Confuorto descrive la vita quotidiana a Napoli nei suoi Giornali con uno stile minuzioso e aneddotico, concentrandosi su eventi ordinari e straordinari che caratterizzavano la città.
La sua narrazione include:
- Cronache di matrimoni, processioni, funerali, duelli, risse e scandali, offrendo un racconto vivo e dettagliato.
- Attenzione alla nobiltà e al clero, spesso criticando i rappresentanti corrotti e prepotenti dell'autorità costituita.
- Racconto di episodi religiosi e scandali ecclesiastici, narrati con soddisfazione e precisione.
- Eventi sociali e culturali, come scampagnate viceregali e celebrazioni pubbliche, che riflettono la vivacità della città.
La descrizione di Confuorto è caratterizzata da un orizzonte mentale limitato, tipico di un borghese napoletano dell'epoca, e da una cultura circoscritta alla giurisprudenza e alla genealogia.
La descrizione dei matrimoni e dei funerali.
Nei Giornali di Napoli, Confuorto descrive matrimoni e funerali in modo minuzioso e aneddotico, concentrandosi sui dettagli e sugli aspetti sociali di questi eventi. La sua narrazione è vivace e ricca di particolari, ma spesso tende a stereotipare i fatti, senza attribuire loro una particolare rilevanza storica.
I matrimoni e i funerali sono presentati come parte integrante della vita quotidiana della città, riflettendo le tradizioni, le usanze e le dinamiche sociali di Napoli nel XVII secolo.
Questi eventi sono descritti non solo per il loro significato personale e familiare, ma anche per il loro ruolo nella vita pubblica e nella rappresentazione sociale, con particolare attenzione alle cerimonie, alle processioni e alle interazioni tra i partecipanti.
I matrimoni sono descritti con attenzione ai dettagli e un tono vivace. Nei suoi racconti, i matrimoni emergono come eventi sociali di grande importanza, che riflettono:
- Legami familiari e politici, spesso utilizzati per consolidare alleanze tra famiglie nobili.
- Cerimonie elaborate, che mettono in evidenza il lusso e la tradizione della società napoletana.
- Aspetti aneddotici, che arricchiscono la narrazione con curiosità e particolari sulla vita dei protagonisti.
La descrizione delle processioni a Napoli.
Confuorto descrive le processioni a Napoli con minuzia e vivacità, evidenziandole come eventi di grande rilevanza sociale e religiosa il loro ruolo centrale nella vita della città.
Le processioni sono presentate come eventi significativi, ricchi di dettagli e simbolismi, che riflettono la devozione religiosa e l'importanza delle tradizioni nella cultura napoletana.
Esse rappresentano:
- Devozione collettiva, con una forte partecipazione popolare e un forte legame con la tradizione cattolica.
- Esibizione di potere e prestigio, soprattutto da parte della nobiltà e del clero.
- Momenti di unione e identità cittadina, che riflettono la cultura e le tradizioni della Napoli del XVII secolo. Le processioni sono narrate con dettagli vividi, che evidenziano la loro importanza nella vita quotidiana e spirituale della città.
Inoltre hanno un impatto significativo sulla vita sociale della città:
- Rafforzano il senso di comunità, coinvolgendo persone di ogni classe sociale in manifestazioni di fede e tradizione.
- Esibiscono il potere e la ricchezza della nobiltà e del clero, che spesso utilizzano queste occasioni per ostentare il loro prestigio. Confuorto le descrive come momenti significativi che riflettono la cultura e la spiritualità della Napoli del XVII secolo.
- Creano momenti di aggregazione, diventando occasioni per incontri sociali, scambi culturali e celebrazioni collettive che coinvolgono diverse classi e gruppi della città.
La descrizione delle risse e dei duelli.
Confuorto descrive risse e duelli con uno stile vivido e aneddotico, concentrandosi su:
- Dettagli specifici degli eventi, come i motivi delle dispute, i protagonisti coinvolti e le conseguenze.
- Dinamiche sociali, mostrando come questi episodi fossero parte integrante della vita quotidiana e delle tensioni tra individui o famiglie.
- Elementi drammatici, che rendono il racconto avvincente e realistico, ma spesso appiattendo l'importanza storica degli eventi. Le risse e i duelli sono presentati come episodi che riflettono il carattere vivace e turbolento della società napoletana del XVII secolo.
Confuorto descrive con minuzia e soddisfazione
diversi scandali che coinvolgono il clero.
Sebbene fosse molto attaccato alla religione e rispettoso delle istituzioni ecclesiastiche, non si asteneva dal raccontare con minuzia e soddisfazione gli scandali che coinvolgevano il clero e non esitava a riportare episodi che mettevano in cattiva luce i vari membri, evidenziando comportamenti discutibili e controversi.
Inoltre, dedica particolare attenzione agli eventi religiosi, come processioni e cerimonie, e documenta le controversie giurisdizionali con la Santa Sede, il processo degli ateisti e la cacciata del delegato dell'Inquisizione romana.
Questi scandali sono narrati nei Giornali di Napoli, dove il clero è spesso al centro di storie che riflettono le tensioni e le contraddizioni della società napoletana dell'epoca.
La religione, quindi, è sia un tema di devozione che di critica nei suoi scritti.
Gli scandali del clero vengono narrati evidenziando:
- Comportamenti immorali e controversi di alcuni membri del clero, che spesso si trovano coinvolti in episodi scandalosi e corruzione tra gli stessi membri.
- Critiche mirate, pur mantenendo un forte attaccamento alla religione e al rispetto per l'autorità ecclesiastica. Questi racconti riflettono il suo interesse per le vicende che mettono in luce le contraddizioni e le debolezze delle figure religiose, senza però mettere in discussione la fede o la Chiesa come istituzione.
- Abusi di potere da parte di figure ecclesiastiche.
- Controversie religiose, come quelle legate al quietismo e alle giurisdizioni con la Santa Sede.
Confuorto, pur essendo profondamente devoto e rispettoso della religione, ma non esita a raccontare gli episodi scandalosi che coinvolgono il clero e non risparmia critiche ai rappresentanti del clero quando si rendono protagonisti di episodi scandalosi, evidenziando le contraddizioni tra il loro ruolo spirituale e le loro azioni.
La sua narrazione riflette un interesse per le vicende religiose e una certa ambivalenza: da un lato, una forte adesione ai valori religiosi, dall'altro, una critica verso gli abusi e le contraddizioni all'interno della Chiesa.
Questi racconti riflettono il suo interesse per la vita quotidiana e il suo approccio critico verso le autorità corrotte.
Il modo in cui Confuorto descrive
e critica la nobiltà napoletana
Nei Giornali di Napoli, la nobiltà occupa un ruolo centrale. Confuorto dedica particolare attenzione a:
- Vicende genealogiche, spesso legate a dispute di primogenitura e prestigio familiare.
- Eventi sociali e pubblici, come matrimoni, funerali e cerimonie che mettono in mostra il potere e la ricchezza delle famiglie nobili.
- Critiche ai comportamenti prepotenti e corrotti, pu r mantenendo un rispetto generale per l'autorità costituita. La nobiltà è descritta come una classe influente, ma non immune da scandali e controversie.
Confuorto dedica dunque particolare attenzione alla nobiltà napoletana nei suoi scritti, descrivendone genealogie, scandali e vicende quotidiane.
Nei suoi Giornali di Napoli, si sofferma su matrimoni, funerali, dispute di primogenitura e questioni legate ai cinque seggi nobiliari della città.
Sebbene rispettoso dell'autorità costituita, non esita a criticare i rappresentanti corrotti della nobiltà e della classe dirigente, evidenziando le loro prepotenze e le pratiche discutibili.
La sua analisi della nobiltà è spesso dettagliata, ma talvolta carica di giudizi personali e vituperi.
Il suo criticare la nobiltà nei suoi Giornali evidenzia:
- Comportamenti prepotenti e corrotti di alcuni nobili, che abusano del loro potere.
- Dispute interne tra famiglie nobili, soprattutto legate a questioni di primogenitura e prestigio.
- Ipocrisia e avidità, sottolineando come alcuni nobili agiscano per interesse personale, spesso a discapito della giustizia e della moralità. Nonostante le critiche, Confuorto mantiene un certo rispetto per l'autorità costituita e per il ruolo della nobiltà nella società.
Confuorto, pur essendo rispettoso dell'autorità costituita, non esita a criticare i suoi rappresentanti e funzionari quando si dimostrano prepotenti o corrotti inclusi i viceré spagnoli, descritti con un atteggiamento ambivalente, prepotenti e corrotti, evidenziando i loro abusi di potere e comportamenti discutibili.
Nei suoi Giornali di Napoli, evidenzia comportamenti abusivi e ingiusti da parte di funzionari di basso rango fino ai viceré spagnoli, mettendo in luce le contraddizioni e gli abusi di potere all'interno delle istituzioni mostrando una certa disapprovazione verso coloro che sfruttano la loro posizione per interessi personali.
Le sue critiche non si estendono al sistema in sé, ma si concentrano sui singoli individui che tradiscono il loro ruolo limitandosi a denunciare le azioni individuali dei rappresentanti dell'autorità, evidenziando le ingiustizie e gli abusi di potere,
La descrizione delle feste e
delle celebrazioni a Napoli.
Confuorto descrive le feste e le celebrazioni a Napoli con uno stile dettagliato e vivace, mettendo in evidenza diversi aspetti della vita sociale e culturale della città. Nei suoi Giornali, egli si sofferma su:
- L'atmosfera festosa e il coinvolgimento popolare, mostrando come le celebrazioni fossero momenti di aggregazione per tutte le classi sociali.
- La magnificenza e lo sfarzo delle feste, spesso organizzate dalla nobiltà e dal clero, che le utilizzavano per esibire il loro potere e prestigio.
- Elementi di spettacolo e intrattenimento, come processioni, banchetti, musica e danze, che animavano la città e riflettevano la vivacità culturale dell'epoca.
- Aspetti aneddotici e curiosi, che arricchiscono il racconto e offrono uno spaccato realistico della vita quotidiana.
Le descrizioni di Confuorto non si limitano a celebrare questi eventi, ma talvolta includono anche critiche verso gli eccessi e le contraddizioni sociali che emergevano durante tali occasioni.
La descrizione del movimento
di rinnovamento culturale a Napoli.
Confuorto si mostra estraneo e ostile al vasto movimento di rinnovamento culturale che caratterizzava Napoli nel XVII secolo.
La sua mentalità è descritta come angusta e misoneista, tipica di un borghese napoletano dell'epoca.
Non abbraccia le nuove idee e rimane legato a una visione tradizionale, limitata alla giurisprudenza e alla scienza genealogica, senza dimostrare interesse per le innovazioni culturali e intellettuali che stavano emergendo in quel periodo.




















