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LUIGI, ALDO E PAOLO LUBRANO

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Antonio Filangieri di Candida: La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara

18/02/2026 09:19:00

Paolo

Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Antonio Filangieri di Candida: La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara

Il volume "La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara" di Antonio Filangieri di Candida, curato da Riccardo Filangieri di Candida, è un'oper

Il volume "La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara" di Antonio Filangieri di Candida, curato da Riccardo Filangieri di Candida, è un'opera postuma pubblicata nel 1924 da Luigi Lubrano. ​

 

Il libro offre una dettagliata descrizione storica, artistica e architettonica della chiesa e del monastero di San Giovanni a Carbonara, situati a Napoli.


L’INTRODUZIONE AL TESTO DI 

RICCARDO FILANGIERI DI CANDIDA.

Le prime ricerche per una monografia sulla Chiesa di S. Giovanni a Carbonara furono fatte, per incarico del Principe di Satriano Gaetano Filangieri, dal Prof Alfonso Miola. Morto il Filangieri, la Società Napoletana di Storia Patria, legataria di Lui per la continuazione della serie da Lui iniziata di monografie storico-artistiche delle Chiese monumentali di Napoli, incaricò della compilazione di questo lavoro il mio compianto fratello Antonio. Ma Egli neppure, così immaturamente strappato al nostro affetto, poté compierlo: preso, specie negli ultimi anni, dalle cure dell'ispettorato dei monumenti e da quelle dell'insegnamento universitario, vi poté lavorare poco ed a lunghi intervalli. Infine, poiché piacque alla vostra Società di affidarne a me il compimento, ho potuto io adempiere all'incarico ricevuto.

 

Dolorosamente non molto ho potuto raccogliere dagli appunti lasciati da mio fratello intorno alla critica artistica dei principali monumenti di questa chiesa, che quasi da soli rappresentano i primi passi del Rinascimento nella nostra città. È stato però più facile che ad altri a me, che Lo seguiva amorosamente nei suoi studi, dedurre quale sarebbe stato su vari argomenti il Suo pensiero.

 

Non ho voluto però .che rimanesse la mia responsabilità fusa con la Sua, ché impari alla Sua era la mia conoscenza della materia. E perciò, dando il Suo nome a questo lavoro, ho creduto di esporre in uno studio a parte, che mi è stato di necessaria preparazione, tutte

quelle conclusioni più rilevanti che sono state frutto delle mie indagini; studio che è apparso col titolo La scultura in Napoli nei primi albori del Rinascimento, nei fascicoli V e VI-VII dell'anno I (nuova serie) della Napoli Nobilissima.

 

E tale lavoro, e tutto ciò che vi è di mio in questa monografia, voglio che sia l'omaggio mesto ed affettuoso alla memoria di Chi mi fu ispiratore nell'amore e maestro nel sapere delle cose d'arte.

 

Esprimo infine la mia riconoscenza al Senatore Benedetto Croce, che del compimento di questo lavoro propose darsi et me l'incarico; al Prof Michelangelo Schipa e a tutto il Consiglio della Società, che benevolmente accolsero quella proposta.

 

                            Napoli, dicembre 1923.

                                            RICCARDO FILANGIERI DI CANDIDA.

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Il contenuto del volume include:

 

  1. Storia del luogo detto Carbonara: Origini e sviluppo del sito, con riferimenti storici e archeologici. ​
  2. Notizie storiche sul monastero e sulla chiesa: Informazioni sulla fondazione, evoluzione e gestione del monastero e della chiesa, con dettagli sui personaggi storici coinvolti. ​
  3. Descrizione dell'ingresso e della navata: Analisi architettonica e artistica degli elementi principali della chiesa.​
  4. Il mausoleo di Ladislao: Studio approfondito del monumento funebre dedicato al re Ladislao di Durazzo, con descrizioni delle sculture e delle decorazioni. ​
  5. La cappella della Natività della Beata Vergine dei Caracciolo del Sole: Storia, struttura e decorazioni della cappella. ​
  6. La cappella di San Giovanni Evangelista dei Miroballo: Descrizione della cappella e dei suoi elementi artistici. ​
  7. La cappella dell'Epifania dei Caracciolo marchesi di Vico: Analisi della struttura e delle opere d'arte presenti. ​
  8. La cappella dell'Assunzione della Beata Vergine dei Di Somma: Dettagli sulla costruzione, gli affreschi e le opere d'arte.
  9. Le cappelle minori, gli altari e le sepolture: Descrizione delle cappelle e degli altari minori, con particolare attenzione alle sepolture e alle epigrafi. ​
  10. La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo dei Sanseverino, detta di S. Monica: Storia e descrizione della cappella gentilizia dei Sanseverino. ​
  11. La cappella del Crocefisso dei Seripando: Storia e descrizione della cappella e della biblioteca seripandiana. ​

 

Il volume è arricchito da illustrazioni e fotografie che mostrano i dettagli architettonici e artistici delle cappelle, degli altari e dei monumenti funebri.


La chiesa e il monastero di San Giovanni a Carbonara ospitano numerose cappelle, ciascuna con una propria storia, decorazioni e patroni. Di seguito l'elenco delle principali cappelle:

Cappelle della Chiesa e del Monastero di 

San Giovanni a Carbonara ​

  1. Cappella di Sergianni Caracciolo
    • Fondata dal Gran Siniscalco Sergianni Caracciolo intorno al 1427. ​
    • Decorata con affreschi di Leonardo da Besozzo e un pavimento in mattonelle maiolicate fiorentine.
    • Contiene il monumento funebre di Sergianni Caracciolo.
  2. Cappella della Natività della B. ​ V. dei Caracciolo del Sole
    • Fondata da Sergianni Caracciolo.
    • Decorata con affreschi di Leonardo da Besozzo e Perrinetto da Benevento.
    • Ospita il monumento funebre di Sergianni Caracciolo. ​
  3. Cappella di San Giovanni Evangelista dei Miroballo
    • Fondata da Giovanni de Miroballis nel 1454.
    • Contiene un altare dedicato a San Giovanni Evangelista e numerose sculture e decorazioni marmoree. ​
  4. Cappella dell'Epifania dei Caracciolo Marchesi di Vico
    • Fondata da Galeazzo Caracciolo nel 1516 e completata nel 1557. ​
    • Decorata con sculture di Diego e Bartolomeo Ordogno e opere di Giovanni Merliano da Nola, Annibale Caccavello e Giovan Domenico D’Auria.
  5. Cappella dell'Assunzione della B. V. dei Di Somma
    • Fondata da Scipione Di Somma nel 1535 e completata nel 1566.
    • Decorata con affreschi e sculture di Annibale Caccavello e Giovan Domenico D’Auria.
  6. Cappella del Crocifisso dei Seripando
    • Fondata da Giacomo e Geronimo Seripando intorno al 1533. ​
    • Contiene la tomba di Antonio Seripando e un grande Crocifisso attribuito al Vasari.
  7. Cappella dell'Addolorata del Duca di Castropignano
    • Rifatta nel 1758 da Zenobia Revertera, Duchessa di Castropignano.
    • Contiene i monumenti funebri di Francesco D’Eboli e della Duchessa Zenobia.
  8. Cappella del Presepe dei Recco
    • Fondata da Jaconello Pepe nel 1478 e successivamente restaurata dai Recco.
    • Ospita un Presepe con statue lignee scolpite da Pietro Alamanno. ​
  9. Cappella di San Nicola di Bari (già Annunziata)
    • Concessa nel 1586 e dedicata a San Nicola da Tolentino.
    • Rifatta nel 1734 e intitolata a Santa Maria Consolatrice degli Afflitti. ​
  10. Cappella del Carmine della famiglia Giraldi
    • Fondata nel 1601 da Cesare e Fabrizio Giraldi.
    • Contiene una statua della Madonna del Carmine scolpita da Michelangelo Naccherino. ​
  11. Cappella di San Giovanni Battista dei De Turri
    • Fondata nel 1508 da Paolo de Turris.
    • Successivamente dedicata a San Francesco di Paola. ​
  12. Cappella di San Bartolomeo dei Recco
    • Fondata nel 1504 da Francesco, Luca e Bartolomeo Recco.
    • Contiene un altare in marmo bianco e una pala del 1556.
  13. Cappella di San Giovanni dei Della Ratta
    • Fondata da Baldassarre della Ratta nel 1433.
    • Successivamente concessa a Jaconello Pepe e poi ai Recco.
  14. Cappella di Ottino Caracciolo
    • Fondata nel 1428 da Ottino Caracciolo, Gran Cancelliere del Regno.
    • Ora non esiste più, ma si trovava accanto all'arco maggiore.
  15. Cappella dei SS. Filippo e Giacomo dei Sanseverino (detta di S. Monica)
    • Fondata da Ruggiero Sanseverino e Covella Ruffo.
    • Contiene il monumento funebre di Ruggiero Sanseverino e un polittico quattrocentesco. ​

Totale

La chiesa e il monastero di San Giovanni a Carbonara ospitano 15 cappelle, ciascuna con una propria storia e decorazioni uniche.

La chiesa di San Giovanni a Carbonara ospita numerosi altari, ciascuno con una propria storia e decorazioni artistiche.

 

Di seguito sono elencati i principali altari presenti nella chiesa


Principali Altari della Chiesa di 

San Giovanni a Carbonara ​

  1. Altare Maggiore
    • Situato nella tribuna, è decorato con marmi policromi e un prezioso ciborio.
    • Fu rifatto nel 1746 da P. Paolo d'Israel e consacrato da Mons. Francesco De Novellis, Vescovo di Sarno.
    • L'altare barocco nasconde parte del primo ordine del mausoleo di Ladislao. ​
  2. Altare della Purificazione di Biagio Marsicano
    • Eretto nel 1569 da Giulia Caracciolo in memoria del marito Biagio Marsicano. ​
    • Decorato con un basso rilievo che rappresenta la Purificazione della Vergine e una tomba con la figura giacente del defunto.
  3. Altare della Cappella dell'Epifania dei Caracciolo Marchesi di Vico
    • Realizzato da Diego e Bartolomeo Ordogno. ​
    • Decorato con bassorilievi che rappresentano l'Adorazione dei Magi e altre scene religiose. ​
  4. Altare della Cappella dell'Assunzione dei Di Somma
    • Decorato con un bassorilievo che raffigura l'Assunzione della Vergine e scene della vita di Cristo. ​
    • Opera attribuita a Giovan Domenico D’Auria. ​
  5. Altare della Cappella del Crocifisso dei Seripando
    • Contiene un grande Crocifisso attribuito al Vasari. ​
    • Decorato con marmi bianchi e policromi. ​
  6. Altare della Cappella dell'Addolorata del Duca di Castropignano
    • Rifatto nel 1758 da Zenobia Revertera, Duchessa di Castropignano.
    • Decorato con marmi policromi e una pala raffigurante la Madonna dell’Arco.
  7. Altare della Cappella del Presepe dei Recco
    • Ospita un Presepe con statue lignee scolpite da Pietro Alamanno. ​
    • Decorato con marmi e sculture. ​
  8. Altare di San Nicola di Bari (già Annunziata)
    • Rifatto nel 1734 e dedicato a Santa Maria Consolatrice degli Afflitti. ​
    • Decorato con marmi colorati e una pala raffigurante la Madonna.
  9. Altare della Cappella del Carmine della famiglia Giraldi
    • Contiene una statua della Madonna del Carmine scolpita da Michelangelo Naccherino. ​
    • Decorato con marmi policromi e sculture. ​
  10. Altare di San Bartolomeo dei Recco
    • Eretto nel 1504 e decorato con un basso rilievo e una pala del 1556.
    • Contiene sculture e decorazioni marmoree. ​
  11. Altare di San Giovanni Battista dei De Turri
    • Fondato nel 1508 e successivamente dedicato a San Francesco di Paola.
    • Decorato con marmi e una pala raffigurante l’Annunciazione.
  12. Altare di San Orsola degli Acciaro
    • Eretto nel 1618 da Cesare Acciaro.
    • Decorato con marmi bianchi e una pala raffigurante Santa Orsola e le sue compagne.

Totale

La chiesa di San Giovanni a Carbonara ospita 12 principali altari, ciascuno con una propria storia e decorazioni artistiche uniche.


Eventi storici descritti nel documento ​

 

  1. Fondazione della chiesa e del monastero: La chiesa fu fondata nel 1339 da Gualtiero Galeota, che donò il terreno ai frati eremitani. ​ La costruzione fu completata nel 1343.
  2. Interventi di Ladislao di Durazzo: Durante il suo regno, il re Ladislao ampliò la chiesa e il monastero, costruendo un nuovo chiostro e un tempio più grande. ​
  3. Contributi di Giovanna II: La regina Giovanna II fece ulteriori donazioni e commissionò il mausoleo per il fratello Ladislao. ​
  4. Eventi storici legati al luogo: La zona di Carbonara fu teatro di importanti eventi storici, tra cui assedi e battaglie, come quello del sultano dei Saraceni di Bari nell'860 e l'assedio di Manfredi nel 1251. ​
  5. Evoluzione artistica: La chiesa e il monastero furono arricchiti da numerosi interventi artistici e architettonici nel corso dei secoli, con contributi di artisti come Andrea da Firenze e Leonardo da Besozzo.

Storia della Cappella di 

San Giovanni a Carbonara

 

La Cappella di San Giovanni a Carbonara è parte integrante della chiesa e del monastero omonimi, situati a Napoli.

 

La chiesa fu fondata nel 1339 da Gualtiero Galeota, un nobile napoletano del sedile di Capuana, che donò un terreno ai frati eremitani dell'Ordine di Sant'Agostino per costruire una chiesa dedicata a San Giovanni Battista. ​  

 

La costruzione fu completata nel 1343, e Galeota dotò la chiesa di ulteriori beni per garantirne la manutenzione e il funzionamento; il progetto iniziale subì diverse modifiche nel corso degli anni.

 

La cappella è stata arricchita da numerosi interventi artistici e architettonici, tra cui la costruzione di cappelle gentilizie e monumenti funebri.

 

L'architettura della cappella e della chiesa fu influenzata da diversi stili nel corso dei secoli, con contributi di artisti e architetti di rilievo.

Architettura della Cappella

 

L'architettura della cappella di San Giovanni a Carbonara è descritta come un esempio di transizione tra arte gotica e Rinascimento. 

Le sue caratteristiche principali includono:

 

  • Pianta rettangolare: Con una navata unica e un'abside di pianta rettangolare. ​
  • Arco maggiore: Una svelta ogiva con membrature, poggiante su due alte mezze colonne con capitelli a foglie di cardo. ​
  • Abside: Alta e coperta da una volta a crociera con costole che si intersecano al centro, sotto un rosone di marmo bianco raffigurante il mistico agnello. ​
  • Decorazioni interne: La chiesa è arricchita da cappelle, altari e monumenti funebri di epoche diverse, che alternano elementi del primo Rinascimento, del Cinquecento e del Seicento. ​
  • Scala monumentale: L'accesso alla chiesa avviene tramite una scala a doppia rampa, attribuita all'architetto Ferdinando Sanfelice, che conferisce un aspetto scenografico all'ingresso.

Sculture che adornano la Cappella di San Giovanni

 

La cappella di San Giovanni a Carbonara è arricchita da numerose sculture, tra cui:

  1. Statue delle Virtù: Le Virtù adornano il mausoleo di Ladislao e includono la Temperanza, Fortezza, Prudenza e Magnanimità. ​
  2. Statuette decorative: Piccole figure di santi e apostoli, come San Giorgio, San Bartolomeo, San Paolo e San Pietro, adornano le spallette degli archi della cella trionfale.
  3. Sculture del primo Rinascimento: Le cappelle laterali e gli altari della chiesa sono decorati con opere di artisti come Annibale Caccavello e Giovan Domenico D’Auria.
  4. Statue di Santi: La cappella ospita statue di San Giovanni Battista, San Pietro, San Paolo e altri santi, scolpite da artisti locali e lombardi.

Decorazione interna della Cappella di San Giovanni

 

L'interno della cappella di San Giovanni a Carbonara è riccamente decorato con elementi architettonici e artistici che riflettono la transizione dal gotico al Rinascimento. Le principali caratteristiche decorative includono:

 

  1. Affreschi: La cappella è adornata da affreschi che rappresentano scene della vita della Madonna e storie eremitane. ​ Questi affreschi sono attribuiti a Leonardo da Besozzo e Perrinetto da Benevento.
  2. Pavimento in mattonelle maiolicate: Il pavimento è composto da mattonelle invetriate fiorentine del Quattrocento, decorate con motivi geometrici, floreali e stemmi araldici.
  3. Sculture: La cappella ospita numerose sculture, tra cui il monumento funebre di Sergianni Caracciolo, decorato con figure allegoriche e motivi rinascimentali.
  4. Altare: L'altare è decorato con bassorilievi che rappresentano scene religiose, come l'Annunciazione e la Natività.

Il Mausoleo di Ladislao: descrizione dell'architettura ​

 

Il mausoleo di Ladislao di Durazzo è uno dei monumenti più importanti della chiesa di San Giovanni a Carbonara. 

Fu commissionato da Giovanna II per commemorare il fratello, re di Napoli, morto prematuramente. ​ 

 

Il mausoleo è un'opera grandiosa, alta circa 14 metri, composta da tre ordini:

 

  1. Primo ordine: Costituito da un basamento decorato con quattro colossali cariatidi che rappresentano le Virtù (Temperanza, Fortezza, Prudenza e Magnanimità). ​ Al centro si apre un vano decorato con pilastri e capitelli intagliati. ​
  2. Secondo ordine: Cella trionfale con le statue di Ladislao e Giovanna II, affiancate da quattro virtù (Virtù militare, Speranza, Carità e Fede). ​L'arco centrale è decorato con le armi durazzesche e affiancato da due ogive trilobate
  3. Terzo ordine: La cella mortuaria, sormontata da un baldacchino a forma di piramide tronca. ​ Sul culmine del mausoleo si erge la statua equestre di Ladislao, rappresentato in armatura, con la spada alzata.

 

Il mausoleo è un esempio di transizione tra arte gotica e Rinascimento. ​ Le sculture e le decorazioni mostrano influenze toscane e lombarde, con elementi classici e gotici. 

 

L'opera fu attribuita inizialmente a un immaginario scultore napoletano, Andrea Ciccione, ma successivamente si scoprì che il vero autore era Andrea da Firenze, un artista toscano che lavorò a Napoli nel primo Quattrocento. ​


Sculture nel Mausoleo di Ladislao

 

Il mausoleo di Ladislao di Durazzo, situato nella chiesa di San Giovanni a Carbonara, è ricco di sculture e decorazioni. 

 

Le principali sculture includono:

 

  1. Cariatidi: Quattro grandi statue che rappresentano le virtù:
    • Temperanza: Una figura femminile che versa acqua e vino da due fiale. ​
    • Fortezza: Una donna che stringe una colonna spezzata. ​
    • Prudenza: Una figura con un serpente nella mano. ​
    • Magnanimità: Una donna che regge una conchiglia con un putto alato. ​
  2. Statue di Ladislao e Giovanna II: Entrambi seduti in maestà, con corone gigliate e globo crucigero. ​ Ladislao è rappresentato con capelli corti e ricci, mentre Giovanna ha una lunga chioma. ​
  3. Virtù nella cella trionfale:
    • Virtù militare: Con globo e stocco.
    • Speranza: Con le mani giunte.
    • Carità: Con putti sulle ginocchia e cornucopia. ​
    • Fede: Con calice nella mano.
  4. Cella mortuaria: Contiene la statua giacente di Ladislao, rappresentato in armatura, con la corona sul capo e il globo nella mano. Ai lati, due angeli sollevano il velario. ​
  5. Statua equestre: Ladislao è rappresentato in armatura, con la spada alzata, mentre cavalca un destriero coperto da una gualdrappa decorata. ​

Decorazione interna del Mausoleo di Ladislao

 

L'interno del mausoleo di Ladislao è riccamente decorato con sculture, affreschi e dettagli architettonici. ​ 

 

Le principali caratteristiche decorative includono:

 

  1. Affreschi: Le pareti interne della cella trionfale sono dipinte con motivi gigliati di Francia. ​ Nei vani laterali, sono presenti affreschi che raffigurano San Giovanni Battista e Sant'Agostino, opera di Leonardo da Besozzo.
  2. Statuette: Otto statuette terzine di tutto tondo adornano le spallette degli archi della cella trionfale. ​ Queste rappresentano santi e apostoli, tra cui San Giorgio, San Bartolomeo, San Paolo e San Pietro.
  3. Cella mortuaria: Decorata con un ombracolo a forma di piramide tronca, adornato con un fregio gigliato e un medaglione con il mistico agnello. La statua giacente di Ladislao è circondata da figure di angeli e accoliti.

Statue delle Virtù nel Mausoleo ​

 

Le Virtù sono rappresentate da quattro colossali cariatidi che adornano il primo ordine del mausoleo. ​ 

 

Queste sculture sono:

 

  1. Temperanza: Una figura femminile che versa acqua da una fiala in un'altra contenente vino.
  2. Fortezza: Una donna che stringe una colonna spezzata tra le braccia. ​
  3. Prudenza: Una figura femminile che regge un serpente, simbolo di saggezza. ​
  4. Magnanimità: Una donna che regge una conchiglia aperta con un putto alato al suo interno.. ​

 

Tra i principali nomi associati alla chiesa e al mausoleo di Ladislao vi è Andrea da Firenze, che lavorò al mausoleo e contribuì alla transizione tra arte gotica e Rinascimento. ​


Progettazione del Mausoleo di Ladislao ​

 

Il mausoleo di Ladislao fu progettato da Andrea da Firenze, un artista fiorentino che lavorò a Napoli durante il primo Quattrocento. 

Andrea da Firenze è noto per aver introdotto elementi del Rinascimento nella scultura napoletana, pur mantenendo alcune caratteristiche della tradizione gotica locale. 

Tuttavia, non fu l'unico artista coinvolto nella realizzazione del mausoleo, che fu un'opera collettiva. ​

 

Artisti che hanno contribuito alla decorazione del Mausoleo

 

  1. Andrea da Firenze: È il principale progettista del mausoleo e ha realizzato molte delle sculture, tra cui le Virtù e le figure della cella mortuaria. La sua opera segna la transizione dall'arte gotica al Rinascimento a Napoli.
  2. Leonardo da Besozzo: Pittore lombardo che realizzò gli affreschi e le decorazioni pittoriche del mausoleo, inclusi i dipinti di San Giovanni Battista e Sant'Agostino.
  3. Collaboratori anonimi: Altri artisti locali e lombardi contribuirono alla realizzazione di alcune sculture e decorazioni, tra cui le Virtù e le figure della cella mortuaria.

Eventi storici legati al Mausoleo di Ladislao

  1. Erezione del Mausoleo: Il mausoleo fu commissionato da Giovanna II di Durazzo per commemorare suo fratello Ladislao, re di Napoli, morto prematuramente nel 1414. ​ La costruzione iniziò poco dopo la sua morte. ​
  2. Violazione del Sarcofago: Nel 1589, il sarcofago di Ladislao fu violato da un monaco e un sagrestano, che rubarono la corona, lo scettro e altri gioielli dal corpo del re. ​
  3. Influenza sull'arte napoletana: Il mausoleo rappresenta un punto di svolta per l'arte napoletana, segnando il passaggio dal gotico al Rinascimento. ​ La sua struttura e decorazione influenzarono opere successive, come l'arco trionfale di Alfonso d'Aragona in Castel Nuovo. ​

Storia ed eventi Storici legati all'Altare di San Giovanni

 

L'altare di San Giovanni Battista fu fondato nel 1508 da Paolo de Turris, nipote di Caterina de Turris, in esecuzione della volontà testamentaria di quest'ultima. 

 

Paolo ottenne dai Padri di San Giovanni a Carbonara la concessione di uno spazio nella chiesa, situato tra la porta laterale e l'altare della famiglia Recco. ​ 

L'altare fu dedicato a San Giovanni Battista e dotato di un censo di 8 ducati annui. 

Successivamente, l'altare cambiò titolo e patronato, venendo dedicato a San Francesco di Paola e passando alla famiglia D'Angelo nel 1603.

 

Un evento significativo legato a questo altare fu la sua trasformazione e il cambio di patronato nel corso degli anni, riflettendo le dinamiche sociali e religiose del tempo. ​


Sepolture Famose nella Chiesa

 

La chiesa di San Giovanni a Carbonara ospita numerose sepolture di personaggi illustri. Ecco alcune delle più famose:

 

1. Mausoleo di Ladislao di Durazzo

  •       Monumento funebre maestoso, eretto da Giovanna II in memoria del fratello Ladislao. ​
  • Il mausoleo è decorato con sculture e affreschi di Leonardo da Besozzo. 

2. Tomba di Sergianni Caracciolo

  • ​Monumento funebre eretto dal figlio Troiano Caracciolo nel 1432. ​
  • Decorato con sculture e affreschi di Leonardo da Besozzo. ​

3. Tomba di Ruggiero Sanseverino

  • Mausoleo quattrocentesco attribuito ad Andrea da Firenze. ​
  • Fondato da Covella Ruffo in memoria del marito Ruggiero Sanseverino. ​

4. Tomba di Francesco D’Eboli, Duca diCastropignano

  • Monumento funebre eretto nel 1759 dalla Duchessa Zenobia Revertera.
  • Decorato con marmi policromi e una lunga epigrafe commemorativa.

5. Tomba di Zenobia Revertera, Duchessa di Castropignano

  • Monumento funebre eretto dalla stessa Duchessa nel 1759.
  • Decorato con marmi policromi e un’epigrafe che ricorda la sua vita e il suo legame con il marito. ​

6. Tomba di Scipione Di Somma

  • Monumento funebre decorato con marmi bianchi e sculture di Annibale Caccavello. ​
  • Contiene un’epigrafe dedicata al fondatore. ​

7. Tomba di Galeazzo Caracciolo, Marchese di Vico

  • Monumento funebre decorato con sculture e bassorilievi. ​
  • Eretto dal figlio Nicola Antonio Caracciolo. ​

8. Tomba di Nicola Antonio Caracciolo, Marchese di Vico

  • Decorata con sculture e bassorilievi. ​
  • Eretto da Nicola Antonio stesso.

9. Tomba di Antonio Seripando

  • Monumento funebre dedicato da Giacomo Seripando al fratello Antonio. ​
  • Contiene epigrafi commemorative per Antonio Seripando, Francesco Puccio e Giano Parrasio.

10. Sepoltura di Angelillo Manco

  • Pietra tombale quattrocentesca con la figura giacente del giovane mercante napoletano. ​

Fondazione dell'Altare di Santa Orsola ​

 

L'altare di Santa Orsola fu fondato nel 1618 da Cesare Acciaro, che ottenne la concessione dai Padri del monastero di San Giovanni a Carbonara.

 

Cesare Acciaro dotò l'altare di un censo di 7 ducati annui e commissionò la pala raffigurante Santa Orsola e le sue compagne al pittore Giovan Vincenzo Forlì, che la completò nel 1619.

 

L'altare fu decorato con marmi bianchi e una pietra tombale, realizzati da Scipione Galluccio e Giovan Domenico Rapa.

Storia dell'Altare di Santa Orsola

 

L'altare di Santa Orsola fu costruito nel 1618 e completato nel 1619. 

Cesare Acciaro, il fondatore, vi fece collocare una pala raffigurante Santa Orsola e le sue compagne, con i ritratti del fondatore e di sua moglie, Diana Catalano. ​ 

 

L'altare fu dotato di un censo per la celebrazione di messe e fu destinato anche come luogo di sepoltura per il fondatore e i suoi discendenti. ​ 

Cesare Acciaro lasciò disposizioni testamentarie affinché, in caso di estinzione della sua discendenza, l'altare diventasse proprietà del monastero con l'obbligo di istituire un monte di maritaggi. ​ 

 

L'altare fu decorato con marmi bianchi e una pala dipinta da Giovan Vincenzo Forlì.


LE IMMAGINI DELLE “TAVOLE” PRESENTI NEL TESTO

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Archivio Lubrano

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Antonio Filangieri di Candida: La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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Paolo

18/02/2026 09:19:00

Il volume "La Chiesa e il Monastero di San Giovanni a Carbonara" di Antonio Filangieri di Candida, curato da Riccardo Filangieri di Candida, è un'oper

Antonio e Riccardo Filangieri di Candida.
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Paolo

17/02/2026 11:29:00

Antonio Filangieri di Candida fu uno stimato storico dell'arte ed erudito, Riccardo Filangieri di Candida fu una figura centrale della cultura archivistica ital

L’omaggio a Emmanuele Rocco e il breve cenno autobiografico dell'autore, Lorenzo Rocco
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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Paolo

12/02/2026 12:52:00

Alla fine della sua trattazione pubblicata “a puntate” in più numeri del “Bollettino del Bibliofilo” l’autore racconta in primis del padre “Emmanuele Rocco".

Lorenzo Rocco. La stampa periodica napoletana delle rivoluzioni - 1799-1820-1848-1860
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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Paolo

10/02/2026 09:41:00

Il documento tratta della stampa periodica napoletana durante le rivoluzioni del 1799, 1820, 1848 e 1860. Si tratta di uno studio storico-bibliografico sulla st

Indice degli “Spunti” suggeriti dal “Bollettino del Bibliofilo” Un percorso di approfondimento tra estratti e nuovi contributi
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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Paolo

07/02/2026 12:26:00

l’ “Indice degli Spunti dal Bollettino del Bibliofilo”: uno strumento pensato per raccogliere e organizzare questi contributi e approfondimenti, offrendo così a

Giacinto de' Sivo:
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

Giacinto de' Sivo: "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861".

Paolo

07/02/2026 12:08:00

La "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861" di Giacinto de' Sivo è considerata l'opera più importante della storiografia legittimista e borbonica.

PIETRO COLLETTA
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

PIETRO COLLETTA "Storia del Reame di Napoli dal 1734 sino al 1825"

Paolo

05/02/2026 11:51:00

La "Storia del Reame di Napoli dal 1734 sino al 1825" non è solo un libro di storia; è il resoconto appassionato, tormentato e talvolta feroce di un u

Nino Cortese: “AGGIUNTE AL SAGGIO DI BIBLIOGRAFIA COLLETTIANA”
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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Paolo

02/02/2026 12:30:00

Nel 1921 Luigi Lubrano pubblica, quale estratto dal “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO – ANNO III – NUMERI 1 – 4”, un opuscolo di Nino Cortese dal titolo AGGI

INDICE DEGLI ESTRATTI “Bollettino del bibliofilo” – Volume Primo e Volume Secondo
Luigi Lubrano, Pubblicazioni, Paolo Lubrano, Blog Personale, Miei testi,

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02/02/2026 11:41:00

Questa pagina presenta l’indice degli estratti selezionati dai due volumi del “Bollettino del bibliofilo”. Gli estratti qui raccolti affrontano sia temi di cara

Antonio Bellucci: “La cronaca delle infestazioni sataniche nella Casa dei Girolamini di Napoli”
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31/01/2026 12:19:00

“Bollettino del Bibliofilo”: Lo scritto descrive una cronaca del XVIII secolo riguardante presunte infestazioni sataniche avvenute nella Casa dei Girolamini di

La “biblioteca Oratoriana dei Gerolomini” e lo scultore Giuseppe Sammartino – Sanmartino.
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Paolo

29/01/2026 10:45:00

Giuseppe Sanmartino (o Sammartino; Napoli, 1720 – Napoli, 12 dicembre 1793) è stato il più grande interprete della scultura del Settecento napoletano,

LA “BIBLIOTECA ORATORIANA DEI GIROLAMINI”
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Paolo

28/01/2026 09:58:00

La "Casa dei Girolamini" (o più correttamente il Complesso Monumentale dei Girolamini) non è solo un edificio, ma uno dei poli culturali più densi e a

Il Bollettino del bibliofilo – La bibliografia e i cataloghi librari - Volume Secondo
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Paolo

27/01/2026 11:17:00

Il primo volume ci ha presentato la “Biblioteca Brancacciana”, questo secondo volume volume ci introduce alla “Biblioteca statale Oratoriana dei Girol

ALFONSO MIOLA I BENI DELLA CHIESA VESCOVILE DI TROPEA e di altre Chiese di quella Diocesi nel 1494
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Paolo

19/01/2026 09:59:00

È, quello seguente, un ulteriore articolo che viene pubblicato all’interno del secondo volume del  “Bollettino del Bibliofilo” - quadrimestre “settemb

Da “BOLLETTINO DEL BIBLIOFILO” – VOLUME PRIMO. LA BIBLIOTECA BRANCACCIANA
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Paolo

17/01/2026 12:38:00

La Biblioteca Brancacciana fu fondata nel XVII secolo, precisamente nel 1673, grazie alla donazione della collezione personale di libri e manoscritti del cardin

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI” INDICE DEGLI ARTICOLI DEGLI ARGOMENTI CHE SONO COLLEGATI.
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Paolo

15/01/2026 12:53:00

Perché predisporre un indice riferito a “Domenico Confuorto – Giornali di Napoli” in cui viene riportato un elenco di 22 articoli, parte dei quali non contengon

Pietro Giannone e
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Pietro Giannone e "La storia civile del regno di Napoli". La scomunica del cardinale Francesco Pignatelli. “

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L'Istoria civile del Regno di Napoli (1723) di Pietro Giannone è un'opera monumentale che ha rivoluzionato il modo di scrivere la storia, passando dalla narrazi

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. LA FIGURA DEL “CARDINALE NUNZIO” NELL’AMBITO DEL PROCESSO AGLI ATEISTI.
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Paolo

14/01/2026 10:29:00

La domanda: Chi è stato effettivamente il “Cardinale Nunzio” che emise e gestì le sentenze nei confronti di Giacinto De Cristofaro il 21 Dicembre del

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI. LA DESCRIZIONE DELL'ABIURA DEI PRINCIPALI CONDANNATI
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14/01/2026 10:07:00

La Pubblica Abiura di Giacinto de Cristofaro L'abiura più famosa e drammatica fu quella dei principali imputati, in particolare Giacinto de Cristofaro

DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpirono gli ateisti. Tommaso Cornelio e “Progymnasmata physica”.
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DOMENICO CONFUORTO: “GIORNALI DI NAPOLI”. Giambattista Vico, la “Scienza nuova” e le accuse che colpi

Paolo

13/01/2026 10:22:00

Giambattista Vico, non inserito nelle cronache narrate da Domenico Confuorto per gli anni dal 1679-1699, è di fatto collegato, ideologicamente, alle v

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