L’autore esamina le insegne di vari stampatori, descrivendone i dettagli grafici e simbolici, e fornendo informazioni storiche e bibliografiche; analizzandone le insegne ne evidenzia le loro caratteristiche e significati.
Quello pubblicato da Luigi Lubrano nel 1919 è, come solitamente questi è solito fare, è un volume di non molte pagine corrispondente a un estratto dal “Bollettino del Bibliofilo – Anno I N. 3, 4, 5”.
Nella edizione che raccoglie in un unico volume tutti i fascicoli del primo anno i due articoli separati, uno per quanto riguarda i tipografi del XV secolo e l’altro il XVI secolo, ricoprono le pagine 94 – 96 e 129 – 156.
Giovanni Bresciano è presente nel volume con un suo altro articolo:
“Una sconosciuta stampa napoletana d'ignoto tipografo francese, del XVI Secolo”
L’articolo ricopre le pagine 7 – 16 del “Bollettino del Bibliofilo – volume I”.
Poiché ritengo sia interessante per coloro che studiano questa tipologia di pubblicazioni, ripropongo l’articolo integralmente, ma in immagini, in questa pagina.
Preferisco lasciare immutata la sua versione originale per evitare possibili errori di trascrizione e soprattutto lasciare inalterate le immagini che lo accompagnano.
Chi volesse può richiedermi la versione in PDF delle pagine estrapolate dal volume, da fornire via mail e, ovviamente, esclusivamente a titolo gratuito non essendo io interessato altro che a essere di possibile aiuto a chi studia e fa ricerca.
Questo di Giovanni Bresciano è dunque uno studio sulle insegne tipografiche utilizzate dai tipografi napoletani nei secoli XV e XVI.
GLI STAMPATORI-TIPOGRAFI DEL SECOLO XV
- Sisto Riessinger, primo tipografo a Napoli (1471-1478),
- Cristiano Preller (1487-1498)
- Aiolfo de Cantono (1491-1496)
- Antonio Gontier (1493?)
GLI STAMPATORI-TIPOGRAFI DEL SECOLO XVI
- Pasquet De Sallo (1517-1524)
- Caterina De Silvestro (1517-1523)
- Giovanni Sultzbach (1529-1541)
- Antonio e Sigismondo De Iovino (1530)
- Celio Alifano (1542-1543)
- Giandomenico De Gallis (1546-1554)
- Ambrogio De Mançaneda (1545)
- Giovan Paolo Suganappo (1546-1552)
- Giovanni Maria Scotto (1559-1564)
- Giovanni De Boy (1566-1569).
- Anello Sanvito (1567-1575)
- Giuseppe Cacchi (1569-1592)
- Orazio Salviani (1572-1592)
- Giambattista Cappelli (1573-1585)
- Marino D’Alessandro (1577-1593
- Giovanni Giacomo Carlino (1579-1606)
- Eredi di Matteo Cancer (1579-1588)
- Felice Stigliola (1593-1595)
- Giuseppe Bonfadino (1594)
Le insegne tipografiche rivestono un'importanza significativa nella storia della stampa per diversi motivi:
- Identificazione del tipografo: Le insegne servivano come marchio distintivo per identificare il tipografo o la sua officina. In un'epoca in cui la stampa era ancora agli albori, queste immagini simboliche garantivano autenticità e riconoscibilità delle opere.
- Promozione e prestigio: Le insegne erano spesso elaborate e ricche di simboli, contribuendo a promuovere il prestigio del tipografo e della sua attività. Alcuni stampatori usavano stemmi familiari o simboli che riflettevano la loro origine, il loro mestiere o la loro filosofia.
- Garanzia di qualità: L'insegna era percepita come un segno di qualità e affidabilità. I lettori e gli acquirenti potevano riconoscere facilmente le opere di un tipografo rinomato e associarle a standard elevati.
- Valore artistico e culturale: Le insegne tipografiche erano spesso vere e proprie opere d'arte, con disegni dettagliati e simboli complessi. Esse riflettevano il gusto estetico dell'epoca e contribuivano alla diffusione di valori culturali e religiosi.
- Tracciabilità storica: Oggi, le insegne tipografiche sono strumenti preziosi per gli studiosi, poiché permettono di tracciare la provenienza di un'opera, identificare il periodo di stampa e ricostruire la rete di relazioni tra tipografi, editori e autori.
In sintesi, le insegne tipografiche non erano solo elementi decorativi, ma rappresentavano un mezzo di comunicazione visiva, un simbolo di identità professionale e un segno di qualità nella produzione libraria.
Le insegne tipografiche hanno avuto un ruolo fondamentale nella tipografia napoletana, soprattutto nei secoli XV e XVI, contribuendo a definire l'identità e il prestigio dei tipografi locali.
Ecco i principali ruoli che hanno svolto:
- Identità e riconoscibilità:
Le insegne permettevano di identificare facilmente i tipografi napoletani e le loro opere. In un contesto in cui la stampa era in espansione, queste immagini simboliche garantivano autenticità e distinzione. - Promozione del mestiere:
Attraverso le insegne, i tipografi napoletani potevano promuovere la loro attività e il loro prestigio. Molte insegne erano elaborate e ricche di simboli, riflettendo la cultura e i valori dell'epoca. - Innovazione e primati:
Alcuni tipografi napoletani, come Sisto Riessinger, furono pionieri nell'uso delle insegne in Italia, dimostrando l'importanza di Napoli come centro innovativo nella storia della stampa. - Espressione artistica e culturale:
Le insegne tipografiche napoletane erano spesso opere d'arte, con disegni dettagliati e simboli che riflettevano la cultura locale, la religiosità e l'estetica del periodo. - Tracciabilità storica:
Le insegne sono oggi strumenti preziosi per gli studiosi, poiché permettono di ricostruire la storia della stampa napoletana, identificare i tipografi e comprendere le dinamiche culturali e commerciali dell'epoca.
In sintesi, le insegne tipografiche hanno svolto un ruolo chiave nella tipografia napoletana, non solo come marchi distintivi, ma anche come strumenti di promozione, innovazione e espressione culturale. Esse testimoniano l'importanza di Napoli come centro di produzione libraria e diffusione del sapere.
La stampa a Napoli nel XV secolo ha una storia significativa, caratterizzata dall'introduzione dell'arte tipografica e dall'attività di alcuni importanti stampatori.
Ecco un riassunto basato sul documento:
Introduzione della stampa a Napoli:
- La stampa fu introdotta a Napoli da Sisto Riessinger, un tipografo originario di Strasburgo, attivo tra il 1471 e il 1478. Riessinger è considerato il prototipografo della città e il primo a utilizzare un'insegna tipografica in Italia.
Caratteristiche della stampa napoletana:
- Gli stampatori napoletani del XV secolo adottarono insegne tipografiche per identificare le loro opere, un elemento innovativo per l'epoca.
- Le opere stampate erano spesso di carattere letterario, religioso e giuridico, contribuendo alla diffusione della cultura e del sapere.
Importanza storica ed evoluzione della tipografia a Napoli nel XVI secolo.
La stampa a Napoli nel XV secolo rappresenta un momento cruciale per l'introduzione e lo sviluppo dell'arte tipografica in Italia meridionale, grazie all'attività pionieristica di stampatori come Riessinger e Preller.
Nel XVI secolo, la tipografia a Napoli si evolve significativamente, passando da un'attività pionieristica a una produzione più strutturata e diversificata.
Ecco un riassunto basato sul documento:
Caratteristiche principali della tipografia nel XVI secolo:
- Espansione del numero di tipografi:
- Il numero di tipografi e librai attivi a Napoli cresce notevolmente rispetto al XV secolo.
- La produzione tipografica si diversifica, includendo opere religiose, giuridiche, letterarie e scientifiche.
- Uso delle insegne tipografiche:
- Molti tipografi e librai adottano insegne tipografiche per identificare le loro opere, un elemento distintivo della stampa napoletana.
- Le insegne diventano più elaborate, spesso includendo simboli religiosi, animali, figure mitologiche e motti.
Secondo il documento, a Napoli si verificarono diverse innovazioni tipografiche tra il XV e il XVI secolo, tra cui l'uso delle insegne tipografiche da parte degli stampatori.
Queste insegne, spesso poste alla fine delle stampe, rappresentavano simboli distintivi o armi di famiglia e servivano a identificare il tipografo o la sua officina.
Alcuni esempi di innovazioni includono:
- Sisto Riessinger (1471-1478): introdusse la stampa a Napoli e fu il primo in Italia a utilizzare un'insegna tipografica, raffigurante una figura muliebre con uno scudo e un dardo.
- Cristiano Preller (1487-1498): utilizzò un'insegna con uno scudo bianco e un ceppo appoggiato a un monte a tre cime.
- Aiolfo de Cantono (1491-1496): impiegò un quadrato nero con ornati bianchi e le sigle "AYO.CA" (Ayolfus Cantonus).
- Antonio Gontier (1493): usò un monogramma di dubbia interpretazione, probabilmente "AG", che potrebbe indicare una collaborazione con Cristiano Preller.
Nel XVI secolo, l'uso delle insegne si ampliò ulteriormente, con simboli più elaborati e personalizzati, come:
- Giovanni Pasquet De Sallo: un'insegna raffigurante San Giovanni Battista con il motto "I.P.D.S."
- Giovan Giacomo Carlino: insegne raffiguranti simboli di alleanza e fiducia, come mani strette e ramoscelli d'ulivo.
Queste innovazioni non solo arricchirono l'estetica dei libri, ma contribuirono anche a consolidare l'identità dei tipografi napoletani e a distinguere le loro opere.
Secondo Giovanni Bresciano alcune opere famose stampate a Napoli includono:
- "Filocolo" di Giovanni Boccaccio (1478) - Stampato da Sisto Riessinger, introduttore della stampa a Napoli.
- "Eroidi" di Ovidio (tradotte in volgare, probabilmente del 1478) - Stampate da Sisto Riessinger.
- "Officium B. Virginis Mariae" (1490) - Stampato da Cristiano Preller.
- "Consuetudines Panormi" (1496) - Stampato da Cristiano Preller.
- "Esopo" di Francesco Dei Tuppo - Un famoso incunabolo napoletano.
- "Manilii Cabacii Ralli Juvenilis Ingenii Lusus" (1520) - Stampato da Giovanni Pasquet De Sallo.
- "Niphi Augustini De falsa diluvii prognosticatione" (1519) - Stampato da Giovanni Pasquet De Sallo.
- "Delle Egloghe Pescatorie" di Bernardino Rota (1572) - Stampato da Giuseppe Cacchi.
- "La Universal Fabrica del Mondo" di Lorenzo Anania (1573) - Stampato da Giuseppe Cacchi.
- "Delle Historie del Regno di Napoli" di Giovanni Battista Carafa (1580) - Stampato da Orazio Salviani.
- "Pythagorae Scarpii Salentini Philosophia Acerrima de Anima" (1584) - Stampato da Giovan Bernardino Desa a Copertino.
Queste opere rappresentano una varietà di generi, tra cui letteratura, filosofia, religione e storia, dimostrando la vivacità della produzione tipografica napoletana nei secoli XV e XVI.
Il documento fornisce una panoramica sulla storia della stampa a Napoli nei secoli XV e XVI, evidenziando i principali tipografi e le loro insegne.
Ecco i punti principali:
Secolo XV:
- La stampa fu introdotta a Napoli da Sisto Riessinger, nativo di Strasburgo, attivo dal 1471 al 1478. Fu il primo tipografo a utilizzare un'insegna tipografica in Italia.
- Altri tipografi del Quattrocento furono:
- Cristiano Preller (1487-1498)
- Aiolfo de Cantono (1491-1496)
- Antonio Gontier (1493)
I tipografi attivi a Napoli nel XV secolo che utilizzarono insegne tipografiche furono in particolare i quattro che sono stati citati poco sopra, e cioè:
- Sisto Riessinger (1471-1478) -
Prototipografo originario di Strasburgo, introdusse la stampa a Napoli e fu il primo in Italia ad utilizzare un'insegna tipografica. La sua insegna rappresentava una figura femminile che regge uno scudo con una lista attraversata da un dardo, accompagnata dalle sigle S.R.D.A. (Sixtus Riessinger De Argentina). Stampò opere come il Filocolo di Boccaccio (1478) e le Eroidi di Ovidio
- Cristiano Preller (1487-1498) -
Utilizzava un'insegna con uno scudo bianco contenente un ceppo appoggiato su un monte a tre cime, circondato da ornamenti bianchi su fondo nero. - Stampò diverse opere durante il suo periodo di attività.
- Aiolfo de Cantono (1491-1496) -
Tipografo milanese, la sua insegna era un quadrato nero con uno scudo bianco contenente le sigle AYO.CA (Ayolfus Cantonus).
- Antonio Gontier (1493?) - La sua insegna era un monogramma di dubbia interpretazione. La sua attività è meno documentata, ma si ritiene che abbia collaborato con Preller e utilizzato un monogramma con la sigla AG.
Secolo XVI:
Nel Cinquecento, la stampa si sviluppò ulteriormente, con un maggior numero di tipografi e librai che utilizzarono insegne tipografiche.
Tra i principali stampatori e librai del periodo:
- Giovanni Pasquet De Sallo (1517-1524):
- Francese di origine, utilizzava un'insegna raffigurante San Giovanni Battista con una doppia croce e il motto I.P.D.S. (Joan Pasquet De Sallo).
- Francese di origine, utilizzava un'insegna raffigurante San Giovanni Battista con una doppia croce e il motto I.P.D.S. (Joan Pasquet De Sallo).
- Caterina De Silvestro (1517-1523):
- Vedova del prototipografo Sigismondo Mayr, usava un'insegna con la sigla YHS circondata da un'aureola.
- Vedova del prototipografo Sigismondo Mayr, usava un'insegna con la sigla YHS circondata da un'aureola.
- Giovanni Sultzbach (1529-1547):
- Stampatore tedesco, utilizzava diverse insegne, tra cui un crocefisso circondato da fedeli e un drago che addenta le foglie di un albero.
- Stampatore tedesco, utilizzava diverse insegne, tra cui un crocefisso circondato da fedeli e un drago che addenta le foglie di un albero.
- Antonio e Sigismondo De Iovino (1530):
- Fratelli napoletani, la loro insegna raffigurava due leoni affrontati su uno scudo.
- Fratelli napoletani, la loro insegna raffigurava due leoni affrontati su uno scudo.
- Giandomenico De Gallis (1546-1554):
- Libraio napoletano, la sua insegna rappresentava un gallo che canta su due libri, con il motto LITTERATIS CANTU VIGILIA MONET.
- Libraio napoletano, la sua insegna rappresentava un gallo che canta su due libri, con il motto LITTERATIS CANTU VIGILIA MONET.
- Giovanni Paolo Suganappo (1546-1552):
- Usava un'insegna con una doppia croce latina e il motto AUXILIUM MEUM A DOMINO QUI FECIT CELUM ET TERRAM.
- Usava un'insegna con una doppia croce latina e il motto AUXILIUM MEUM A DOMINO QUI FECIT CELUM ET TERRAM.
- Giovanni Maria Scotto (1559-1564):
- Stampatore probabilmente veneto, utilizzava insegne con croci latine e figure mitologiche.
Giuseppe Cacchi (1569-1592):- Uno dei più prolifici tipografi del secolo, usava diverse insegne, tra cui figure di Sansone e Orfeo.
- Uno dei più prolifici tipografi del secolo, usava diverse insegne, tra cui figure di Sansone e Orfeo.
- Orazio Salviani (1572-1592):
- Stampatore romano, noto per l'insegna del Pellegrino Errante e altre elaborate rappresentazioni.
- Stampatore romano, noto per l'insegna del Pellegrino Errante e altre elaborate rappresentazioni.
- Giovanni Giacomo Carlino (1579-1606):
- Stampatore elegante, usava insegne raffiguranti strette di mano e simboli di fiducia e collaborazione.
- Stampatore elegante, usava insegne raffiguranti strette di mano e simboli di fiducia e collaborazione.
- Felice Stigliola (1593-1595)
Caratteristiche:
- Molti tipografi napoletani utilizzarono insegne tipografiche per contrassegnare le loro opere, spesso con simboli araldici, figure allegoriche o motti.
- La stampa a Napoli fu influenzata da tipografi stranieri, come Riessinger e Sultzbach, e da collaborazioni tra tipografi locali e stranieri.
Innovazioni e contributi:
- Produzione diversificata: La tipografia napoletana del XVI secolo si distingue per la varietà di opere stampate, che spaziano dalla letteratura alla scienza.
- Collaborazioni: Molti tipografi lavorano in società, come Carlino e Pace, o Cacchi e Cappelli, favorendo la crescita del settore.
- Diffusione culturale: La stampa contribuisce alla diffusione del sapere e alla crescita culturale della città.
Conclusione:
Nel XVI secolo, la tipografia a Napoli si afferma come un settore dinamico e innovativo, grazie all'attività di numerosi stampatori e librai che arricchiscono la tradizione culturale della città. Le insegne tipografiche diventano un elemento distintivo, riflettendo l'identità e la creatività dei protagonisti di questa evoluzione.
Contributo culturale:
La stampa a Napoli contribuì alla diffusione di opere letterarie, religiose e scientifiche, consolidando la città come un centro culturale importante durante il Rinascimento.




















