampa rivoluzionaria, favorendo la nascita di giornali più moderati e istituzionali.
  2. La fine della censura permise una maggiore libertà di stampa e una crescita del numero di giornali. ​
  3. Molti giornalisti e giornali napoletani si trasferirono al nord, contribuendo alla centralizzazione della stampa e alla nascita di testate nazionali come La Stampa a Torino. ​
  4. Nel 1876, il ministro Nicotera decretò la fine del Giornale ufficiale del Regno delle Due Sicilie, segnando un cambiamento nella stampa istituzionale. ​
  5. La stampa si adattò al nuovo contesto politico del Regno d'Italia, concentrandosi su temi nazionali, culturali e politici. ​

I principali giornali del 1860

  1. Il Tuono: Giornale satirico e umoristico con spirito rivoluzionario e unitario, fondato da Vincenzo Salvatore e Lorenzo Rocco.
  2. Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto: Giornale in dialetto napoletano, satirico e garibaldino, fondato da Carlo Romice e i fratelli Ruffa.
  3. L'Italia: Giornale moderato che sosteneva una federazione tra il Regno delle Due Sicilie e il Piemonte, fondato da Francesco Rubino. ​
  4. L'Opinione Nazionale: Giornale liberale e unitario, favorevole all'annessione al Piemonte, fondato da Tommaso Arabia.
  5. Il Nazionale: Giornale di forte orientamento unitario, sostenitore di Vittorio Emanuele e Garibaldi, fondato da Ruggiero Bonghi e Silvio Spaventa.
  6. L'Indipendente: Giornale scritto in italiano e francese, con spirito unitario e patriottico, fondato da Alessandro Dumas.
  7. Il Pungolo: Giornale di opposizione al regime borbonico, fondato da Luigi Conforti.
  8. Il Giornale delle Due Sicilie: Organo ufficiale del governo borbonico, difensore del regime e della monarchia.
  9. Il Giornale di Napoli: Giornale ufficiale del governo borbonico, con un tono più moderato rispetto al Giornale delle Due Sicilie.
  10. Il Progresso: Giornale liberale che sosteneva la causa unitaria e la lotta contro il regime borbonico.
  11. La Camicia rossa: Giornale schierato con Garibaldi e il movimento patriottico. ​
  12. Il Dittatore: Giornale legato agli ideali risorgimentali e alla lotta per l'unità d'Italia. ​
  13. Il Diavolo zoppo: Giornale con ideali rivoluzionari e democratici.

Differenze tra giornali di sinistra e destra.

1.    Giornali di sinistra:

  • Sostenitori della rivoluzione, della libertà e dell'unità d'Italia. ​
  • Propugnavano l'annessione al Piemonte e l'idea di un'Italia unita sotto Vittorio Emanuele.
  • Spesso critici verso il clero e i reazionari, con un linguaggio diretto, polemico e aggressivo.
  • Esempi: Il Nazionale, L'Opinione Nazionale, Il Tuono, Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto, Il Pungolo, Il Progresso, La Camicia rossa, Il Dittatore, Il Diavolo zoppo. ​
     

2.    Giornali di destra:

  • Difensori del regime borbonico e della monarchia.
  • Sostenevano l'ordine costituito, la supremazia militare e l'autorità del re. ​
  • Utilizzavano un linguaggio moderato e conservatore. ​
  • Esempi: Il Giornale delle Due Sicilie, Il Giornale di Napoli, Il Monitore della guardia nazionale.

Questi i temi ricorrenti nei giornali del periodo:

  1. Libertà e Costituzione: Sostegno alla libertà di stampa, al regime costituzionale e alla lotta contro la tirannide borbonica. ​
  2. Unità nazionale e patriottismo: La maggior parte dei giornali del 1860 sosteneva l'annessione delle Due Sicilie al Regno d'Italia sotto Vittorio Emanuele II e promuoveva l'unità nazionale. ​Promozione dell'idea di un'Italia unita e indipendente sotto la guida di Vittorio Emanuele II e incoraggiamento al sentimento nazionale. ​
  3. Critica al regime borbonico e al dispotismo: Denuncia delle violenze, delle ingiustizie e della corruzione e dell'inefficienza del governo borbonico, con esaltazione della caduta di Francesco II. ​del governo borbonico. ​
  4. Esaltazione di Garibaldi e dei Mille: Celebrazione delle vittorie e delle gesta eroiche di Garibaldi e dei suoi volontari.​ Ampia copertura delle imprese di Giuseppe Garibaldi e del suo esercito, celebrato come liberatore del Sud Italia e simbolo della lotta per la libertà. ​
  5. Educazione politica e cultura: Diffusione di idee illuministe, principi della libertà, della democrazia e della giustizia, e spiegazione dei diritti dei cittadini. ​
  6. Satira e polemica: Utilizzo della satira per criticare il regime e sostenere la causa rivoluzionaria. ​
  7. Notizie e cronache politiche e militari: Informazioni sui progressi della rivoluzione, sulle battaglie e sugli eventi politici in Italia e in Europa.​ Resoconti delle battaglie, delle conquiste territoriali e delle decisioni politiche legate al processo di unificazione. ​
  8. Proposte e appelli: Idee per il miglioramento del governo e inviti alla mobilitazione popolare. ​
  9. Patriottismo e Risorgimento: Promozione dei valori di libertà, uguaglianza e indipendenza nazionale, con propaganda a favore della causa unitaria. ​
  10. Plebiscito per l'annessione: Sostegno al plebiscito come strumento per legittimare l'annessione al Regno d'Italia. ​
  11. Roma e Venezia: Richiesta di completare l'unità d'Italia con la liberazione di Roma e Venezia. ​
  12. Critiche al clero e ai reazionari: Attacchi al ruolo del clero e dei reazionari, accusati di ostacolare la rivoluzione e l'unità nazionale. 
  13. Riforme sociali e politiche: Discussioni su come organizzare il nuovo governo e garantire diritti e libertà ai cittadini, con attenzione alle condizioni delle classi popolari. ​
  14. Relazioni internazionali: Analisi del ruolo delle potenze europee, come Francia e Inghilterra, nel processo di unificazione italiana.
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Evoluzione della stampa durante il 1860

  1. Fine della censura e libertà di stampa: La caduta del regime borbonico e l'arrivo di Garibaldi portarono alla fine della censura e a una maggiore libertà di stampa. ​
  2. Proliferazione di giornali: Si assistette a un aumento significativo del numero di giornali, con la nascita di nuove testate che riflettevano diverse posizioni politiche e ideologiche. ​
  3. Ruolo della stampa nella mobilitazione: La stampa divenne uno strumento fondamentale per informare e mobilitare il popolo a sostegno della causa unitaria e contro il regime borbonico.
  4. Satira e dialetto: Giornali come Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto e Il Tuono utilizzavano il dialetto e la satira per avvicinarsi al popolo e diffondere idee rivoluzionarie. ​
  5. Internazionalizzazione: Alcuni giornali, come L'Indipendente, pubblicavano articoli in italiano e francese per raggiungere un pubblico più ampio e favorire il sostegno internazionale alla causa italiana.
  6. Polarizzazione politica: La stampa si divise tra giornali liberali e rivoluzionari, che sostenevano l'unità d'Italia, e giornali conservatori e reazionari, che difendevano il regime borbonico.
  7. Declino della stampa borbonica: Con la caduta del regime, i giornali ufficiali borbonici persero rilevanza e furono sostituiti da testate liberali e unitari. ​
  8. Centralizzazione della stampa: Dopo il 7 novembre 1860, molti giornalisti napoletani si trasferirono al nord, contribuendo alla nascita di testate nazionali e alla centralizzazione della stampa italiana.

I principali giornali liberali del 1860

  1. Il Nazionale: Fondato da Ruggiero Bonghi e Silvio Spaventa, sostenitore dell'unità d'Italia e della causa risorgimentale.
  2. L'Opinione Nazionale: Fondato da Tommaso Arabia, di orientamento liberale e unitario.
  3. Il Tuono: Giornale satirico e rivoluzionario, fondato da Vincenzo Salvatore e Lorenzo Rocco, scritto in dialetto napoletano, criticava il regime borbonico e sosteneva Garibaldi.
  4. Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto: Giornale satirico in dialetto napoletano, fondato da Carlo Romice e i fratelli Ruffa, con una forte propaganda garibaldina. ​
  5. Il Pungolo: Fondato da Luigi Fortis e Jacopo Comin, giornale di opposizione al regime borbonico, con un forte orientamento unitario.
  6. L'Indipendente: Fondato da Alessandro Dumas, scritto in italiano e francese, sosteneva la causa unitaria e la figura di Garibaldi.
  7. La Camicia rossa: Giornale di propaganda garibaldina, sostenitore della rivoluzione e dell'unità d'Italia. ​
  8. Il Dittatore: Giornale che celebrava Garibaldi e la sua azione rivoluzionaria. ​
  9. L'Italia: Fondato da Francesco Rubino, con un approccio moderato e favorevole alla federazione tra il Regno delle Due Sicilie e il Piemonte. ​
  10. Il Diavolo zoppo: Giornale di stampo liberale e patriottico.

Differenze tra giornali liberali e conservatori nel 1848.

 

  • Giornali liberali
  1. Sostenevano la libertà, la democrazia, il regime costituzionale e l'unità d'Italia. ​
  2. Criticavano il regime borbonico, promuovevano le idee risorgimentali e sostenevano la causa nazionale.
  3. Utilizzavano uno stile diretto e audace, con articoli di denuncia e satira politica.
  4. Erano letti principalmente da intellettuali, borghesi e giovani patrioti. ​
  5. Esempi: Il Lampo, Il Nazionale, L'Opinione Nazionale, Il Riscatto Italiano.

 

  • Giornali conservatori:
  1. Difendevano il regime borbonico e l'ordine costituito, opponendosi alle idee rivoluzionarie e risorgimentali.
  2. Promuovevano la monarchia, la tradizione e la religione, criticando i movimenti liberali e rivoluzionari.
  3. Utilizzavano uno stile moderato e istituzionale, con un linguaggio formale. ​
  4. Erano letti da aristocratici, clero e sostenitori del regime.
  5. Esempi: Giornale ufficiale del Regno delle Due Sicilie, Il Tempo, Il Lucifero.

Differenze tra giornali liberali e conservatori nel 1860

 

1.    Giornali liberali:

  • Ideologia: Sostenitori della rivoluzione, dell'unità d'Italia sotto la guida di Vittorio Emanuele II e del movimento risorgimentale. ​
  • Contenuti: Promuovevano la libertà, l'indipendenza nazionale, la fine del regime borbonico e le riforme politiche e sociali. ​ Criticavano il clero e i reazionari per il loro ruolo nel mantenimento dello status quo. ​
  • Tono: Utilizzavano un linguaggio diretto, polemico e talvolta satirico per mobilitare il popolo e sostenere la causa unitaria.
  • Obiettivi: Propaganda per il plebiscito e la causa unitaria, esaltazione di Garibaldi e dei Mille, critica al regime borbonico e al clero reazionario. ​
  • Esempi: Il Nazionale, L'Opinione Nazionale, Il Tuono, Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto, Il Pungolo, Il Progresso, La Camicia rossa, Il Dittatore, L'Indipendente, Il Diavolo zoppo. ​

     

2.    Giornali conservatori:

  • Ideologia: Difensori del regime borbonico e della monarchia, contrari all'annessione al Regno d'Italia. Sostenevano la legittimità della dinastia borbonica e la continuità del governo di Francesco II.
  • Opposizione al plebiscito: Contestavano la legittimità del plebiscito e lo consideravano una minaccia alla sovranità del Regno delle Due Sicilie.
  • Critica al Piemonte: Accusavano il Regno di Sardegna di voler espandere il proprio dominio a scapito delle tradizioni locali e della sovranità napoletana.
  • Contenuti: Sostenevano l'ordine costituito, la supremazia del re e del clero, e si opponevano alle idee rivoluzionarie e liberali. ​ Denunciavano il movimento risorgimentale e le azioni di Garibaldi e dei Mille, definendoli "filibustieri" e "pirati". Esaltavano l'ordine costituito e la necessità di mantenere la pace e la stabilità politica.
  • Sostegno al clero: Difendevano il ruolo del clero e della religione come pilastri della società e della monarchia.
  • Propaganda contro l'unità d'Italia: Sostenevano l'autonomia del Regno delle Due Sicilie e si opponevano all'annessione al Regno d'Italia.
  • Tono: Linguaggio moderato e conservatore, spesso in difesa della tradizione e della religione.
  • Obiettivi: Contrastare la rivoluzione e la propaganda unitaria, sostenere la legittimità della dinastia borbonica e promuovere la stabilità politica.
  • Notizie ufficiali: Pubblicavano comunicati ufficiali del governo borbonico, spesso manipolati per nascondere le sconfitte militari e presentare una realtà distorta. ​
  • Esempi: Il Giornale delle Due Sicilie, Il Giornale di Napoli, Il Monitore della guardia nazionale.

Principali editori della stampa del 1860

  1. Ruggiero Bonghi: Fondatore de Il Nazionale, giornale di orientamento unitario e liberale.
  2. Silvio Spaventa: Collaboratore de Il Nazionale, sostenitore della causa unitaria e di Vittorio Emanuele II. ​
  3. Tommaso Arabia: Fondatore de L'Opinione Nazionale, giornale liberale e unitario.
  4. Francesco Rubino: Fondatore de L'Italia, giornale moderato che proponeva una federazione tra il Regno delle Due Sicilie e il Piemonte. ​
  5. Alessandro Dumas: Fondatore de L'Indipendente, giornale scritto in italiano e francese, con spirito unitario e patriottico.
  6. Carlo Romice e i fratelli Ruffa: Fondatori de Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto, giornale satirico e garibaldino in dialetto napoletano. ​
  7. Luigi Fortis e Jacopo Comin: Fondatori de Il Pungolo, giornale di opposizione al regime borbonico. ​
  8. Vincenzo Salvatore e Lorenzo Rocco: Fondatori de Il Tuono, giornale satirico e rivoluzionario.
  9. Filippo Cirelli: Editore del Lucifero e del Poliorama Pittoresco, giornali di stampo letterario e culturale. 
  10. Gaetano Galdi: Proprietario del Nomade, giornale che divenne politico nel 1860. ​
  11. Eugenio Chiaradia: Editore del Giornale delle Due Sicilie, organo ufficiale del regime borbonico.
  12. Giuseppe Mazzocchi e Filippo Napolitano: Editori di giornali borbonici come Il Giornale delle Due Sicilie e Il Giornale di Napoli.

I giornali che hanno avuto un impatto 

significativo  e i principali protagonisti della 

stampa napoletana sono stati:

  1. Il Monitore Napoletano (1799): Fondato da Eleonora Pimentel Fonseca, simbolo della rivoluzione del 1799 e della Repubblica Partenopea. ​
  2. La Minerva Napoletana (1820): Rivista culturale e politica diretta da Carlo Troya, Raffaele Liberatore e Giuseppe Ferrigni, sostenitrice del regime costituzionale del 1820.
  3. Il Nazionale (1860): Fondato da Ruggiero Bonghi e Silvio Spaventa, sostenitori del Risorgimento e dell'unità d'Italia, giornale liberale e unitario, decisivo per la propaganda risorgimentale.
  4. L'Opinione Nazionale (1860): Fondato da Tommaso Arabia, giornalista liberale e patriota, sostenitore della causa unitaria e della lotta contro il regime borbonico.
  5. Il Tuono e Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto (1860): Giornali satirici in dialetto napoletano, con forte propaganda garibaldina e antidinastica. ​
  6. L'Indipendente (1860): Fondato da Alessandro Dumas, scrittore francese e sostenitore della causa italiana unitaria e della figura di Garibaldi.
  7. Il Giornale delle Due Sicilie: giornale borbonico di Eugenio Chiaradia. Organo ufficiale del regime borbonico, rappresentava la stampa conservatrice.
  8. Lo Cuorpo de Napole e lo Sebeto: di Carlo Romice e i fratelli Ruffa. Fondatori di questo giornale satirico giornali satirico e di altri. ​
  9. Il Tuono: giornale satirico e rivoluzionario fondato da Vincenzo Salvatore e Lorenzo Rocco.

Sviluppo della stampa nel periodo 1848-1860

La stampa napoletana tra il 1848 e il 1860 si sviluppò in un contesto di repressione e censura sotto il regime borbonico; ​ ha vissuto una trasformazione significativa, influenzata dai cambiamenti politici e sociali del periodo. ​

 

Nel 1848, con la concessione dello statuto costituzionale da parte di Ferdinando II, la stampa liberale si fece più audace, sostenendo i diritti del popolo e criticando il regime borbonico; si assistette a una fioritura di giornali liberali e patriottici che promuovevano idee di libertà, democrazia e unità nazionale. ​

 

Dopo la reazione del 15 maggio 1848, il regime borbonico impose una dura censura e molti giornali furono costretti a chiudere o a piegarsi al regime, ma la stampa clandestina continuò a operare e i fogli volanti continuarono a diffondere idee rivoluzionarie.

 

Nel 1860, con la concessione della libertà di stampa da parte di Francesco II e l'avanzata di Garibaldi, la stampa liberale esplose, diventando uno strumento fondamentale di propaganda per il Risorgimento e l'unificazione italiana, la mobilitazione popolare e la costruzione dell'unità d'Italia. ​

 

I giornali satirici, spesso in dialetto napoletano, ebbero un ruolo cruciale nel mobilitare il popolo contro il regime borbonico.

I giornali conservatori, invece, difendevano il regime borbonico e criticavano il movimento risorgimentale. 
 

I giornali satirici ebbero un ruolo importante nel criticare il regime e mobilitare il popolo. ​

 

In sintesi, la stampa del periodo 1848-1860 si è evoluta da un mezzo di comunicazione limitato e censurato a uno strumento potente di propaganda e mobilitazione, affrontando temi di libertà, unità nazionale, critica al regime borbonico e diffusione culturale. ​

Sintesi conclusiva

 

Il documento analizza la stampa periodica napoletana durante le principali rivoluzioni del Regno delle Due Sicilie: 1799, 1820, 1848 e 1860. ​

 

Esamina il ruolo cruciale dei giornali e degli scrittori nel promuovere il sentimento patriottico, sostenere le lotte per l'indipendenza e denunciare le ingiustizie del regime borbonico. ​ 

La stampa liberale, con giornali come Il Monitore Napoletano, Il Nazionale, L'Opinione Nazionale e Il Monitore della Repubblica Partenopea, si impegnò nella propaganda rivoluzionaria, nella difesa della libertà e nella promozione dell'unità d'Italia, sostenendo figure come Garibaldi e Vittorio Emanuele II.

 

La stampa conservatrice, rappresentata da testate come Il Giornale delle Due Sicilie, difese il regime borbonico e criticò il movimento risorgimentale.

 

Inoltre, il documento sottolinea l'importanza degli opuscoli e dei fogli volanti come strumenti di comunicazione rapida e diretta durante i periodi di rivoluzione. ​

 

La stampa napoletana, nonostante le limitazioni e le repressioni, giocò un ruolo fondamentale nel risveglio della coscienza nazionale e nella costruzione dell'unità d'Italia, rappresentando un capitolo significativo nella storia del giornalismo italiano e del Risorgimento.


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