L’articolo proposto da “AIB” offre un profilo biografico di Alfonso Miola, bibliotecario italiano del XX secolo, nel quale viene descritta la sua carriera, le pubblicazioni e i contributi nel campo della paleografia e della biblioteconomia.
Panoramica
Alfonso Miola (Napoli il 23 marzo 1844 - Napoli il 5 febbraio 1934) è stato un bibliotecario italiano del XX secolo del quale, in questo documento che propongo alla lettura, viene descritta la sua carriera, elencate le pubblicazioni e i contributi nel campo della paleografia e della biblioteconomia, alla storia dell'arte e alla filologia italiana.
Dati principali:
- Formazione e carriera iniziale: Laureato in lettere, entrò nella carriera delle biblioteche governative nel 1865, lavorando alla Biblioteca nazionale di Napoli. Si occupò del riordinamento di fondi ecclesiastici e, successivamente, del settore manoscritti.
Contributi significativi:
o Partecipò a eventi internazionali come l'Esposizione marittima di Napoli (1870), l'Esposizione universale di Vienna (1872) e il Congresso internazionale geografico (1875).
o Pubblicò il catalogo dei codici di San Tommaso e San Bonaventura e descrisse i codici petrarcheschi della Biblioteca nazionale di Napoli.
o Collaborò con il «Propugnatore» e pubblicò ricerche sui primordi della lingua italiana.
- Ruoli e incarichi:
o “Sottoconservatore” di manoscritti dal 1885.
o Catalogò i codici della Biblioteca Brancacciana, completando il lavoro nel 1922.
o Promosso bibliotecario nel 1893 e vicedirettore della Biblioteca nazionale.
o Direttore della Biblioteca universitaria di Napoli dal 1900 al 1913.
- Attività accademiche e associative:
o Socio della Società bibliografica italiana dal 1897.
o Membro dell'Accademia Pontaniana di Napoli.
o Direttore del «Bollettino del bibliofilo» (1918-1921).
· Pubblicazioni e studi:
Autore di numerose opere su paleografia, storia dell'arte e filologia italiana. Scrisse anche poesie di ispirazione religiosa.
· Ultimi anni:
Si ritirò nel 1913 e aderì al I Congresso dell'Associazione italiana biblioteche nel 1931 come "bibliotecario emerito".
Queste le sue pubblicazioni principali:
1. Catalogo dei codici di San Tommaso e di San Bonaventura (1874) - Pubblicato su «La carità», dedicato ai codici di grande valore storico e culturale.
2. I codici petrarcheschi delle biblioteche governative del Regno - Descrizione dei codici petrarcheschi della Biblioteca nazionale di Napoli.
3. Le scritture in volgare dei primi tre secoli della lingua italiana ricercate nei codici della Biblioteca nazionale di Napoli (1878) - Pubblicato a Bologna, raccoglie testi volgari medievali.
4. Notizie di manoscritti neolatini (1895) - Studio sui manoscritti francesi, provenzali, spagnoli, catalani e portoghesi della Biblioteca nazionale.
5. Catalogo dei codici della Biblioteca Brancacciana (1918–1922) - Opera monumentale pubblicata a dispense, frutto di anni di lavoro paleografico e bibliografico.




6. Bollettino del bibliofilo (1918–1921)
Rivista mensile da lui diretta, dedicata a libri rari, manoscritti e studi bibliografici. Un vero gioiello per gli appassionati di storia del libro.
Studio accademico sul Bollettino del bibliofilo
Uno dei contributi più recenti è l’articolo di Vincenzo Trombetta pubblicato nel 2018, intitolato Il Bollettino del bibliofilo di Alfonso Miola (1918–1921).
Questo studio analizza:
- Il contenuto e la struttura della rivista diretta da Miola
- Il suo ruolo nella divulgazione bibliografica e paleografica
- L’impatto sulla cultura libraria italiana del primo Novecento
📎 È considerato un modello di editoria erudita, e viene citato in corsi universitari di biblioteconomia e storia del libro.

Le sue carte sono conservate presso la Biblioteca nazionale di Napoli.
La biografia include riferimenti bibliografici e studi successivi sulla sua figura.
Alfonso Miola ha dato un contributo significativo alla Biblioteca nazionale di Napoli attraverso diverse attività e incarichi:
1. Riordinamento di fondi ecclesiastici: Nei primi anni della sua carriera, si occupò del riordinamento di fondi provenienti da istituzioni ecclesiastiche.
2. Settore manoscritti: Lavorò come assistente al settore dei manoscritti, collaborando con il primo bibliotecario Scipione Volpicella.
3. Ricerche e catalogazione: Grazie alla sua competenza paleografica, il prefetto Vito Fornari gli affidò la ricerca di materiali di pregio per eventi come l'Esposizione marittima di Napoli (1870) e l'Esposizione universale di Vienna (1872). Pubblicò il catalogo dei codici di San Tommaso e San Bonaventura e descrisse i codici petrarcheschi della Biblioteca.
4. Corso di paleografia: Nel 1885, su incarico del prefetto Fornari, tenne un corso di paleografia per gli alunni assistenti della Biblioteca, aperto anche agli studenti universitari.
5. Catalogazione dei codici della Biblioteca Brancacciana: Dal 1888 al 1899, si occupò della catalogazione dei codici della Biblioteca Brancacciana, che fu poi pubblicata a dispense tra il 1918 e il 1922.
6. Ruoli amministrativi: Fu vicedirettore della Biblioteca nazionale dal 1893 e, dopo la morte del prefetto Fornari, passò le consegne al nuovo direttore Emidio Martini.
Questi contributi dimostrano il suo impegno nella valorizzazione e organizzazione del patrimonio bibliografico e manoscritto della Biblioteca nazionale di Napoli.
Miola ha influenzato profondamente la storia della Biblioteca nazionale di Napoli attraverso il suo lavoro di organizzazione, catalogazione e valorizzazione del patrimonio bibliografico e manoscritto, ha migliorato la catalogazione dei codici attraverso un lavoro sistematico e approfondito, basato sulla sua competenza paleografica e sulla sua dedizione alla valorizzazione del patrimonio manoscritto.
I suoi contributi principali includono:
1. Riordino e catalogazione: Miola ha lavorato al riordinamento di fondi ecclesiastici e alla catalogazione di manoscritti, contribuendo a rendere accessibili e sistematici materiali preziosi. In particolare, la catalogazione dei codici della Biblioteca Brancacciana che era stata amministrativamente unita alla Biblioteca nazionale di Napoli ha rappresentato un'importante opera di documentazione.
Questo lavoro, iniziato nel 1888, fu completato nel 1899 e pubblicato a dispense tra il 1918 e il 1922, fornendo una documentazione dettagliata e accessibile.
2. Promozione internazionale: Ha curato la presentazione di materiali di pregio della Biblioteca in occasione di eventi internazionali come l'Esposizione universale di Vienna (1872) e il Congresso internazionale geografico (1875), aumentando la visibilità della Biblioteca a livello globale.
3. Formazione e diffusione della paleografia: Con il corso di paleografia del 1885, aperto anche agli studenti universitari, Miola ha contribuito alla formazione di nuove generazioni di studiosi e bibliotecari, rafforzando il ruolo della Biblioteca come centro di studio e ricerca.
4. Pubblicazioni e studi: Le sue opere, come il catalogo dei codici di San Tommaso e San Bonaventura e le ricerche sui codici petrarcheschi, hanno arricchito la conoscenza del patrimonio della Biblioteca e ne hanno aumentato il prestigio.
5. Ruoli amministrativi: Come vicedirettore e figura di riferimento, Miola ha garantito continuità e stabilità nella gestione della Biblioteca, influenzandone l'organizzazione e il funzionamento.
Ha migliorato la catalogazione dei codici attraverso un lavoro sistematico e approfondito, basato sulla sua competenza paleografica e sulla sua dedizione alla valorizzazione del patrimonio manoscritto.
1. Descrizione dei codici petrarcheschi:
Pubblicò una descrizione dei codici petrarcheschi della Biblioteca nazionale di Napoli in un volume intitolato I codici petrarcheschi delle biblioteche governative del Regno, contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione di questi materiali.
2. Catalogo dei codici di San Tommaso e San Bonaventura:
Nel 1874, pubblicò su «La carità» un catalogo dedicato ai codici di San Tommaso e San Bonaventura, dimostrando la sua capacità di organizzare e presentare materiali di grande valore storico e culturale.
3. Metodologia accurata:
Grazie alla sua formazione e agli studi paleografici, Miola applicò un approccio rigoroso e scientifico alla catalogazione, garantendo una descrizione precisa e dettagliata dei codici.
Questi interventi hanno reso i codici più accessibili agli studiosi e hanno contribuito a preservare e valorizzare il patrimonio manoscritto della Biblioteca nazionale di Napoli.
Ha dato un contributo significativo al miglioramento e alla diffusione della paleografia attraverso il suo lavoro di ricerca, insegnamento e pubblicazione, e ha avuto un ruolo significativo nello sviluppo della paleografia in Italia, grazie alle sue competenze e alle sue attività accademiche e professionali.
I principali modi in cui ha influenzato la paleografia sono:
- Ricerca paleografica:
Miola ha condotto studi approfonditi sui manoscritti, concentrandosi sulle scritture in volgare dei primi tre secoli della lingua italiana.
Ha approfondito gli studi paleografici, in particolare durante il suo periodo a Firenze presso la Biblioteca Laurenziana.
Ha pubblicato numerosi lavori, tra cui il catalogo dei codici di San Tommaso e di San Bonaventura.
Questi studi, pubblicati a puntate su «Propugnatore» e successivamente raccolti nel volume «Le scritture in volgare dei primi tre secoli della lingua italiana ricercate nei codici della Biblioteca nazionale di Napoli» (1878) hanno arricchito la conoscenza delle origini della lingua italiana e delle tecniche di scrittura.
- Catalogazione di manoscritti:
La sua competenza paleografica gli ha permesso di catalogare e descrivere codici e manoscritti con grande precisione; ha svolto un lavoro approfondito di catalogazione dei codici della Biblioteca Brancacciana e della Biblioteca nazionale di Napoli, contribuendo alla valorizzazione e alla conservazione di materiali storici fornendo strumenti fondamentali per lo studio e la conservazione dei manoscritti.
- Insegnamento della paleografia:
Nel 1885, su incarico del prefetto Vito Fornari, Miola tenne un corso di paleografia per gli alunni assistenti della Biblioteca nazionale di Napoli. Questo corso, aperto anche agli studenti universitari, ha formato nuove generazioni di studiosi e bibliotecari e ha contribuito alla formazione di nuovi esperti nel campo, diffondendo le conoscenze paleografiche.
- Collaborazioni accademiche:
Miola ha collaborato con istituzioni e studiosi di rilievo, come Francesco Zambrini e Giosue Carducci, contribuendo alla crescita del campo della paleografia attraverso il dialogo e la condivisione di conoscenze e la Commissione per i testi di lingua e Gaetano Filangieri, per la trascrizione e lo studio di documenti antichi, ampliando la conoscenza paleografica in Italia.
- Pubblicazioni:
Le sue opere e articoli hanno fornito strumenti utili per lo studio della paleografia, consolidando il suo ruolo di esperto nel settore.
Grazie a questi contributi e attraverso queste attività, Miola ha migliorato la comprensione e la diffusione della paleografia, rendendola una disciplina più accessibile e sistematica.
Ha inoltre contribuito alla diffusione e allo sviluppo della paleografia come disciplina, lasciando un'eredità importante nel campo dello studio dei manoscritti e dei documenti storici.
In sintesi:
Alfonso Miola ha contribuito al miglioramento della paleografia attraverso diverse attività e studi.
Ha approfondito gli studi paleografici presso la Biblioteca Laurenziana di Firenze e ha tenuto un corso di paleografia per gli alunni assistenti della Biblioteca nazionale di Napoli, aperto anche agli studenti universitari.
Inoltre, ha pubblicato ricerche significative, come il catalogo dei codici di San Tommaso e di San Bonaventura e il volume Le scritture in volgare dei primi tre secoli della lingua italiana ricercate nei codici della Biblioteca nazionale di Napoli.
Ha anche trascritto documenti antichi e codici di valore storico, contribuendo alla catalogazione e alla valorizzazione di manoscritti importanti.
Questi lavori hanno arricchito il campo della paleografia e promosso la conoscenza dei testi antichi.
Tra quelle che sono ritenute le sue opere principali, queste di seguito elencate sono quelle che hanno contribuito alla valorizzazione e alla conoscenza dei manoscritti e dei testi antichi:
1. Catalogo dei codici di San Tommaso e di San Bonaventura, pubblicato su «La carità» nel 1874.
2. I codici petrarcheschi delle biblioteche governative del Regno, descrizione dei codici petrarcheschi della Biblioteca nazionale di Napoli, pubblicata dal Ministero.
3. Le scritture in volgare dei primi tre secoli della lingua italiana ricercate nei codici della Biblioteca nazionale di Napoli, pubblicato a Bologna nel 1878.
4. Catalogazione dei codici della Biblioteca Brancacciana, completata e pubblicata a dispense dal 1918 al 1922.
Alfonso Miola ha collaborato con la Commissione per i testi di lingua in diversi modi, contribuendo alla valorizzazione e allo studio delle scritture in volgare.
I principali aspetti della sua collaborazione sono:
1. Pubblicazione su «Propugnatore»:
Grazie al presidente della Commissione, Francesco Zambrini, Miola iniziò a pubblicare a puntate su questa rivista le sue ricerche sui primordi della lingua italiana. Questi studi furono successivamente raccolti nel volume Le scritture in volgare dei primi tre secoli della lingua italiana ricercate nei codici della Biblioteca nazionale di Napoli (Bologna, 1878).
2. Continuità della collaborazione:
Miola continuò a collaborare con la Commissione anche quando Giosue Carducci ne divenne presidente, dimostrando il suo impegno costante nello studio e nella promozione dei testi di lingua.
3. Interruzione della pubblicazione:
La sua attività di pubblicazione si interruppe nel 1898 con la chiusura della rivista «Propugnatore», ma il suo contributo alla Commissione rimase significativo per il lavoro svolto fino a quel momento.
Attraverso questa collaborazione, Miola ha dato un importante contributo allo studio delle origini della lingua italiana e alla valorizzazione dei testi in volgare conservati nei codici della Biblioteca nazionale di Napoli.
Miola ha contribuito anche all'«Archivio storico per le province napoletane» fin dal 1879, svolgendo un ruolo significativo nella trascrizione e valorizzazione di documenti storici.
I suoi principali contributi sono stati:
1. Trascrizione di documenti antichi:
Su incarico di Gaetano Filangieri, Miola ha trascritto documenti storici conservati presso l'Archivio notarile di Napoli, contribuendo alla preservazione e alla diffusione di materiali di grande valore storico.
2. Ricerca a Parigi:
Filangieri lo ospitò a Parigi per oltre un mese, dal 1º settembre 1882, per la trascrizione di un codice sull'Italia meridionale conservato presso la “Bibliothèque nationale”.
Questo lavoro ha arricchito le conoscenze storiche sulle regioni meridionali italiane.
Attraverso queste attività, Miola ha fornito un contributo importante alla documentazione e allo studio della storia delle province napoletane, consolidando il suo ruolo di studioso e paleografo.
Ha collaborato con la Biblioteca Laurenziana nel 1876, quando fu inviato a Firenze per approfondire gli studi paleografici.
Durante il suo periodo presso questa prestigiosa istituzione, Miola ha avuto l'opportunità di accrescere le sue competenze nel campo della paleografia, studiando manoscritti e documenti storici di grande valore.
La Biblioteca Laurenziana, nota per la sua ricca collezione di manoscritti, ha fornito a Miola un ambiente ideale per sviluppare ulteriormente le sue ricerche e per consolidare la sua reputazione come esperto paleografo.
Sebbene non è possibile specificare dettagli precisi sulle attività svolte da Miola presso la Laurenziana, è evidente che questa esperienza ha avuto un impatto significativo sulla sua carriera e sui suoi studi.
Inoltre ha gestito la catalogazione dei codici della Biblioteca Brancacciana con grande dedizione e competenza.
Nel 1888 gli fu affidato l'incarico di catalogare i codici di questa biblioteca, che in quegli anni era amministrativamente unita alla Biblioteca nazionale di Napoli.
Metodi utilizzati per la catalogazione:
- Descrizione dettagliata e sistematica:
Miola adottò un approccio rigoroso e scientifico, descrivendo i manoscritti in modo particolareggiato, senza classificazioni per materie, lingue o secoli. Si concentrò sulla posizione dei manoscritti nei volumi e sugli scaffali.
- Esclusione di giudizi critici:
Si astenne da commenti o illustrazioni storiche e bibliografiche, fornendo solo indicazioni utili agli studiosi per comprendere il valore e l'importanza delle scritture.
- Indice generale a schede mobili:
Creò un indice alfabetico che includeva nomi di scrittori, soggetti, persone, luoghi e temi, permettendo ai ricercatori di accedere facilmente alle informazioni contenute nel catalogo.
- Adattamento al materiale disponibile:
Miola studiò l'indole delle scritture e adattò il metodo di catalogazione alle caratteristiche dei manoscritti, molti dei quali erano miscellanei e non ordinati.
- Collaborazione con esperti e istituzioni: Lavorò in stretta collaborazione con direttori e colleghi delle biblioteche per garantire la qualità e la completezza del suo lavoro.
Questi metodi riflettono la sua dedizione e competenza nel campo della paleografia e della biblioteconomia, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio manoscritto italiano.
Miola portò avanti il lavoro anche dopo che la Brancacciana fu trasferita alla Biblioteca universitaria di Napoli nel 1896.
La catalogazione fu completata tre anni più tardi e pubblicata a dispense tra il 1918 e il 1922.
Questo lavoro rappresenta un contributo significativo alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio manoscritto della Biblioteca Brancacciana.
Miola curò anche testi antichi come il
"Trattato della compagnia del
Nostro Signore Gesù Cristo" (1880)
e un
“dramma spagnolo del XV secolo” (1885),
mostrando grande attenzione per la letteratura religiosa e popolare.
La Biblioteca Nazionale e la Brancacciana furono centri nevralgici per la conservazione e lo studio dei manoscritti, grazie anche al lavoro di Miola.
Ecco un estratto da una delle opere meno conosciute ma affascinanti di Alfonso Miola:
“L'explicit negli antichi manoscritti” (1897),
pubblicato sulla rivista Vita Nova.
“L’explicit, che nei codici medievali chiudeva il testo, non era soltanto una formula di fine, ma spesso un piccolo capolavoro di arte calligrafica e sentimento religioso. In esso il copista lasciava traccia della sua fatica, della sua devozione, e talvolta persino del suo umore.”
Questo studio mostra la sensibilità di Miola verso il mondo dei manoscritti, non solo come oggetti di studio, ma come testimonianze vive di chi li ha copiati e tramandati.
Altri protagonisti della Napoli letteraria del XIX secolo:
Nome | Contributo principale |
|---|---|
| Francesco De Sanctis | Critico letterario e ministro dell’Istruzione, autore della Storia della letteratura italiana |
| Salvatore Di Giacomo | Poeta e drammaturgo, celebre per le sue liriche in dialetto napoletano |
| Matilde Serao | Fondatrice del quotidiano Il Mattino, scrittrice di romanzi sociali e veristi |
| Benedetto Croce | Filosofo e storico, influente nella cultura italiana postunitaria |
| Giuseppe Ricciardi | Storico e romanziere, autore di saggi sul Regno di Napoli |
Questi autori contribuirono a rendere Napoli un crocevia culturale tra tradizione e modernità, tra dialetto e lingua nazionale, tra folklore e filosofia.
Alfonso Miola si inserisce nel panorama culturale napoletano del XIX secolo come ponte tra la filologia, la biblioteconomia e la storia letteraria, in un contesto animato da figure come Croce, De Sanctis, Di Giacomo e Serao.
Il ruolo di Miola nel mondo
intellettuale napoletano
- Custode della memoria scritta: Miola non fu solo un bibliotecario, ma un vero curatore della cultura manoscritta. Il suo lavoro di catalogazione e studio dei codici medievali e rinascimentali contribuì a preservare e valorizzare il patrimonio letterario italiano e neolatino.
- Collaboratore di riviste e istituzioni: Partecipò attivamente a riviste come Il Propugnatore e Archivio storico per le province napoletane, e fu membro dell’Accademia Pontaniana. Questo lo colloca tra gli intellettuali operativi, che non solo studiavano ma diffondevano il sapere.
- Dialogo con altri studiosi europei: Intrattenne corrispondenze con studiosi come Marcelino Menéndez Pelayo, dimostrando una visione internazionale della filologia e della bibliografia.
- Presenza in eventi culturali: Fu coinvolto in esposizioni e congressi, come quello geografico del 1875 e il Congresso delle biblioteche del 1931, dove partecipò come “bibliotecario emerito”.
Miola e la Napoli letteraria
| Aspetto | Contributo di Miola |
|---|---|
| Filologia | Studi sul volgare e sulle lingue romanze |
| Biblioteconomia | Catalogazione dei codici Brancacciani |
| Paleografia | Corsi e ricerche sui manoscritti medievali |
| Editoria | Direzione del Bollettino del bibliofilo |
| Cultura civica | Collaborazioni con riviste come Napoli Nobilissima |
Miola non scriveva romanzi o poesie dialettali come Di Giacomo, né trattava filosofia come Croce, ma alimentava le fondamenta del sapere su cui quegli autori costruivano. Era il dietro le quinte della cultura, e senza il suo lavoro, molte fonti non sarebbero mai state accessibili.
L’importanza di Alfonso Miola nella storia letteraria italiana risiede nella sua capacità di riscoprire, preservare e valorizzare le radici testuali della nostra lingua e cultura. Non fu un autore letterario in senso stretto, ma il suo lavoro fu fondamentale per gli studiosi, i filologi e gli storici della letteratura.
Ecco perché il suo contributo è cruciale:
- Recupero delle origini del volgare italiano
Con Le scritture in volgare dei primi tre secoli della lingua italiana (1878), Miola offrì una raccolta di testi medievali che documentano l’evoluzione della lingua italiana. Questo lavoro fu una pietra miliare per la filologia italiana.
- Catalogazione e accessibilità delle fonti
Il suo Catalogo dei codici della Biblioteca Brancacciana (1918–1922) rese disponibili centinaia di manoscritti, molti dei quali fondamentali per lo studio della letteratura italiana e neolatina.
- Collaborazioni con istituzioni e riviste
Miola fu attivo nella Commissione per i testi di lingua, collaborando con figure come Francesco Zambrini e Giosuè Carducci. Questo lo colloca tra i protagonisti della costruzione del canone letterario italiano.
- Ponte tra biblioteconomia e filologia
La sua doppia competenza gli permise di unire rigore scientifico e sensibilità letteraria, contribuendo alla formazione di una coscienza storica della letteratura.
- Influenza su altri studiosi
Intrattenne corrispondenze con intellettuali europei come Marcelino Menéndez Pelayo, contribuendo alla circolazione internazionale delle fonti italiane.
In sintesi, Miola fu uno di quei “architetti invisibili” della cultura: senza il suo lavoro, molte delle fonti su cui si basa la storia letteraria italiana sarebbero rimaste nell’ombra.
L’impatto diretto di Alfonso Miola sulla letteratura contemporanea non è paragonabile a quello di autori come Croce o De Sanctis, ma il suo lavoro ha avuto un effetto profondo e duraturo su come la letteratura viene studiata, interpretata e tramandata.
Eredità e influenza sulla
letteratura contemporanea
- Fonti per la critica e la filologia moderna
I suoi studi sul volgare e sui manoscritti medievali sono ancora oggi utilizzati da filologi e storici della lingua per comprendere l’evoluzione dell’italiano e delle lingue romanze.
- Modello di rigore scientifico
Miola ha incarnato un approccio metodico e interdisciplinare che ha influenzato il modo in cui si fa critica testuale e bibliografia. Questo rigore è alla base di molte ricerche contemporanee.
- Valorizzazione del patrimonio culturale
Il suo lavoro di catalogazione e conservazione ha reso accessibili testi che oggi sono oggetto di reinterpretazioni letterarie, adattamenti teatrali e studi comparativi.
- Ispirazione per la biblioteconomia moderna
La sua visione della biblioteca come luogo di sapere universale ha influenzato il pensiero contemporaneo sulla funzione culturale delle biblioteche, soprattutto in ambito accademico.
Riflessioni contemporanee
Autori e studiosi contemporanei, soprattutto nel campo della letteratura medievale, della paleografia e della storia del libro, continuano a citare Miola come fonte autorevole. La sua rivista Bollettino del bibliofilo è considerata un modello di divulgazione erudita, e alcuni suoi saggi sono stati ripubblicati o commentati in studi recenti.
In sintesi, Miola non ha influenzato direttamente la narrativa contemporanea, ma ha fornito gli strumenti e le fonti che permettono agli studiosi e agli scrittori di oggi di dialogare con il passato.
Citazioni e riflessioni in ambito bibliotecario
Nel Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani curato dall’AIB, Miola è descritto come figura centrale nella transizione tra la biblioteca ottocentesca e quella moderna. Il suo lavoro è ripreso per:
- L’approccio sistematico alla catalogazione
- La valorizzazione dei fondi antichi
- La visione della biblioteca come luogo di sapere universale
Alcuni suoi scritti, come Le biblioteche (1900), sono citati anche su Wikiquote per la loro valenza culturale e stilistica, con riflessioni che anticipano il dibattito contemporaneo sulla funzione sociale delle biblioteche.
Ecco una citazione significativa di Alfonso Miola e un confronto con il pensiero bibliotecario contemporaneo:
Citazione di Miola (da Le biblioteche, 1900):
“Ivi, in quel vasto salone così armonicamente grandioso, vediamo rispecchiarsi l’universalità e la varietà dello scibile riunito e classificato giusta gli antichi ideali, oggi smarriti per la necessità delle cose.”
Questa frase riflette la sua visione della biblioteca come tempio del sapere universale, dove ogni disciplina trova posto e dignità. Miola lamenta la perdita degli ideali antichi di classificazione e completezza, sostituiti da metodi più pratici e frammentari.
Confronto con il pensiero
bibliotecario contemporaneo
Nel testo “L’azione culturale della biblioteca pubblica” di Cecilia Cognini, si afferma che:
“La biblioteca è una macchina per trasformare la convinzione in conoscenza. La credulità in sapere.”
Questa visione moderna vede la biblioteca non più come un archivio statico, ma come strumento dinamico di emancipazione culturale, capace di formare cittadini consapevoli e critici.
Analisi comparativa
Aspetto | Miola (1900) | Pensiero contemporaneo |
|---|---|---|
| Ruolo della biblioteca | Custode del sapere universale | Motore di formazione continua |
| Classificazione | Ideale, enciclopedica | Pratica, accessibile |
| Funzione sociale | Conservazione e studio | Educazione, inclusione, democrazia |
| Visione del bibliotecario | Erudito e paleografo | Mediatore culturale e formatore |
Conclusione:
Miola rappresenta la radice storica della biblioteconomia italiana, mentre il pensiero contemporaneo ne è il ramo evolutivo. Entrambi condividono una missione: rendere il sapere accessibile, anche se con strumenti e linguaggi diversi.




















